La Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2012-2013

In quasi tutte le attività umane periodicamente si fa un bilancio su quanto fatto fino a quel momento, tentando di individuare i punti deboli della strategia adottata nonché gli errori commessi, ed elaborando nuove strategie e/o proponendo delle innovazioni tese a raggiungere gli obiettivi prefissi. Per la sanità italiana tale momento coincide con la presentazione della Relazione sullo Stato Sanitario del Paese, occasione in cui  viene effettuata una riflessione sul sistema sanitario italiano nel suo complesso.

Quest’anno tale occasione si è avuta lo scorso 18 dicembre presso il Ministero della Salute con la presentazione della Relazione sullo Stato  Sanitario del Paese 2012-2013. Vista la complessità e la corposità della Relazione, sarà mia cura esaminarla nel dettaglio nelle prossime settimane e nel caso trarre degli spunti da condividere. Va comunque rilevato che in essa sono state riportate molte delle dinamiche in essere già anticipate e descritte in precedenti relazioni e in diversi studi pubblicati da altri istituti. 

Per citare solo alcuni di questi punti:

  • una popolazione sempre più anziana, sempre più longeva e, di conseguenza, un aumento del numero di cittadini che dichiarano di essere affetti da almeno una grave patologia cronica;
  • la persistenza delle malattie cardiovascolari come principale causa di morte, seguite da quelle tumorali e da quelle respiratorie;
  • riguardo ai fattori di rischio, la conferma dell’aumento dei casi di sovrappeso e di obesità nella fascia più giovane della popolazione, la diminuzione dei fumatori e del consumo di tabacco, un aumento del consumo di alcol (anche se ancora sotto la media europea) e una leggera diminuzione di coloro che si sono rivolti ai SerD per consumo di droga (dato comunque che non necessariamente indica una diminuzione del consumo di stupefacenti);
  • la ridefinizione della struttura dei vari servizi sanitari regionali, con progetti di riordino riguardanti le cure territoriali secondo quanto previsto dai Decreti Balduzzi (sono 15 regioni in cui i numerosi progetti oggi attivi hanno trovato applicazione), unita alla riorganizzazione delle reti ospedaliere e della rete emergenza-urgenza secondo il modello Hub & Spoke e ad un ruolo delle farmacie sempre più da presidio sanitario;
  • la riconferma dell’ormai stabile raggiungimento del contenimento della spesa farmaceutica territoriale e della persistente difficoltà limitare la spesa farmaceutica ospedaliera entro i tetti di spesa previsti dalla legge.

Tuttavia, i contenuti della sezione Problematiche Emergenti e Prospettive sono quelli più interessanti per capire quali siano i fattori che nel prossimo futuro possono influire sulla gestione del Servizio Sanitario Nazionale e comprendere quali innovazioni saranno prese in considerazione per aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema sanitario italiano.

Nel Rapporto viene data molta evidenza al nuovo Patto per la Salute 2014-2016 che prevede l’introduzione della programmazione triennale degli oramai famosi (e famigerati) costi standard e dei fabbisogni regionali, e la definizione degli standard riguardanti l’assistenza ospedaliera. In riferimento a quest’ultima problematica, uno degli aspetti che viene analizzato è quello dell’appropriatezza e della programmazione ospedaliera: è essenziale che il ricorso all’assistenza ospedaliera, sempre in un quadro dove sia garantita la sicurezza delle cure aldilà della vigenza di tetti di spesa,  sia garantito quando effettivamente necessario. Anche la continuità assistenziale è stata inserita in questa sezione, con la previsione di progetti tesi ad integrare il servizio di continuità assistenziale con il sistema di emergenza territoriale del 118, in modo da indirizzare il cittadino in un percorso di cura più adeguato e tempestivo nell’intero arco delle 24 ore.

Altri temi di interesse inseriti in questa sezione riguardano: l’attuazione di programmi tesi a favorire il cosiddetto “Invecchiamento Attivo” (aumento dell’aspettativa di vita con un numero maggiore di anni in buona salute), i nanomateriali e la riflessione in atto relativa agli aspetti regolatori necessari per la loro adozione e di ricerca, l’adozione di tecnologie avanzate anche in medicina, l’adozione di terapie innovative e l’utilizzo di farmaci di nuova concezione, il potenziamento delle unità di rischio clinico, e l’analisi delle prospettive dell’assistenza sanitaria transfrontaliera introdotta con la Direttiva 2011/24/UE e recepita in Italia con il D.Lgs. n.38 del 4 marzo 2014.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2012-2013
Quotidiano Sanità

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