Mobile Health: il Libro Verde della Commissione Europea

Il tema della Mobile Health sta diventando di giorno in giorno sempre più importante e non è difficile immaginare che nel prossimo futuro sarà un argomento di una certa rilevanza anche per il grande pubblico degli utilizzatori di un qualsiasi dispositivo mobile di tipo “smart” e non più limitato ad una ristretta cerchia di esperti e professionisti. Le attuali prestazioni di smartphone e tablet, e la prevedibile crescita delle stesse che sarà favorita dalle sempre nuove funzionalità, unite ai futuri smartwatch e dispositivi di diagnosi e monitoraggio che saranno appositamente studiati e sviluppati, stanno determinando e determineranno lo sviluppo di tecnologie hardware e software specificatamente dedicate alla Mobile Health, e la nascita di nuovi spazi di mercato in ambito digital che favoriranno la creazione di nuove iniziative imprenditoriali e, con esse, di nuova occupazione e maggior sviluppo economico.

Anche la Commissione Europea ha individuato la Mobile Health come uno dei temi cruciali per gli impatti che essa potrebbe avere sulla crescita delle singole economie degli stati membri dell’UE e sui possibili risparmi di spesa che permetterebbe ai vari governi una migliore gestione dei loro sistemi sanitari, offrendo nel contempo un valido supporto all’attività dei medici nella gestione delle patologie (principalmente quelle di tipo cronico). A tal proposito, il 9 aprile di quest’anno la Commissione ha pubblicato il Libro Verde sulle applicazioni sanitarie mobili (Green Paper on Mobile Health) attraverso il quale offre una breve descrizione dello scenario attuale e potenziale della mHealth e del quadro normativo odierno.

Le app attualmente più diffuse offrono informazione, comunicazione e “motivazione” (es.: servizi di recall medico-sanitario e farmaceutico), o raccomandazioni sullo stato di forma e sulla dieta alimentare, anche se le soluzioni tecnologiche attualmente sul mercato permettono la rilevazione del battito cardiaco, il livello del glucosio nel sangue, la pressione sanguigna, la temperatura corporea e l’attività celebrale. Fra i dati interessanti che riportati nel libro verde c’è anche quello relativo alla stima della quantità di tempo che i dispositivi mobili potrebbero far risparmiare ai professionisti sanitari attraverso una comunicazione in tempo reale con i propri pazienti, stimata nella misura del 30% nell’accesso e nell’analisi delle informazioni. Ma ciò si tradurrebbe anche in un vantaggio per i pazienti (soprattutto cronici), che attraverso tali modalità comunicative potrebbero avere risposte dirette senza sopportare costi di socialità persa, e contribuendo a ridurre i tassi di ospedalizzazione.

Le dimensioni del mercato, inoltre, sono impressionanti: un’indagine svolta congiuntamente da GSMA e PwC ha stimato che entro il 2017 il valore totale della mHealth sarà pari a circa 23 miliardi di dollari, con il mercato europeo e quello asiatico-pacifico che deterranno entrambi delle quote pari a circa il 30% (6,9 miliardi per l’Europa e 6,8 miliardi per l’Asia più Oceania), mentre l’America del Nord assommerà circa il 28% del mercato (6,5 miliardi) e l’America del Sud e l’Africa rispettivamente il 7% e il 5%. Sempre entro il 2017, sono previsti risparmi sulla spesa sanitaria complessiva sostenuta dai paesi membri dell’UE pari a 99 miliardi di dollari. I maggiori risparmi si concentreranno nelle aree relative alla prevenzione, per una cifra pari a circa 69 miliardi di dollari, e al monitoraggio e cura, per un ammontare pari a 32 miliardi, controbilanciate da costi pari a “soli” 6,2 miliardi di dollari necessari a remunerare la forza lavoro impiegata nell’opera di sviluppo della mHealth.

Ma il Libro verde presenta anche tutta una serie di problematiche che devono essere affrontate e sulle quali la stessa Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica a cui sono invitati a rispondere associazioni di consumatori e di pazienti, gli operatori sanitari, gli ospedali e altre strutture sanitarie, le autorità pubbliche, gli sviluppatori di app, i fornitori di servizi di telecomunicazione, i produttori di dispositivi mobili, singoli individui e tutte le parti interessate. Tali questioni riguardano le garanzie nella raccolta e nell’elaborazione dei dati sensibili che devono essere offerte dalle singole società che gestiscono delle app, l’interoperabilità fra le diverse soluzioni, il come fare a garantire che si stia utilizzando delle app riconosciute come efficaci dal punto di vista sanitario e come poter affrontare le difficoltà che potrebbero verificarsi da un punto di vista giuridico e legale in quanto ad oggi non esiste una specifica normativa comunitaria.

Per poter rispondere queste ed alle altre domande contenute nel Libro Verde delle Commissione ci sarà tempo fino al 3 luglio di quest’anno. Ciò che ritengo essere importante dal mio punto di vista è l’offrire in tempi ragionevoli un sostegno europeo alla Mobile Health in un quadro giuridico ed economico comunitario condiviso, in modo da poter non  solo cogliere per tempo l’enorme opportunità di crescita economica ed occupazionale che questo nuovo settore potrà generare nel prossimo futuro, ma anche offrire la possibilità ai diversi sistemi sanitari di ritrovare una loro stabilità finanziaria  anche in un quadro reso sempre più difficile dall’ormai incombente invecchiamento della popolazione europea.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Aboutpharma – 08 Aprile 2014
Aboutpharma – 10 Aprile 2014
Quotidianosanità.it
Libro Verde sulla Mobile Health
Infografica sulla mHealth

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