Burden of Stroke: dati e proposte sull’Ictus

Burden of Stroke - SAFE

Burden of Stroke è uno studio condotto dal King’s College di Londra per conto della Stroke Alliance for Europe che mette in luce gli impatti attuali e futuri dell’ictus sui sistemi sanitari degli stati europei. La creazione di registri nazionali dei malati di ictus e la definizione di strategie nazionali dedicate alla patologia sono le principali proposte formulate dal gruppo di lavoro di SAFE

 

Nell’immaginario collettivo l’eventualità di essere vittima di un ictus è solitamente uno dei maggiori timori che un individuo associa alla propria salute: l’istantaneità della sua manifestazione e, ancor di più, le possibili conseguenze che, nei casi peggiori, possono causare il decesso della persona, ne fanno una delle patologie maggiormente temute. Non a caso, in Italia l’ictus rappresenta la terza causa di morte dopo le cardiopatie ischemiche e le neoplasie.
L’ictus può essere di tre forme:

  • Ictus ischemico caratterizzato dall’ostruzione delle arterie cerebrali causata dalla formazione di una placca aterosclerotica o da un coagulo di sangue;
  • Ictus emorragico che si verifica con la rottura di un’arteria del cervello causando o un’emorragia intracerebrale non traumatica oppure la presenza di sangue nello spazio sub-aracnoideo;
  • Attacco ischemico transitorio o TIA, simile all’ictus ischemico ma con una minore durata dei sintomi.

Horus: la tecnologia che aiuta i non vedenti

Horus logo

Horus è un device di semplice utilizzo ma allo stesso momento altamente tecnologico il cui scopo è descrivere via audio cose, volti, ostacoli, e testi a persone non vedenti o ipovedenti. Il device è prodotto da Eyra (ex Horus Technology), startup innovativa italiana che rappresenta un’esemplare case history di successo.

Fra i cinque sensi umani, la vista è quello che nella maggior parte delle persone genera una grande preoccupazione nel momento in cui la si perde o comunque essa subisce una qualche alterazione a seguito di patologie o incidenti. Vivere al buio o non avere una capacità visiva che sia in grado di delineare in modo sufficiente ciò che ci circonda, significa non avere la visione della realtà in cui si è immersi.

Nel mondo, le persone che soffrono di disabilità visive sono quantificate in 285 milioni, di cui 39 milioni cieche. In Italia, secondo dati del 2005, gli ipovedenti sono quantificati in circa 1.500.000, mentre i ciechi risultano essere 362.000 persone.

Tale situazione già di per se può essere non solo fonte di una profondo disagio fisico, ma anche relazionale in quanto i non vedenti sono immersi in una realtà sociale basata sulla perfetta efficienza fisica e sensoriale. Tuttavia, un non vedente è, prima di tutto, una persona come qualsiasi altra, che soffre di una menomazione sensoriale.

Tech for Health: la Startup Competition di Sanofi

#MeetSanofi Tech for Health

Tech for Health è la startup competition lanciata da Sanofi per selezionare trenta startup che avranno la possibilità di prendere parte alla seconda edizione di Viva Technology, manifestazione che si terrà a Parigi nel mese di giugno. La presentazione delle startup italiane in gara è avvenuta durante il #MeetSanofi che ha avuto luogo lo scorso mese di marzo a Milano nella sede di Sanofi Italia

 

Le manifestazioni fieristiche dedicate alla tecnologia e al mondo digitale si stanno moltiplicando di anno in anno: siano esse organizzate dai grandi player mondiali della digital industry o frutto di iniziative “indipendenti”, pubbliche o private che siano, questi appuntamenti rappresentano sia una grande vetrina per mostrare le ultime innovazioni in fatto di tecnologia sia delle importanti opportunità per entrare in contatto con i protagonisti di questa rivoluzione e per conoscere persone o aziende con cui sia possibile avviare delle eventuali collaborazioni.

