I numeri del Rapporto OASI 2015 sul SSN

Rapporto Oasi 2015

Come consuetudine, il 2015 si è chiuso con la pubblicazione e la presentazione di molti studi e report riguardanti il mercato farmaceutico e il Servizio Sanitario Nazionale, e fra queste una delle più complete è sicuramente il Rapporto OASI 2015 redatto dal Cergas dell’Università Bocconi di Milano la cui presentazione ha avuto luogo lo scorso 27 novembre presso l’Aula Magna della stessa Università Bocconi.

Vista la loro varietà, districarsi fra i vari argomenti e le numerose informazioni e dati in esso presenti è un’attività che richiede tempo ed attenzione ed è pertanto necessario effettuare una scelta relativa di quali capitoli commentare fra quelli in esso proposti. Con l’attuale contributo si vogliono esaminare alcuni dei contenuti del capitolo intitolato La Struttura  e le Attività del SSN con il quale vengono forniti alcuni dati di “sistema” di molto interesse.
In primo luogo occorre sottolineare che le ASL e le AO stanno continuando a diminuire di numero, con le prime che a gennaio 2015 erano pari a 139 e le seconde a 75. Alla stessa data, le strutture di ricovero pubbliche erano pari a 460, di cui 351 erano presidi a gestione diretta delle ASL  contro 586 strutture private accreditate. E’ fuori di dubbio che nel corso di questi anni sia stato messo in atto un processo di diminuzione delle strutture ospedaliere presenti sul territorio sia seguito di chiusure di stabilimenti ospedalieri di piccole dimensione sia ricorrendo all’accorpamento dei piccoli ospedali in strutture di medio-grandi dimensioni. Tale riduzione ha riguardato anche il settore privato, interessato anch’esso da operazioni  di fusioni e acquisizioni messe in atto in questi anni per fronteggiare gli effetti della crisi economica.

Tutto ciò ha inciso anche sul numero dei posti letto disponibili: a fine 2014 il loro numero totale era di 220.455 unità (di cui 197.091 classificati come posti letto ordinari e 23.364 come Day Hospital e Day Surgery), il dato più basso registrato dal 1997, quando i posti letto complessivi erano pari a 350.242 unità. A causa di tale diminuzione, ad oggi la media di posti letto per pazienti acuti a livello nazionale è pari a 3 unità ogni mille abitanti mentre è di 0,6 unità ogni mille abitanti per i posti letto dedicati ai non acuti.L’offerta sanitaria ospedaliera si conferma ancora essere in gran parte pubblica, con una percentuale del 70.2%, anche se a livello regionale esistono delle forti differenze come il Lazio, la Campania e la Lombardia dove il settore privato accreditato copre rispettivamente il 50%, il 38% e il 36,8% dell’offerta.

Anche a livello territoriale si sono avuti profondi cambiamenti in seguito alle numerose riforme degli ultimi anni, e a fine 2014 il numero dei distretti risultava essere pari a 691, ben 184 in meno rispetto al 2001. Tuttavia, si è registrato un graduale aumento del numero delle strutture territoriali, soprattutto di quelle private convenzionate. Questo trend è stato possibile in seguito ad un aumento esponenziale del numero di strutture residenziali e semiresidenziali nella stragrande maggioranza proprio classificate come private convenzionateTuttavia anche in questo caso ci sono delle realtà regionali che presentano forti differenze rispetto al dato medio nazionale:  ad esempio, su scala nazionale il 58,9% degli ambulatori e dei laboratori è appannaggio dei privati accreditati ma tale percentuale sale ancora di più e di molto in Lombardia, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Un ultimo (per ora) punto di interesse è la numerosità del personale: la necessità di limitare la spesa e tenere sotto controllo il budget ha avuto ripercussioni anche su questo capitolo con un numero di dipendenti in sanità costantemente in diminuzione che si è attestato nel 2012 a 629.713 unità.

Dino Biselli
 
 
Fonti Principali

Rispondi