Il rapporto 2015 sul pharma bioetch di Ernst & Young

La oramai consueta pubblicazione del Rapporto sulle Biotecnologie del Settore Farmaceutico in Italia da parte di Ernst & Young in collaborazione con Farmindustria, rappresenta uno degli appuntamenti che consente di fissare il punto della situazione sull’andamento di uno dei settori più vivaci e innovativi dell’intero panorama produttivo italiano.

Una veloce panoramica dei risultati relativi al 2013 illustra come siano state superate alcune delle difficoltà che le aziende farmaceutiche biotech nel loro complesso hanno dovuto affrontare gli scorsi anni: il fatturato è aumentato del 4,3%, attestandosi su un totale di settore pari a € 7.302 milioni, mentre gli investimenti in R&S hanno registrato un incremento del 3,3% raggiungendo a fine 2013 la cifra di € 6.563 milioni; in ragione di tali cifre, nel 2013 il numero di addetti in R&S è rimasto pressoché il medesimo dell’anno precedente, con un leggero aumento dello 0,4% che ha permesso di raggiungere una numerosità pari a 3.898 persone, segnando così una controtendenza rispetto al trend occupazionale dello stesso periodo caratterizzato da una contrazione del tasso di occupazione e dall’aumento del tasso di disoccupazione.

A livello industriale, anche il numero totale di aziende biotech in ambito pharma è rimasto pressoché costante: le aziende totali rilevate nel 2013 sono state 199, di cui 66 sono Imprese del Farmaco in quanto hanno già ottenuto l’AIC per almeno uno dei propri farmaci in pipeline. Attualmente, su 303 farmaci in sviluppo, ben 197 sono in fase II e III, mentre se si prendono in considerazione le diverse aree terapeutiche, quella che ricomprende di gran lunga il numero maggiore di farmaci è l’oncologica con ben 130 farmaci, seguita da quelle della neurologia e delle malattie autoimmuni che comprendono in esse rispettivamente 47 e 33 farmaci. La pipeline dell’oncologia presenta ben 87 farmaci in fase II e III, mentre la pipeline della neurologia ha in totale 23 farmaci in questi step di sviluppo; anche la pipeline delle malattie autoimmuni presenta 24 farmaci in totale in tali fasi.

Un altro dato di una certa importanza contenuto in questa versione del rapporto è il “peso” delle imprese del farmaco biotech sull’intera industry, con una quota di circa il 21% sul totale del settore farmaceutico a livello di fatturato, del 26% per quel che riguarda il valore della produzione e del 44% se si considerano le attività di R&S. La stragrande maggioranza delle aziende pharma biotech operano nel campo dei prodotti farmaceutici, ambito che ha assorbito ben il 79% degli investimenti e ha occupato il 75,9% degli addetti alla R&S, mentre quote importanti ma minoritarie di aziende si occupano di Drug Discovery e Drug Delivery. Il settore dei vaccini, che vede impegnate 19 aziende, ha prodotto un fatturato pari a 652 milioni di Euro ed ha assorbito una quota di investimenti in R&S nella misura di 74 milioni di Euro. Un altro settore che sta assumendo sempre maggiore importanza è quello delle terapie avanzate, campo in cui operano solamente 23 aziende, le quali tuttavia sono già in grado di produrre un fatturato totale pari a 1.449 milioni di Euro a fronte di investimenti in R&S pari a 62 milioni di Euro.


Tutte queste cifre insieme alle altre riportate nel rapporto dimostrano ancora una volta che il settore pharma biotech è più vitale che mai, con risultati in termini produttivi ed industriali che stanno diventando di anno in anno sempre più concreti, come dimostrato dai numerosi farmaci in fase avanzata di sperimentazione. Tuttavia occorre ancora un cospicuo sostegno economico in termini di finanziamenti in modo che sia possibile concentrare ancora più risorse sulla ricerca di farmaci innovativi e sempre più personalizzati. E il rapporto viene incontro a questa esigenza informativa attraverso l’illustrazione delle iniziative attivate sia in ambito comunitario che nazionale a sostegno della ricerca, dello sviluppo tecnologico e della competitività.

Dino Biselli

 


Fonti Principali
Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2015

Rispondi