Supercomputer e medicina personalizzata

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Stavo cercando del materiale per scrivere un nuovo post quando ho dato un’occhiata al sito del Corriere della Sera per vedere quali fossero in quel mentre le ultime notizie. Scorrendo la Home Page ho però notato un piccolo trafiletto dal titolo “Un supercomputer sceglie le medicine più adatte contro l’HIV” ed allora, incuriosito, ho dato una rapida lettura a questo articolo.

Nel pezzo scritto da Emanuela Di Pasqua viene reso noto che grazie all’impiego di un supercomputer un team di ricercatori della University College di Londra guidati dal Professor Peter Conevey, con la collaborazione di altri colleghi della Rutgers University del New Jersey, sono riusciti ad individuare le caratteristiche genetiche del virus HIV quando questi si trova in uno specifico corpo umano. La presentazione di tali risultati è avvenuta in occasione del meeting annuale della American Association for the Advancement of Sciences (AAAS).

In pratica, i ricercatori hanno preso in esame il comportamento della proteina che ha un ruolo fondamentale nella trasmissione del virus da una cellula infetta ad una sana, la Hiv-1 proteasi, la quale assume delle caratteristiche fisiche differenti in base al patrimonio genetico di ciascun individuo, e, partendo da questo punto, hanno individuato la terapia maggiormente efficacie ed più adatta al paziente su cui è stato condotto lo studio grazie alla potenza di calcolo di un supercomputer multicore. Questo vuol dire aver compiuto un passo importantissimo verso quell’approccio che, attraverso analisi ed esami diagnostici di tipo molecolare, si pone come scopo la prescrizione di farmaci che meglio si adattano al trattamento di una determinata patologia avendo come punto di partenza le peculiari esigenze del paziente e che è oramai conosciuta con il nome di medicina personalizzata.

Ciò non significa che questa modalità operativa sarà immediatamente disponibile: per questo esperimento sono stati presi in considerazione sette dei nove farmaci proteasi-inibitori approvati dalla Federal Drugs Administration, e per ognuno di essi sono state eseguite più di cinquanta simulazioni che hanno richiesto circa un centinaio di cores ciascuna (quindi per un totale complessivo di 5.000 cores) e un tempo di elaborazione che è andato dalle 12 alle 18 ore (a cui va aggiunto quello speso per analizzare l’enorme output così ottenuto). Tuttavia, nonostante il notevole tempo impiegato per tutta l’operazione e l’elevato costo odierno della forza di calcolo utilizzata, in prospettiva, con il continuo progresso tecnologico e la diminuzione dei costi, in futuro sarà possibile velocizzare il metodo rendendolo nel contempo meno costoso.

La medicina personalizzata, allora, potrà effettuare ulteriori ed enormi balzi in avanti: continua innovazione tecnologia, una maggior potenza di calcolo disponibile e sempre in costante aumento, una diversa modalità produttiva meno standardizzata e più diretta e just-in-time, renderanno l’assunzione dei farmaci certamente più sicura ed efficace, permettendo così di ridurre drasticamente i casi di eventi avversi e di raggiungere un miglior rapporto costo/beneficio. Sono ancora necessarie ricerche è innovazioni, ma, come dimostra il supercomputer oggetto di questo post, il futuro non è poi così lontano.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Corriere della Sera – Un supercomputer sceglie le medicine più adatte contro l’HIV
BBC News – Computers select personal medicine (by Jonathan Amos)

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