La Nuova Organizzazione del Sistema Sanitario Toscano

Nelle scorse settimane ho pubblicato un post con la descrizione del progetto di riforma della sanità lombarda approvato dalla giunta regionale all’incirca un mese fa. Ma in questo momento non c’è solo la Lombardia ad essere impegnata nella ridefinizione dell’organizzazione del proprio servizio sanitario regionale: anche la Toscana, sotto la spinta del Presidente Enrico Rossi, sta riformando la propria sanità per rispondere al meglio ai tagli alla spesa imposti dallo Stato centrale, cercando tuttavia di mantenere quegli alti standard che le hanno permesso sia nel 2013 che nel 2014 di essere ai vertici delle valutazioni sulla qualità e l’efficacia dell’assistenza ospedaliera redatte da Agenas e dal Ministero della Salute. Inoltre, la Regione Toscana ha sempre adottato soluzioni innovative e d’avanguardia riguardo l’organizzazione del proprio sistema sanitario regionale: nel 2005 è stata la prima regione ad istituire e rendere operativi gli enti di area vasta (Estav) sul proprio territorio (vedi il post “Gli ESTAV – Enti per i Servizi Tecnico Amministrativi di Area Vasta”); e sempre la Toscana è fra le prime regioni ad aver reso disponibile ai pazienti un numero consistente di Case della Salute per garantire un’adeguata offerta di servizi sanitari a livello territoriale.

La nuova proposta di riforma del Servizio Sanitario Regionale Toscano è stata approvata dalla giunta regionale il 22 dicembre 2014 e prevede significative modifiche all’assetto organizzativo del SSR attualmente vigente. Entrerà pienamente a regime, salvo ritardi, nel 2016 dopo una fase di transizione che durerà per tutto il 2015.

L’aspetto di assoluta innovazione di questa proposta di riforma è la riduzione del numero delle ASL, che passerà dalle attuali 12 a 3, una per ognuna delle attuali Aree Vaste: Toscana Centro, Toscana Nord-Ovest e Toscana Sud-Est. Il progetto originario prevedeva anche che le Aziende Ospedaliero-Universitarie venissero accorpate nelle nuove ASL, ma tale misura è stata rimandata per attendere una modifica del quadro normativo nazionale che permetta tale passaggio oggi non possibile per la mancanza di norme che consentano di metterlo in atto; tuttavia ciò non toglie che già da subito sarà possibile una maggiore programmazione fra le nuove ASL e le AOU attraverso la creazione dei Dipartimenti interaziendali di Area Vasta, i quali avranno il compito di garantire che:

  • i servizi siano omogenei a livello territoriale;
  • le cure siano appropriate e con un buon livello di qualità;
  • le risorse siano utilizzate adeguatamente.

Per governare la transizione dal sistema attuale a quello nuovo così prospettato, nella stessa proposta di legge è previsto che le attuali ASLappartenenti ad una medesima Area Vasta vengano commissariate attraverso la nomina di un Commissario Unico e che ogni singola ASL sia gestita da un vice-commissario che avrà il compito di preparare l’azienda a lui affidata ad essere fusa con le altre della medesima Area Vasta. Inoltre anche ogni Area Vasta sarà retta da un Commissario che andrà a sostituire l’attuale comitato di gestione. Una volta a regime, presso ogni Area Vasta sarà nominato un Direttorei cui compiti principali saranno inerenti la programmazione operativa e la guida di un comitato operativo composto dai direttori delle aziende sanitarie presenti nel territorio di competenza dell’Area Vasta e dal direttore generale dell’ESTAR (Ente di Supporto Tecnico Amministrativo Regionale).A completamento di questo disegno complessivo di riordino organizzativo, è previsto un rafforzamento del ruolo della zona-distretto/Società della Salute per tutti gli aspetti che riguardano le attività organizzative e gestionali.

Se questo progetto di riforma dovesse essere approvato senza alcuna modifica, la Regione Toscana darebbe vita ad un sistema sanitario fortemente accentrato, con un’assoluta preminenza dell’Ente Area Vasta su tutti gli altri soggetti protagonisti del sistema sanitario regionale (non va dimenticato che circa un anno fa le stesse tre ESTAV sono state fuse per dare vita all’ESTAR). Inoltre nelle intenzioni del presidente Rossi l’integrazione funzionale e assistenziale dei dipartimenti, come descritta in precedenza, dovrebbe permettere l’eliminazione di doppioni e garantire una migliore efficienza, riuscendo in tal modo ad eliminare sprechi ed inefficienze e a garantire nel contempo qualità ed efficacia.

Per sapere se tale riforma avrà successo sarà quindi necessario attendere il 2016, anno in cui la Toscana potrà confermare o meno il suo ruolo di pioniera fra le Regioni italiane (anche se non è la sola ad aver adottato soluzioni originali) nell’elaborazione di innovazioni riguardanti l’organizzazione del proprio sistema sanitario.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Il Sole 24 Ore Sanità – Toscana
Quotidianosanità.com
Quotidianosanità.com – Proposta di riforma
Quotidianosanità.com – Relazione

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