SSN: che percezione ne hanno i cittadini?

Qual è la percezione che i cittadini italiani hanno del Servizio Sanitario Nazionale e dei vari attori che gravitano intorno ad esso? Quali i problemi che lo affliggono? E quali potrebbero essere le possibili soluzioni in grado di permettere ad esso di essere sostenibile?

Queste sono parte delle domande che sono state trattate nell’indagine intitolata “La sostenibilità della cura” condotta da Doxa Marketing Advice in collaborazione con Value Relations, e commissionata da TEVA, la cui presentazione è avvenuta a Milano lo scorso 30 ottobre. I risultati evidenziano una percezione generale del SSN abbastanza impietosa, con giudizi in termini di efficienza e performance estremamente severi (fatto comunque già segnalato in buona parte nel post Gli italiani e il loro giudizio sul SSN).

L’indagine è stata strutturata come una ricerca quali/quantitativa, dove la parte quantitativa ha visto il coinvolgimento di un campione di 600 casi (uomini e donne di età compresa fra i 18 e i 64 anni residenti sul territorio nazionale). E le risposte alle domande poste a questo campione in relazione alla percezione della sostenibilità del SSN risultano essere  molto interessanti (a ricerca tratta anche altri capitoli di grande interesse come ad esempio un focus sui farmaci equivalenti; per ulteriori approfondimenti vi rimando al link della presentazione dell’indagine riportato nella sezione delle fonti principali).

In primo luogo gli aspetti e i comportamenti adottati dai cittadini o da altri attori dell’ambito salute riconosciuti come ostacoli alla sostenibilità del SSN sono nella maggior parte dei casi quelli ricompresi nelle macro categorie dei fattori etico-morali (33%) ed economici (32%): in particolare lo sperpero di risorse da parte delle Amministrazioni Pubbliche, la scarsa equità sociale insita nel sistema e l’opportunismo e la scarsa onestà delle persone. Interessanti sono anche i dati relativi all’importanza che rivestono i vari attori del servizio sanitario nazionale in relazione al giudizio che viene ad essi attribuito: ne esce un quadro dove, fra gli attori più importanti, quelli impegnati nella effettiva erogazione dei servizi (AO, ASL, MMG, Specialisti e PS) godono generalmente un giudizio positivo o perlomeno neutro, mentre altri attori quali Organi di Governo e Politici, Amministrazioni pubbliche locali, e aziende farmaceutiche soffrono di giudizi negativi.


Altrettanto interesse rivestono i dati relativi ai comportamenti virtuosi che cittadini/pazienti e gli altri attori del SSN possono mettere in atto per preservare la sostenibilità del nostro sistema sanitario: la maggior parte delle rispondenti ritiene che i cittadini/pazienti dovrebbero in primo luogo fare un utilizzo più intelligente delle strutture e cercare di contenere lo spreco di farmaci, aspetto quest’ultimo che ritorna anche nei comportamenti che dovrebbero avere anche gli altri attori del SSN, unito ad una migliore razionalizzazione delle strutture sanitarie. Da segnalare la bassa importanza attribuita a comportamenti rivolti ad una maggiore prevenzione (9% nel primo caso e 13% nel secondo caso).


Tuttavia il pezzo forte della rilevazione è la percezione della qualità del nostro sistema sanitario rispetto a quelli degli altri paesi europei:  il nostro SSN è giudicato peggiore rispetto non solo ai sistemi sanitari di Germania, Francia, Svizzera, paesi del Nord Europa e Austria, ma anche a quello della Grecia ed è ritenuto simile a quello spagnolo. D’altronde ciò non fa che confermare il giudizio assolutamente non lusinghiero che il campione intervistato ha nei confronti del futuro del Servizio Sanitario Nazionale, con una percentuale di aspettative positive pari al 28% e un quota aspettative pessimistiche pari al 72%.


In conclusione si può affermare che la popolazione italiana non ha una buona opinione del nostro SSN, anche se tale insoddisfazione si concentra maggiormente sugli organi di governo del sistema sanitario e sulle aziende farmaceutiche, mentre gli attori “operativi” (soprattutto i MMG e gli specialisti) godono di una migliore valutazione relativamente al loro operato. E la misura di questa scarsa considerazione è riconfermata proprio dal confronto con quella goduta dagli altri sistemi sanitari, anche quando essa sia essere determinata più dalla caratteristica della nostra cultura nazionale di ritenere migliore ciò che istituzioni e organizzazioni presenti al di fuori dei nostri confini anche se ciò non trova sempre giustificazione dal confronto dei dati e dalle performance  ottenute.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
AboutPharma
La sostenibilità della cura – Doxa Marketing Advice

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