La medicina e la tecnologia 3D

Una delle futuribili innovazioni tecnologiche presenti in Star Trek che mi ha sempre affascinato è il ponte ologrammi: avere a disposizione una tecnologia 3D talmente avanzata da poter coinvolgere completamente gli utenti in un’esperienza così realistica tanto da sembrare vera sarebbe il sogno di moltissime persone. Vivere la storia di un film da assoluto protagonista o limitarsi ad una visione passiva ma in “presa diretta”, o ancora rivivere ricostruzioni di grandi avvenimenti storici che si sono verificati nel passato.

Ma lasciando correre la fantasia l’applicazione pratica di questo tipo di tecnologia troverebbe applicazione pratica in svariati campi: da quello dei trasporti (dove comunque gli attuali simulatori aerei e navali riescono già a fornire una ricostruzione realistica della conduzione dei mezzi anche nelle condizioni più estreme), a quello edilizio (e di conseguenza anche a quello dell’arredamento, in quanto permetterebbe di ricostruire un intero appartamento o addirittura un palazzo al fine di valutare l’ampiezza dei suoi volumi e in che modo sfruttarli al meglio). Una tecnologia di questo genere sarebbe utile anche in medicina, in quanto consentirebbe non solo la ricostruzione virtuale di un organo o di un intero corpo umano, ma addirittura di effettuare una simulazione del tutto realistica di una vera e propria operazione, programmando anche il verificarsi eventi avversi imprevisti.

Purtroppo, ad oggi non esiste una tecnologia così avanzata anche se gli Sharp Labs Europe stanno lavorando su di essa con una sua disponibilità prevista entro una quarantina di anni (vedi link): l’attuale visione 3D cinematografica è appena introdotta solamente da qualche anno a questa parte (almeno al grande pubblico) ed è possibile solamente con l’ausilio di appositi occhiali (come anche per la TV), mentre i visori 3D associati a speciali guanti (un po’ alla Johnny Mnemonic per intenderci) anche se già presenti da oramai molti anni, per quanto d’effetto, non permettono un completo coinvolgimento di tutti i sensi e dell’intero corpo nell’esperienza virtuale. Molto più realistico, invece, appare un futuro utilizzo della tecnologia olografica alla “Minority Report” o alla “Star Wars” con la possibilità di interagire direttamente con immagini olografiche in 3D senza il ricorso ad alcun tipo di visore o occhiali e dando la possibilità di toccarle e “maneggiarle”.

E l’applicazione di questa tecnologia in campo medico appare essere già realtà grazie a nuovi  device altamente tecnologici che saranno prodotti e commercializzati da un’azienda israeliana a partire dal 2015. La promessa è quella di rendere disponibile un dispositivo in grado di creare un ologramma 3D di uno o più organi dei pazienti attraverso la combinazione di immagini ottenute per mezzo di raggi x, ultrasuoni e risonanze magnetiche. Ciò permetterà di ottenere una ricostruzione fedele e in tempo reale dei punti da sottoporre a intervento chirurgico, dando anche ai chirurghi la possibilità di girare, capovolgere, sezionare, allargare o restringere l’ologramma in modo da permettere loro di ottenere la visione anche del più piccolo dettaglio.

Come sta succedendo anche in altri campi, la sempre viva rincorsa della scienza sulla fantascienza sta rendendo possibile in campo medico e chirurgico ciò che fino a soli dieci anni fa sembrava impensabile. Ciò non fa che prevedere un futuro ancora ricco di nuove idee e di nuove scoperte, perché l’inventiva dell’uomo e la ricerca continua dell’innovazione non avrà fine.

Dino Biselli

 

Fonti principali

WIRED Italia

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