Il mercato farmaceutico mondiale

Dopo aver scelto un argomento da trattare in uno dei miei post e di aver incominciato ad effettuare delle ricerche in proposito, nel corso di questa attività mi accade spesso di imbattermi in notizie, fatti e dati che mi inducono a cambiare, a volte anche radicalmente, il tema principale dell’articolo. Anche in questo caso avevo iniziato a scrivere con l’idea di trattare qualche argomento legato allo stato della ricerca farmaceutica in Italia, ma poi, rileggendo la presentazione “La produzione di valore dell’industria farmaceutica in Italia” pubblicata da Farmindustria, la mia attenzione è stata attirata da alcuni dati relativi al mercato farmaceutico mondiale e sulla sua probabile evoluzione.

Leggendo la sezione di questa presentazione dedicata all’industria farmaceutica mondiale, balza subito all’occhio il dato relativo alla crescita globale del mercato, con un tasso medio annuale nel quinquennio 2012-2017 previsto al 4.5%, in sensibile diminuzione rispetto a quello del 7,9% registrato nel quinquennio 2007-2012. E oltre a questo trend discendente si assisterà ad un capovolgimento nel peso delle quote di mercato a livello geografico, con una diminuzione dell’importanza del Nord America e dell’Europa e un forte aumento di quella dei BRICs e del Resto del Mondo. E ciò sarà conseguenza di un tasso di crescita medio annuo dei mercati delle economie avanzate previsto allo 0,8% contrapposto ad un trend di crescita annua del 12,5% annuo dei BRICs e del resto del mondo.

Passando poi alle quote di mercato farmaceutico relative ad ogni singolo Stato, i dati riportati da Farmindustria prevedono che nel 2017 gli USA continueranno a mantenere la loro posizione di leadership, mentre i BRICs aumenteranno il loro peso e la loro importanza a scapito dei paesi europei. Infatti, oltre al mercato cinese, già oggi uno dei più importanti a livello globale e capace nei prossimi anni di scalzare il Giappone dal secondo posto nella classifica internazionale del mercato farmaceutico, acquisiranno sempre più importanza il Brasile, la Russia e l’India, a scapito di Francia, Germania e Spagna. Se prendiamo come riferimento la suddivisione del mercato farmaceutico per aree continentali, l’Asia consoliderà il suo ruolo di continente leader nella produzione farmaceutica.

Ciò sta già determinando, e continuerà a farlo nel futuro, un spostamento delle spese di R&S verso i paesi asiatici e i BRICs, anche se ad oggi Nord America, Europa e Giappone assorbono ancora il 90,8% della spesa totale in R&S. Ma è la percentuale di nuovi investimenti ad avere già subito un vero è proprio capovolgimento di allocazione rispetto al passato, con la quota dal 65% di questi effettuata nei paesi in via di sviluppo, rispetto al tasso del 70% indirizzato verso i paesi ad economia avanzata che caratterizzava l’inizio del passato decennio.

E l’Italia come si posizionerà in questo quadro globale? Come per i nostri principali partner europei, il nostro paese assisterà ad un’erosione della sua quota di mercato, ma fino al 2017 manterrà la sua posizione (7°) nella classifica internazionale del mercato farmaceutico. E ciò sarà possibile grazie alla capacità di esportazione della nostra industria farmaceutica, in quanto il mercato farmaceutico interno, fra politiche di contenimento della spesa farmaceutica ed effetti della crisi economica di questi ultimi anni, registrerà una bassa crescita ancora per molto tempo.

Dino Biselli

 

Fonti principali
La produzione di valore dell’industria farmaceutica in Italia

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