L’attività motoria nella scuola primaria: l’iniziativa #Crescoattivo

 

Giusto un annetto fa io e i miei colleghi del Master in Healthcare & Pharma Marketing organizzato dal Sole 24 Ore stavamo lavorando alla stesura di un project plan che consisteva nella redazione di un piano marketing per l’anno 2014 relativo ad un noto integratore avente come target i bambini dai 6 ai 14 anni. Per poter effettuare la swot analysis abbiamo dovuto ricorrere ad alcune fonti che avessero come focus le abitudini alimentari dei bambini e la loro attitudine all’attività motoria e la principale fra queste è stata l’indagine Okkio alla Salute promossa dal Ministero della Salute.

Dalla prima lettura di questi dati ero rimasto abbastanza sconfortato ma non sorpreso: partendo dal presupposto che l’ultima rilevazione del 2012 (la terza effettuata da quando è stata avviata questa iniziativa) ha visto il coinvolgimento di 2.622 classi della 3a primaria distribuite su tutto il territorio nazionale, con la partecipazione di 46.483 bambini compresi in un’età fra gli 8 e 9 anni e 48.668 genitori a cui è stato sottoposto un questionario.

Per poter visionare i dati completi della rilevazione con i relativi trend potete fare riferimento al documento ad essa relativa allegato qui in fondo alla pagina. Vorrei solamente riportare che dai  dati raccolti circa il 22% dei bambini partecipanti è risultato essere in sovrappeso e il 10,6% addirittura obeso. Questa tendenza è molto più marcata nelle regioni meridionali, mentre in quelle settentrionali tali dati sono al di sotto di queste medie. E queste percentuali, sebbene in lieve diminuzione rispetto a quelle registrate nelle precedenti rilevazioni, sono il frutto di alcune cattive abitudini alimentari e motorie che continuano a permanere nella nostra società, come ad esempio l’assunzione di una merenda abbondante durante a metà mattinata, lo scarso consumo giornaliero di frutta e verdura, l’alto consumo di bevande gassate e/o zuccherate e la scarsa attività fisica eseguita sia all’interno del plesso scolastico che al di fuori di esso (particolarmente interessanti sono i dati relativi alla pratica di una qualsiasi attività sportiva, che per il 18% del campione non impiega più di un’ora a settimana, e quello relativo ai mezzi utilizzati per recarsi a scuola laddove solo il 27% del campione afferma di utilizzare la bicicletta o di andare a piedi per raggiungere l’edificio scolastico).

In relazione a quest’ultimo punto, è mia opinione che il rafforzamento dell’educazione fisica, soprattutto nella scuola primaria, debba essere uno degli obiettivi da perseguire nell’azione di rinnovamento e rafforzamento della scuola pubblica: ciò non solo per offrire una formazione fisica di base, ma anche per cercare di prevenire delle patologie di tipo alimentare ed ortopedico in un’età cruciale come quella dell’infanzia, in modo da permettere una crescita sana delle persone con anche importanti ricadute sui conti futuri del Sistema Sanitario Nazionale. Non a caso in tutti i paesi europei la diffusione dell’educazione motoria fin dalla frequenza dei primi cicli scolastici è una realtà già affermatasi da anni, e nonostante nel nostro paese non sia stato adottato alcun provvedimento per promuoverla, anche in Italia da anni si continua a discutere su cosa fare per poter far diventare realtà quello che fino ad oggi è stato un semplice auspicio.

A tal proposito è attualmente in corso una campagna sui mezzi d’informazione e sui social network il cui scopo è l’introduzione della figura dell’insegnante di educazione fisica laureato in scienze motorie o diplomato ISEF nell’ambito della scuola primaria, dove ad oggi è del tutto assente. #Crescoattivo, questo il nome dell’iniziativa, si propone di introdurre la cultura dello sport e tutti i benefici che da essa ne derivano laddove ancora oggi manca ed è più necessario che ci sia.

>Penso sia importante che tale iniziativa abbia successo in modo da affidare la crescita fisica dei bambini a professionisti preparati e da permettere una necessaria (e speriamo efficace) opera di prevenzione delle patologie legate all’alimentazione e all’eccessiva sedentarietà infantile.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Indagine Okkio alla Salute 2012
Corriere della Sera – 15 Aprile 2014

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