Uno dei prossimi grandi eventi di questo genere è Viva Technology che avrà luogo a Parigi nel prossimo mese di giugno, e la cui vision fornisce una chiara indicazione di quale sia il suo tratto caratteristico:

VivaTech exists to celebrate innovation. We know business success depends more than ever on innovation. And we believe that innovation will secure richer possibilities for our shared future.

Le Differenze del Sistema Sanitario Italiano: il Rapporto Osservasalute

Cover Rapporto Osservasalute 2016

L’edizione 2016 del Rapporto Osservasalute mette in luce le differenze esistenti fra i diversi sistemi sanitari regionali anche per aspetti che generalmente non vengono studiati. Da esso risulta evidente che il nostro sistema sanitario rischia non solo una polarizzazione per aree territoriale ma anche per fasce di reddito

 

E’ veramente troppo facile perdersi nelle numerose informazioni contenute nel Rapporto Osservasalute: la quantità di argomenti trattati e le relative elaborazioni statistiche a loro supporto ne fanno uno dei rapporti più completi fra quelli dedicati al mondo della sanità.

Pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane, struttura nata dall’iniziativa dell’Istituto di Sanità Pubblica – Sezione Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e diretto dal Dottor Walter Ricciardi, attuale presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il Rapporto è arrivato alla sua XIV edizione.

Il Rapporto Osservasalute si muove in una doppia prospettiva: la prima è quella di dare continuità all’iniziativa, sviluppando confronti nel tempo ed ulteriori indagini su temi di rilevante interesse; la seconda è quella di muoversi in una logica europea per produrre un’attività di benchmarking della salute e dell’assistenza nelle regioni europee.

Generic Medicines and Healthcare Systems Sustainability

Il Ruolo dei Farmaci Generici

In the latest years generic medicines allowed to limit the pharmaceutical expenditure, but the appearance of new factors on the market could weaken this role in the future. The report “The Generic medicines role for the healthcare systems sustainability: an European and Italian perspective” published by QuintilesIMS offers causes of reflection and makes proposal on this topic

 

Healthcare systems sustainability is an issue not limited only to Italy, but it regards also every other countries: surely the European states, but also any others advanced and developing countries in the world. The monitoring and controlling of healthcare expenditure in EU countries have had strong consequences on pharmaceutical expenditure as well: pharmaceutical spending increased slightly or, in some cases, decreased, even though in 2013 it was still about the 20% of total healthcare expenditure.

The increasing importance of the risk factors for the healthcare systems sustainability like:

  • Increasing proportion of elderly population with a related larger demand of healthcare services;
  • High cost of innovative medicines and high technological medical devices;
  • Fewer benefits for healthcare systems because of a constant reduction of number of patent medicines that become off-patent;

impose the adoption of healthcare policies that can guarantee in every country the stabilization of own healthcare system.

Heartwatch: rilevare le malattie cardiache con un video

Cover Heartwatch

I disturbi e le patologie cardiocircolatorie sono fra quelle maggiormente soggette all’attenzione delle startup innovative. Una di queste sta sviluppando un interessante modello di prevenzione delle patologie cardiache basato sull’analisi del video del volto: si chiama Heartwatch, è italiana ed è stata fondata da giovani studenti del Politecnico di Milano

 

Ancora oggi le malattie cardiovascolari sono le principali cause di morte a livello globale, e l’Italia non fa eccezione: il tasso di mortalità delle malattie cardiocircolatorie è pari a 28,4 decessi ogni 10.000 abitanti. Nell’ambito di questa categoria di patologie, la maggior parte dei decessi è dovuta a cardiopatie ischemiche e ictus.

Principali cause di morte in Italia

Queste poche informazioni sono già sufficienti per comprendere che in questo ambito un ruolo fondamentale è giocato più dalla prevenzione che dalla cura, poiché nel momento in cui si manifesta una crisi cardiaca o si è colpiti da un ictus, i tempi di intervento devono essere di una certa rapidità, poiché in caso contrario si rischia concretamente il decesso.

