L’ICT in sanità: una ricerca sui PDTA

In questi giorni, mentre stavo ricercando file e report per rendere disponibili i primi contenuti della nuova pagina Risorse di MioPharma Blog, mi sono ritrovato a riflettere su come la sanità sia cambiata dal punto di vista tecnologico. E’ vero che in alcune realtà (e non solo geografiche) d’Italia permangono delle sacche di profonda arretratezza sia a livello informatico che di ingegneria dei processi, ma è innegabile che in generale si siano fatti dei progressi non indifferenti (alcune volte forzati da necessità “esterne”, altre volte frutto di iniziative autonome) con alcune case histories di assoluta eccellenza.

Tuttavia, questi sforzi non sempre sembrano raggiungere l’obiettivo di rendere l’offerta dei servizi sanitari più efficiente e di facile fruibilità per il cittadino-utente.  Infatti, soprattutto per alcune patologie, il supporto dell’ITC è di non solo auspicabile ma assolutamente necessario per far sì che il paziente sia seguito adeguatamente in tutte le fasi che caratterizzano la gestione di una malattia. Un esempio di questo difficile sodalizio fra tecnologia e pratica sanitaria è offerto dalla ricerca condotta congiuntamente da FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) e School of Management del Politecnico di Milano intitolata “Il supporto dell’ICT ai Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali: una prima analisi empirica”.

I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) sono, secondo la definizione fornita nella pubblicazione relativa a questa ricerca, delle prestazioni ambulatoriali e/o di ricovero e/o territoriali erogate coordinatamente secondo una sequenza predefinita ed articolata, e con la partecipazione integrata di specialisti sia a livello ospedaliero che territoriale, tese a realizzare la migliore diagnosi e la terapia più adeguata relativamente ad una specifica patologia. Partendo da questa considerazione  si può intuire come l’adozione di soluzioni ICT a supporto di tali percorsi, che stanno gradualmente assumendo una certa importanza a livello di programmazione sia in ambito nazionale che regionale, dovrebbe essere una scelta obbligata per una loro corretta gestione.

Al contrario, su 338 PDTA attivati o di prossima attivazione presso le presso le 43 aziende sanitarie e ospedaliere che hanno partecipato alla rilevazione, solamente  54 (pari al 16% dei PDTA totali), distribuiti su 25 aziende, possono avvalersi di un supporto informatico. E comunque, ben 17 di queste 25 aziende utilizzano l’ICT come supporto dei percorsi attivati presso le proprie strutture in meno del 50% dei casi di PDTA totali attivati presso di loro (con una netta prevalenza delle aziende che ricorrono all’informatizzazione per meno del 15%).
A livello funzionale, l’ICT può intervenire nelle tre le macro categorie di funzionalità che nella ricerca sono state riconosciute come campo di applicazione dell’informatizzazione dei PDTA: lo sviluppo, la gestione e il monitoraggio. Per quel che riguarda lo sviluppo, L’ICT può supportare tutte le attività finalizzate a definirepersonalizzare il percorso; relativamente alla gestione, invece, l’informatizzazione può intervenire in tutte le attività e le azioni “pratiche” e amministrative  del PDTA; infine in riferimento al monitoraggio, l’ICT può dare un sicuro supporto in tutte le attività di verifica dei risultati rispetto ai KPI attesi, nella gestione dei dati e nel reporting. Dalla ricerca risulta che dei 54 PDTA supportati dall’informatizzazione, solo in 21 casi l’ICT interviene in tutte e tre le macro categorie, mentre in 20 casi interviene nella fase di gestione e di monitoraggio.


Di grande interesse sono i dati relativi ai benefici verificati o attesi per ogni PDTA informatizzato: mentre fra i benefici effettivamente raggiunti vengono indicati quelli legati alla gestione del paziente (migliore documentazione, miglior compliance alle linee guida e ai protocolli, maggiore integrazione ospedale-territorio), fra quelli attesi spicca in prima posizione il beneficio della riduzione dei costi per l’azienda, seguito da quelli relativi ad un maggior empowerment del paziente e all’attesa sulla riduzione degli errori clinici.


Ma quali sono gli ostacoli che, secondo le aziende sanitarie, impediscono l’adozione di soluzioni ICT per i PDTA? E quali le condizioni che potrebbero favorire l’informatizzazione dei percorsi? Ciò che nella maggior parte delle opinioni espresse viene indicata come una barriera all’adozione dell’ICT è la mancanza di linee guida di sviluppo omogenee all’interno del SSN/SSR. Altre indicazioni di rilievo riguardano la percezione che gli operatori sanitari hanno a livello di impegno o di maggior controllo legato all’utilizzo dell’ICT e la difficoltà di coinvolgimento e di vera e propria resistenza degli utenti ad un suo utilizzo. Le possibili soluzioni per poter favorire l’informatizzazione sono individuate nella formazione degli operatori all’utilizzo di strumenti ICT e nella consapevolezza che la Direzione aziendale deve avere sull’importanza dell’informatizzazione, oltre agli stimoli provenienti dai fornitori di soluzioni ICT.


In conclusione, la diffusione dell’informatizzazione nella gestione delle PDTA sarà realmente favorita nel momento in cui ci sarà una maggiore chiarezza sulle linee di indirizzo e di standardizzazione a livello regionale e nazionale, unita ad un’attività di formazione in grado di superare le difficoltà (nonché  la diffidenza) che potrebbe avere il personale con l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici. Ma in questo quadro, una parte rilevante dell’adozione di strumenti ICT dipende dalla volontà di chi dirige le aziende sanitarie: in parole povere, chi amministra tali realtà deve credere nell’informatizzazione e trasmettere tale fiducia a tutti livelli aziendali.

Dino Biselli

 

Fonti Principali;
Quotidianosanità
FIASO – Il supporto dell’ICT ai Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali
Ricerca FIASO – Politecnico di Milano

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