La medicina e la robotica

Proprio sulle nostre teste, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è in corso un esperimento di robotica avanzata chiamato Robonaut. Robonaut è un robot umanoide sviluppato dalla Nasa in collaborazione con la General Motors. Attualmente sulla ISS è in uso la versione Robonaut 2 (R2) che è costituita da un busto antropomorfo, dotato di braccia e mani con caratteristiche simili a quelle umane, ancorato ad una delle pareti di uno dei moduli della stazione spaziale. Robonaut è stato creato ed è sottoposto ad un continuo sviluppo allo scopo di fornire un supporto alle attività degli astronauti attraverso lo svolgimento di compiti ripetitivi, complessi o troppo rischiosi.

Il Robonaut sulla stazione spaziale ha altre due copie identiche qui sulla terra, ed una di queste si trova presso lo Houston Medicine Research Institute sotto la supervisione del Dottor Zsolt Garami, il quale sta facendo “apprendere” a questo robot come utilizzare i dispositivi diagnostici presenti sulla stazione spaziale e come effettuare un’iniezione intravenosa nella giugulare.

Il termine apprendere non è utilizzato a caso: il controllo di Robonaut è affidato in modalità remota da un apposito team che staziona nel centro di controllo di Houston, ma potrebbe anche essere diretto direttamente da un astronauta presente sulla stazione. Ma ciò che lo rende speciale è soprattutto l’avanzata Intelligenza Artificiale che permette a questo robot di poter effettuare azioni in maniera del tutto automatica seguendo comunque delle determinate procedure che possono essere letteralmente insegnate al computer che lo governa.

Ciò che vorrei mettere in luce con questa mia descrizione delle possibilità offerte da Robonaut è la sempre maggiore importanza che in futuro la robotica avrà nell’esecuzione di alcune attività mediche, soprattutto in ambito chirurgico. Già oggi in molte sale operatorie dei paesi avanzati è in uso il robot Da Vinci, dotato di ben sei bracci meccanici capaci di svolgere diversi tipi di operazioni. La velocità di esecuzione di operazioni anche complesse, la stabilità del movimento della macchina rispetto alla miglior “mano ferma” umana e la indubbia precisione, renderanno sempre più esteso l’utilizzo di robot in ambito sanitario. Occorre anche considerare che l’evoluzione tecnologica potrà permettere l’utilizzo di robot in ambito sanitario e chirurgico anche in zone di scarsa accessibilità e/o di alta pericolosità per l’uomo, senza che ciò comporti la perdita delle caratteristiche qualitative precedentemente segnalate.

Ma ciò che sicuramente renderà sempre più diffuso l’utilizzo di robot in ambito medico sarà la straordinaria e sicura evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, e la possibilità di trasmettere a nuovi robot quanto già appreso precedentemente da altre macchine consentirà di ottenere dati ed istruzioni già consolidati che serviranno da base per ulteriori progressi nella gestione di procedure già automatizzate e nell’aumento di operazioni che potranno essere svolte in autonomia.

Inoltre, anche nel settore della cosiddetta microrobotica si stanno svolgendo numerose ricerche il cui scopo è la creazione di robot microscopici capaci di entrare e svolgere delle attività mediche e chirurgiche all’interno degli organi o addirittura nei vasi venosi ed arteriosi. Le prospettive in questo campo sono chiaramente molto ampie, e le aree di intervento le più varie, ma in questo specifico ambito la ricerca ha ancora molta strada da compiere.

A seguito di queste constatazioni e vista la tradizione della nostra industria nel settore della robotica e le ricerche portate avanti dal nostro sistema universitario in questo ambito, oltre alla già più volte ricordata capacità innovativa della nostra produzione nel campo dei dispositivi medici, una credibile politica tesa al rilancio dell’economia e dell’industria dovrebbe cercare di favorire anche questo settore: esso non solo rappresenta un volano per la ricerca e quindi una possibile “fucina” di innumerevoli brevetti, ma anche un ambito che sarà in grado di generare valore e occupazione negli anni futuri con importanti ricadute in altri settori industriali come ad esempio l’Information Technology.

Dino Biselli 

 

Fonti Principali
Corriere della Sera
BBC News

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