Sistemi sanitari e invecchiamento della popolazione: studio OCSE

415px-OECD_logo.svg
L’invecchiamento della popolazione globale è comunemente riconosciuto come una delle criticità presenti e future con cui i sistemi sanitari di tutti gli Stati, siano essi evoluti o in via di sviluppo, si devono o si dovranno necessariamente confrontare, ed è questo uno dei presupposti alla base dello studio “Ageing: Debate the Issue” pubblicato dall’OCSE. Tale processo ha avuto inizio dopo la fine della seconda guerra mondiale e sta tuttora continuando: nel 2014 la popolazione mondiale con più di 60 anni di età è stata di 868 milioni di persone pari al 12% della popolazione mondiale, e le previsioni al 2050 vedono queste cifre salire rispettivamente a 2,03 miliardi e al 21%.

Ocse - Dinamica della popolazione anziana mondiale


L’avverarsi di queste previsioni comporterà dei mutamenti di ordine sociale non indifferenti soprattutto in ambito lavorativo (e di conseguenza anche in quello previdenziale) e in quello sanitario. E’ indubbio che una popolazione sempre più anziana rappresenta già oggi una sfida molto impegnativa per i sistemi sanitari dei paesi sviluppati, ma ancora di più per quelli dei paesi in via di sviluppo: alcune nazioni dell’Asia e del Sud America si trovano già in forte difficoltà in quanto non in grado di adeguarsi al rapido mutamento dello scenario demografico.

Nel capitolo Health system are still not prepared for an ageing population, Francesca Colombo, a capo della Divisione Health dell’OCSE, sottolinea come l’attuale evoluzione demografica sta costringendo i governi di molti paesi a rivedere le politiche del lavoro e previdenziali, attraverso l’attuazione di riforme che prevedono l’aumento dell’età lavorativa di ogni individuo. Riguardo le politiche sanitarie, al contrario, in molti casi queste ultime non sono state nemmeno sottoposte ad un esame critico per valutare se e come riformarle in risposta alla nuova realtà demografica in divenire e alle conseguenze che essa comporta sulla salute delle persone. Infatti l’allungamento della vita media sta modificando profondamente la natura epidemiologica della popolazione: in molti paesi dell’OCSE più della metà degli individui con più di 65 anni è affetta da una malattia cronica, mentre superati i 75 una buona percentuale di persone è affetta da tre o più patologie croniche

Tuttavia i governi continuano ad investire ingenti risorse prevalentemente nello sviluppo di strutture ed attrezzature dedicate alla cura di pazienti colpiti da patologie acute, senza aver effettivamente intrapreso quel cambio di prospettiva che dovrebbe invece far concentrare la maggior parte degli sforzi nella gestione dei pazienti affetti da malattie croniche. Al contrario di quanto fatto finora, l’invecchiamento della popolazione richiede il superamento della visione centrata sull’ospedale per approdare ad una focalizzata sulla medicina territoriale e domiciliare.

La Dottoressa Colombo, analizzando il caso della demenza come esempio dell’inadeguata risposta dei sistemi sanitari nazionali nell’affrontare la sfida di una quota sempre maggiore di individui anziani sul totale della popolazione, pone l’accento su una delle attuali criticità che riguarda in generale la gestione di tutte le patologie croniche:

“a failure to understand and monitor adequately the care processes through the data we have today”

 

Infatti la questione relativa ai processi di raccolta, informatizzazione, conservazione, standardizzazione, uso e condivisione dei dati biologici, demografici, clinici e  amministrativi in ambito sanità sta diventando una priorità non ulteriormente differibile in un quadro epidemiologico dove la gestione delle patologie croniche assumerà un ruolo centrale.

Ciò implica che nel prossimo futuro i governi dovranno provvedere ad investire nell’implementazione delle infrastrutture informatiche al fine di ottenere un’adeguata gestione dei dati che permetta, fra le altre cose, una miglior misurazione dei risultati nel momento in cui si andranno a monitorare le prestazioni sanitarie e diagnostiche dedicate alle patologie croniche. Tutto ciò, garantendo prioritariamente un uso dei dati sanitari rispettoso della privacy personale.

Dino Biselli


Fonti Principali
OCSE – Ageing: Debate the Issue
Quotidianosanita.com

Rispondi