Il Sistema Sanitario Francese

Dopo aver affrontato la descrizione intera o parziale dei sistemi sanitari di alcuni paesi europei (Inghilterra, Germania e Svezia) con il contributo di oggi ho intenzione di descrivere brevemente uno dei sistemi sanitari comunemente considerato fra i più efficienti ed efficaci dell’intero panorama mondiale: il sistema sanitario francese.

Volendo classificare il sistema sanitario francese secondo i classici modelli di sistemi sanitari, esso rientra sicuramente in quello caratterizzato dalla presenza delle assicurazioni sociali, il modello Bismarck, anche se occorre aggiungere che la presenza e il ruolo dello Stato francese è veramente notevole. Nel sistema francese l’assistenza sanitaria è ricompresa in un insieme di regole e istituzioni più generale di Sécurité Sociale ed è assicurata tre differenti tipologie di assicurazioni, fornite da diversi soggetti pubblici o privati che fornisco una diversa copertura in base allo status professionale del cittadino e dal grado di copertura dal rischio scelto da quest’ultimo:

  • La previdenza di base, conosciuta con il nome di Assurance Maladie e finanziata dai contributi prelevati dai salari e dagli utili, copre oggi circa l’80% della popolazione francese. Essa è garantita da enti previdenziali di diritto privato che svolgono una funzione da servizio pubblico e, in base alla tipologia dei loro assicurati, offrono differenti regimi di sicurezza sociale. I tre principali sono: il regime generale, il regime agricolo e il regime dei lavoratori autonomi
  • La previdenza integrativa, fornita da assicurazioni private, mutue o fondi pensione;
  • I fondi di solidarietà che sono in carico allo Stato e agli enti locali.

Normalmente la previdenza di base copre una percentuale del 70-75% del costo delle prestazioni mediche e/o dei farmaci. Per tale motivo, i cittadini associano ad essa una forma di previdenza sanitaria integrativa in modo da coprire la restante parte del costo sostenuto. Oltre a quanto descritto, nel 2000 è stata istituita la CMU (Copertura Sanitaria Universale) il cui scopo è quello di garantire un’assistenza di base a tutti coloro che non godono di alcuna copertura da altri sistemi assicurativi.

Per ciò che attiene l’organizzazione dell’intero sistema, come per altri modelli lo Stato centrale assume il ruolo di programmazione e di indicazione delle linee guida, attraverso il Ministère du Travail, de l’Emploi et de la Santé. Tuttavia, l’influenza statale è molto marcata anche a livello locale in quanto sono gli organi governativi decentrati a guidare i vari processi che caratterizzano tutto il sistema.


A livello regionale, sono state istituite le Agenzie Sanitarie Regionali (ASR) che hanno il compito di elaborare un Piano Sanitario Strategico Regionale, il quale si tradurrà in programmi  e dispositivi operativi attraverso la consultazione della Conférence Régionale de Solidarité et d’Autonomie – CRSA, composta da soggetti rappresentativi della sanità pubblica locale. Ciò implica la necessità di una forte collaborazione regione-territorio, poiché la programmazione del settore socio-sanitario, benché in capo alle ASR , deve essere effettuata di concerto con le autorità locali coinvolte.

Due peculiarità del sistema francese sono quelle di inquadrare il medico di medicina generale come un professionista liberale senza che esso assuma la funzione di gate-keeper e la piena libertà data al cittadino di poter consultare un professionista sanitario a propria scelta anche nell’ambito dell’assistenza pubblica. Tuttavia, nel 2004 è stata varata una riforma che ha introdotto la figura del Médecin Traitant il cui compito è quello di offrire al paziente un orientamento nel sistema sanitario francese, di effettuare delle attività legate alla prevenzione e di centralizzare le informazioni medico-diagnostiche relative al paziente. Il “Medico Trattante” tuttavia non è un vero e proprio controllore delle cure del proprio paziente,  ma più un coordinatore di una rete di soggetti ed istituzioni che offrono servizi sanitari. Le cure ambulatoriali sono erogate da principalmente soggetti privati, mentre l’assistenza ospedaliera è garantita da ospedali sia pubblici che privati e le tariffe da essi applicate si rifanno a quanto stabilito a livello nazionale.

Dalla breve descrizione sopra riportata appare chiaro che il sistema sanitario francese appare essere molto articolato, frutto di un unione fra normative e tradizioni passate a cui nel tempo sono state aggiunte numerose innovazioni. Ciò lo rende difficilmente “esportabile” in alttre realtà statuali, e nonostante la sua buona reputazione ed indicatori di efficacia di tutto rispetto, il sistema sanitario francese soffre di alcune criticità che se non affrontate rischiano di minarne l’efficienza e la sua stessa sostenibilità.


In primo luogo si tratta di un sistema sanitario molto dispendioso, poiché la spesa sanitaria totale pro-capite raggiunge il 11,6% del PIL con una spesa sanitaria pubblica pro-capite pari al 9% del PIL; altro problema di non poco conto è la limitazione all’accesso universalistico ai servizi sanitari, sia per problemi riguardanti la copertura assicurativa, poiché circa il 7% della popolazione francese non è in grado di ricorrere alla previdenza integrativa, sia a livello geografico, in quanto gli operatori sanitari e le strutture assistenziali private non sono presenti in modo uniforme sul territorio nazionale francese, con numerose aree rurali che presentano delle pesanti carenze a livello di offerta sanitaria ed assistenziale, configurando in tal modo un’oggettiva diseguaglianza nell’accesso alle cure.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Opsa-Alcotra
ESS-Europe.de
Rapporto Meridiano Sanità 2014
Manuela di Economia Sanitaria – Riccardo Zanella

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