L’Ottava Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici

ottava conferenza nazionale dispositivi medici

 

I dispositivi medici (o medical devices) sono sempre stati un ambito di interesse di MioPharma Blog anche se onestamente fino ad ora tale settore non ha ottenuto da parte mia tutta l’attenzione che gli sarebbe stata dovuta. Infatti in questi ultimi anni l’industry dei medical devices ha acquisito una crescente importanza sia per il sistema sanitario italiano sia per l’intera economia nazionale, come sottolineato durante i lavori della VIII Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici che si è tenuta a Roma nei giorni 17 e 18 dicembre 2015.

 

In apertura della Conferenza, la Dottoressa Marcella Marletta, DG della Direzione dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico presso il Ministero della Sanità, ha riportato alcuni dati contenuti nel terzo Rapporto sulla spesa rilevata dalle strutture sanitarie pubbliche del SSN per l’acquisto di dispositivi medici 2014 presentato proprio durante la conferenza e che quantifica in 100 miliardi di Euro il fatturato europeo dei produttori di dispositivi medici, di cui l’8% circa viene reinvestito in Ricerca e Sviluppo.
Il numero di persone impiegate nel settore è pari a circa 575.000 addetti distribuiti in 25.000 imprese. Riguardo la situazione italiana, nel Rapporto viene riportato che al 2012 il numero di aziende operanti nella produzione e/o distribuzione di dispositivi medici sono stati pari a 4.940, le quali hanno impiegato 41.931 persone e raggiunto complessivamente un fatturato pari a 13.535 milioni di Euro. Questi numeri sono indicativi dell’importanza di questo settore, tralasciando quindi i vantaggiosi impatti che esso comporta in termini di risparmio in costi di assistenza sanitaria e di socialità persa.
Tuttavia, soprattutto a causa dell’aumento della popolazione anziana e della mancanza di meccanismi di governance ben rodati come lo sono quelli legati alla politica del farmaco, la spesa sanitaria pubblica relativa ai medical devices anche nel 2014 ha conosciuto un aumento dell’1,9% rispetto al 2013, raggiungendo la quota di 5,67 miliardi di Euro, pari a circa il 5,2% dell’intera spesa sanitaria pubblica: ben al di sopra del tetto del 4,4% fissato per legge. Prendendo in considerazione questo dato per le singole regioni le uniche tre che hanno rispettato il tetto di spesa legale sono state la Lombardia, la Campania e la Calabria, mentre tutte le altre hanno superato la percentuale del 4,4%: alcune, come la Sicilia, con percentuali poco sopra a quanto previsto dalla legge, mentre altre con livelli percentuali di spesa davvero fuori controllo come ad esempio il Friuli Venezia Giulia, l’Umbria e l’Abruzzo.

Non c’è dubbio che tali limitazioni nella spesa sanitaria abbiano avuto anche conseguenze a livello industriale, costringendo molte realtà aziendali a rivedere i loro piani di produzione e di ricerca, andando ad incidere sul potenziale di innovatività e di produzione di valore che esso avrebbe potuto esprimere in un clima economico più favorevole. Da qui la necessità di trovare forme regolamentari e procedurali che siano in grado di coniugare l’innovatività e, per quanto possibile, l’economicità così di rendere disponibili ai pazienti, nel più breve tempo possibile, dei medical devices che siano in grado di supportare al meglio i loro bisogni senza gravare eccessivamente sulle casse delle aziende sanitarie.

A tale scopo, il Ministero della Salute sta operando affinché si ricorra sempre più anche per i dispositivi medici allo strumento dell’Health Technology Assessment: questo processo è ancora agli inizi, ma il fine è quello di incrementare la produzione di documenti HTA, indicando in questo modo il numero più alto possibile di impatti a livello nazionale che gli esiti delle valutazioni avranno sull’adozione e l’introduzione di nuovi dispositivi medici  (ma anche su eventuali disinvestimenti relativi a dispositivi medici già in uso), per poi promuovere il loro utilizzo presso le Regioni e le aziende sanitarie.

Tuttavia, il cammino è ancora lungo e per certi versi anche incerto, e le istituzioni, nonostante la loro buona volontà, hanno accumulato un ritardo su quanto offerto dall’industria e su quanto domandato dai pazienti; ritardo che richiederà del tempo per essere colmato, considerando anche la velocità che caratterizza l’industry dei medical devices soprattutto nell’ambito dell’innovazione: non a caso ogni 50 minuti viene depositato un brevetto relativo ad un nuovo dispositivo medico.

Dino Biselli


Fonti Principali
Forumdispositivimedici.it
Speciale Quotidianosanita.it VIII Conferenza Nazionale Dispositivi Medici
Quotidianosanita.it
Rapporto sulla spesa per l’Acquisto di dispositivi medici

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