Il forte impatto delle patologie cardiache sulla salute degli individui hanno spinto molti giovani ricercatori ad applicare le tecnologie digitali al monitoraggio, allo studio, alla prevenzione e alla cura delle malattie cardiocircolatorie. L’ambito cardiaco, infatti, è uno di quelli che sono oggetto diretto o indiretto delle attività di numerose startup innovative.

Il Cloud e i Big Data in Sanità

technology of the future

Il convegno dal titolo “La gestione del dato sanitario, sicurezza e cloud nell’era dei big data” organizzato da Motore Sanità è stato un utile appuntamento per esporre delle proposte operative in materia di Big Data in ambito sanità. L’evento è stata l’occasione per proporre l’impiego del cloud computing come modalità di gestione dell’enorme mole di dati sanitari e medicali che viene generata in modo continuativo

 

A causa della crescente importanza che la gestione di grandi volumi di dati ha assunto nell’ambito della produzione di beni e servizi , l’argomento Big Data è costantemente sotto i riflettori di esperti, operatori di business, consumatori e cittadini. Il settore sanitario è uno di quelli più interessati all’evoluzione di questo ambito dell’innovazione tecnologica, in considerazione dell’impressionante mole di informazioni che la sanità nel suo complesso genera e tratta ogni giorno.

In un precedente post sono state illustrate le prospettive e le resistenze relative ai Big Data esposte durante l’Italian Digital Health Summit organizzato da Aboutpharma nel giugno 2016 (vedi Italian Digital Health Summit: i Big Data), ma occorre iniziare a tradurre le disquisizioni teoriche in vere e proprie proposte operative. Un passo in questo senso è stato compiuto con il convegno organizzato da Motore Sanità dal titolo “La gestione del dato sanitario, sicurezza e cloud nell’era dei big data” che ha avuto luogo a Milano lo scorso 29 marzo.

Il programma “Roche per la Ricerca”

Ricerca Scientifica

Anche per il 2017 Roche ha lanciato l’iniziativa “Roche per la Ricerca”, il programma con il quale la nota multinazionale farmaceutica intende premiare otto progetti di ricerca indipendente con un finanziamento di 100.000 Euro per ognuno di essi. Un importante contributo alla ricerca indipendente e ai giovani ricercatori italiani

 

Come già riportato in vari post di MioPharma Blog, la ricerca scientifica in ambito farmaceutico è oggetto di numerose iniziative promosse dai grandi player dell’industria farmaceutica ad essa dedicata. Alcuni di questi programmi sono ormai una consuetudine consolidata ed hanno già consentito a numerosi ricercatori di poter realizzare i progetti di ricerca da loro intrapresi attraverso i finanziamenti messi a disposizione, riuscendo così, in molti casi, a raggiungere dei risultati importanti a livello scientifico e realizzativo. Altre iniziative, invece, sono di recente istituzione, ma non per questo di minore importanza rispetto alle prime, sia per le risorse che mettono a disposizione sia per le loro aree di intervento.

Fra le iniziative più recenti c’è anche il progetto Roche per la Ricerca, la cui seconda edizione ha avuto avvio nel mese di marzo di quest’anno. Il progetto ha preso avvio dalla volontà da parte dei vertici della sede italiana della nota multinazionale biofarmaceutica svizzera di offrire un importante contributo alla ricerca indipendente

Crediamo fermamente nel valore di una ricerca ambiziosa perché solo perseguendo un concetto ‘dirompente’ di innovazione si può determinare cosa significherà domani salute. Per questa ragione abbiamo deciso di finanziare con un contributo importante la ricerca indipendente nel nostro Paese ed essere a fianco del coraggio dei tanti ricercatori italiani che si impegnano con passione, tenacia e creatività nella ricerca di nuove soluzioni per la salute (Maurizio de Cicco – Presidente e AD di Roche S.p.A.)

