Italian Digital Health Summit: i Big Data

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Big Data

In questi ultimi anni sembra non sia possibile trattare temi legati al digitale e alle possibilità offerte da quest’ultimo nell’area analytics se non si affronta anche l’argomento Big Data, nonostante qualche volte si abbia la sensazione che molti di coloro che se ne interessano non hanno ben presente di cosa essi siano nella realtà.

Cercando su Wikipedia, i Big Data vengono definiti come

“una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione di valore.”

Per averne una visione più chiara ed articolata di cosa siano i Big Data, è possibile fare riferimento al lavoro svolto nel 2001 da Doug Laney, analista di Gartner, che individuò le tre principali caratteristiche dei Big Data strutturate secondo il cosiddetto modello delle 3V:

  • Volume dei dati;
  • Velocità nella loro raccolta;
  • Varietà delle fonti e della tipologia dei dati.

Modello 3V

In seguito sono state individuate altre due caratteristiche:

  • Variabilità (possibile inconsistenza) dei dati;
  • Complessità delle relazioni fra dati.

Partendo da queste considerazioni, è facile intuire l’importanza che possono avere i Big Data in ambiti così complessi come lo sono quello farmaceutico e quello sanitario. Ed è per questa loro crescente rilevanza che ad essi sia stata dedicata la terza edizione dell’Italian Digital Health Summit organizzato da AboutPharma il 6 e il 7 giugno di quest’anno. Sponsor dell’evento sono state alcune delle maggiori realtà attive nel digital in ambito saluteIMS Health, Vidiemme Consulting, Educom e Media for Health.

Mentre l’edizione dell’IDHS dello scorso anno aveva come argomenti l’Internet of Things, la Mobile Health e i Wearable Devices, con il summit di quest’anno si è continuato a seguire un percorso coerente illustrando come sia possibile trattare e sistematizzare i dati raccolti anche con questi dispositivi e come utilizzarli sia dalle aziende pubbliche che da quelle private.

Tralasciando quelle che sono state le presentazioni delle varie case history e delle testimonianze aziendali che hanno dimostrato come i Big Data sono stati implementati ed utilizzati con successo (come ad esempio il loro impiego per l’elaborazione del rapporto OSMED di AIFA), i contenuti di fondo trattati nel corso delle due giornate del summit sono i medesimi già sviluppati in tanti convegni che hanno avuto luogo negli ultimi anni. Ma questa edizione dell’Italian Digital Health Summit ha il merito di averli sviluppati esaustivamente ed in modo sistematico, coinvolgendo i principali stakeholders del mondo della salute.

Infatti, durante le due giornate del summit si sono affrontati molti temi come l’importanza assunta dai Big Data nel mondo della salute sia a livello predittivo che descrittivo, la loro strutturazione ed l’impiego nell’ambito della Real World Evidence Medicine, l’utilizzo dei Big Data da parte dell’industria Life Science (in particolare nel miglioramento dei prodotti, nell’offerta ai medici di informazioni per le terapie, e nel miglioramento degli outcome di cura dei pazienti), il loro utilizzo nel supporto e nel monitoraggio delle terapie, il loro impiego nella gestione e nella valutazione delle performance del sistema sanitario italiano, e le problematiche relative alla tutela della privacy alla sicurezza e al trattamento dei dati raccolti.

Nonostante le tante applicazioni che già oggi sono state sviluppate e le progettualità avviate o ancora in fase di studio, la sensazione che si è ricavata da queste due giornate è che si è ancora all’inizio di un processo che promette di rivoluzionare ancora di più la situazione attuale in un settore della pubblica amministrazione e in una industry tradizionalmente prudenti nell’adozione delle nuove tecnologie.

Fonti dati dei Big Data
Fonte: IMS Institute for Healthcare Informatics

 

In particolare, già oggi con Watson Health di IBM si può ammirare un chiaro esempio di come i Big Data possono essere applicati utilmente nel campo della salute, ma gli ambiti in cui impiegarli sono sterminati. Uno su tutto nella ricerca biomedica, dove si sfrutteranno sempre di più le opportunità offerte dai Big Data per giungere a quella tanto agognata medicina personalizzata: attraverso l’impiego e l’analisi dei dati ottenuti dalla genomica, dalla proteomica, dalla lipidomica, e dai dati clinici derivati dai registri di malattia e dalle biobanche.

Ma particolare attenzione merita anche il rapporto sempre più stretto che sta caratterizzando i Big Data con i Social Media poiché questi ultimi non sono solo una fonte di dati in relazione ai bisogni e alle necessità degli utenti ma anche un potente canale per poter influenzare atteggiamenti e comportamenti dei pazienti riguardo l’assunzione di farmaci e l’aderenza alle terapie prescritte: sapere quali sono i comportamenti e le abitudini di partenza dei pazienti permetterà di utilizzare i migliori canali e adottare delle strategie comunicative adatte al loro profilo.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
AboutPharma
Doug Laney – 3D Data Management: Controlling Data Volume, Velocity, and Variety
Wikipedia

Ulteriori Informazioni
Aboutpharma

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