SSN e Sostenibilità: il Rapporto OASI 2014

Una delle principali tesi che ho cercato di sostenere attraverso alcuni miei post sul presente blog in questi ultimi quindici mesi (vale a dire da quando ho dato avvio all’avventura di MioPharma Blog) è quella di ritenere il nostro sistema sanitario nazionale e le prestazioni da esso garantite assolutamente sostenibili. E’ vero che ci sono ancora ampie sacche di inefficienze e sprechi su cui poter intervenire e veri e propri casi di corruzione da dover perseguire, ma in vari studi e pubblicazioni il rapporto della spesa sanitaria pubblica sul PIL risulta essere in linea con la media dei paesi OCSE.

E devo dire di essere rimasto rinfrancato quando ho potuto constatare che anche il Rapporto OASI 2014, redatto da Cergas e SDA Bocconi e presentato lo scorso 24 Novembre a Milano, giunge alla medesima conclusione. Infatti, stando alle cifre e alle percentuali riportate nel rapporto, nel 2013 si è verificato un calo della spesa dell’1,2% rispetto al 2012 pari a 112,6 miliardi di Euro, determinando il calo del rapporto spesa sanitaria pubblica/PIL dal 7,3% del 2012 al 7,2% del 2013. In questo quadro, il disavanzo sanitario si è attestato all’1% della spesa corrente (pari a circa 1-1,5 miliardi di Euro), una percentuale che è rimasta stabile a partire dal 2011.

Tuttavia, l’aver raggiunto la sostenibilità finanziaria del nostro sistema sanitario pubblico è solo il punto di partenza di un percorso che deve essere teso a rafforzare e migliorare tale risultato, in considerazione anche della non tollerabilità nel medio-lungo periodo di alcune delle azioni intraprese per riuscire a raggiungere tale risultato. Il blocco degli aumenti dei salari dei dipendenti del pubblico impiego, il blocco delle assunzioni, il contenimento dei prezzi di acquisto di beni e servizi (nonché delle tariffe) da parte dei fornitori, il contenimento dei servizi offerti, gli aumenti dei ticket sanitari: sono tutte azioni che nel tempo andranno ad esaurire la loro efficacia e che nel lungo periodo potrebbero anche risultare controproducenti, soprattutto nelle Regioni in Piano di Rientro. Anche il recupero di risorse dal contrasto della corruption in sanità (che, come riportato nel mio post Il Convegno Internazionale “Corruzione e Sprechi in Sanità” 2014, viene quantificata da Ispe-sanità in 23 miliardi di Euro l’anno, di cui ben 6,4 miliardi di Euro sono da attribuirsi ad atti corruttivi di rilievo penale) rischia di non essere in grado di garantire in talune Regioni (per intendersi : laddove questo fenomeno è meno diffuso) la necessaria “riserva” su cui poter intervenire per recuperare ulteriori risorse da destinare agli investimenti.

Per tali motivi, nel rapporto vengono indicati alcuni interventi da adottare nel medio lungo-periodo che dovrebbero essere in grado di garantire il mantenimento dell’equilibrio finanziario oggi raggiunto e, allo stesso tempo, offrire dei servizi sanitari di qualità più mirati e meglio calibrati sulla tipologia del paziente che ricorre al servizio sanitario nazionale. Essi sono:

  • la riduzione di un ulteriore 10-15% dei posti letto ospedalieri, fondendo, laddove possibile, i piccoli ospedali in strutture intermedie e unificando le unità operative che non sono in grado di raggiungere gli standard dimensionali e qualitativi necessari per fornire un servizio adeguato;
  • l’aumento dell’attività ambulatoriale, soprattutto per quel che riguarda l’assistenza ai malati cronici;
  • il consolidamento e la crescita delle strutture intermedie, soprattutto per garantire l’assistenza agli anziani non autosufficienti;
  • la diffusione dei modelli di disease management, attraverso la reale diffusione delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP) e delle Case della Salute;
  • l’adozione delle innovazione tecnologiche, da valutare in base all’Health Technology Assesment, sfruttando anche l’opportunità oggi offerta dall’E-health.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
AboutPharma
Quotidiano Sanità
Cergas – Rapporto OASI 2014 (previa registrazione)

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