I CReG: la Gestione dei Malati Cronici in Lombardia

lombardia

Il progetto dei Chronic Related Groups (CReG) è sicuramente fra i più interessanti ed originali nella gestione dei pazienti cronici. Dopo circa tre anni e mezzo dall’inizio della sperimentazione dei CReG, il Rapporto OASI 2016 redatto dal CERGAS dell’Università Bocconi ne descrive i buoni risultati ad oggi raggiunti, anche se occorrono ancora maggiori evidenze per giudicarne l’effettiva efficacia

Una delle maggiori criticità che attualmente tutti i sistemi sanitari si trovano a dover affrontare riguarda l’adeguamento della loro “offerta” di assistenza sanitaria alle mutate necessita dei pazienti, i quali hanno esigenze di salute a volte molto diverse da quelle del passato. Infatti, il progressivo invecchiamento della popolazione sta rendendo necessario ripensare strutture e processi dei servizi sanitari, i quali in origine sono stati concepiti per offrire assistenza a malati nella quasi totalità dei casi di tipo acuto, per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre crescente di pazienti affetti da malattie croniche.

Tale criticità riguarda sicuramente un paese come l’Italia, caratterizzato da un’aspettativa di vita fra le più alte al mondo e una quota di abitanti con un’età superiore ai 65 anni, rispetto alla popolazione totale, in aumento di anno in anno. Questo stato di cose rappresenta una sfida molto impegnativa sia a livello organizzativo che finanziario per tutti i sistemi sanitari regionali del nostro paese. La necessità di individuare dei modelli per rispondere in modo adeguato a tale evoluzione ha indotto le Regioni a strutturare efficacemente il proprio apparato sanitario cercando nel contempo di utilizzare in maniera efficiente le risorse a loro disposizione.

Uno degli esperimenti più originali avviato in questi ultimi anni è quello dei Chronic Related Groups (CReG) ideato da Regione Lombardia e al quale è stato dedicato un capitolo apposito nel Rapporto OASI 2016 redatto del CERGAS dell’Università Bocconi di Milano e presentato nel novembre 2016.

TMI: la Startup Innovativa Italiana del Turismo Medico

Logo Turismo Medico Italia

Il turismo medico è ancora un mercato non molto conosciuto e non ben compreso. Mentre solitamente viene inteso come lo spostamento di pazienti da una regione ad un’altra o in uscita dall’Italia verso paesi esteri, viene invece del tutto ignorata la possibilità che pazienti di altri paesi vengano a curarsi presso le nostre strutture. C’è una startup italiana opera in questo segmento: si chiama Turismo Medico Italia ed è stata fondata da Stefano Urbani

 

Durante la presentazione del Rapporto OASI, redatto dal CERGAS dell’Università Bocconi di Milano, avvenuta lo scorso novembre sono state esposte varie indicazioni finalizzate al rilancio e allo sviluppo del nostro sistema sanitario nazionale. Una di queste proposte riguardava lo stato attuale del turismo sanitario e delle opportunità che sarebbe possibile cogliere se le istituzioni a livello decisionale non continuassero ad ignorare ulteriormente questo ambito ad oggi poco esplorato e in buona parte anche poco compreso.

Tuttavia, esistono delle iniziative imprenditoriali che stanno cogliendo le opportunità offerte dalla mancanza di attenzione verso questo emergente segmento di mercato. Una di queste iniziative è una startup che si chiama Turismo Medico Italia (TMI). L’attività di Turismo Medico Italia si ispira alla vision del suo fondatore Stefano Urbani, il quale si è posto come obiettivo quello di

Vivere in un mondo dove ognuno possa trovare il Suo migliore trattamento sanitario, o l’ospedale che meglio soddisfi il Suo bisogno, ogni volta che lo necessita, dovunque egli si trovi, qualsiasi siano i suoi bisogni.

Per comprendere quale sia il contesto nel quale si trova ad operare questa giovane startup innovativa, occorre partire da alcune premesse.