Ricerche di mercato e il Pharma – Parte XIX – La Modularità della Presentazione

Come strutturare una presentazione o un report? Come per altri quesiti relativi alle ricerche di mercato in ambito pharma, anche questa domanda in apparenza può sembrare semplice, se non addirittura banale. Ma non è così. Anzi, l’impostazione dello schema logico di una presentazione a volte richiede una buona dose di ragionamento, anche se a questa attività viene spesso dedicato meno tempo di quello che sarebbe necessario per raggiungere un risultato ottimale.

Allora da dove cominciare? Prima di tutto, come sempre, occorre porsi delle domande: alcune sono le medesime utili per comprendere quali siano le preferenze del cliente sia a livello visuale che di comprensione del dato a lui mostrato, altre invece riguardano l’uso che il cliente farà del lavoro consegnato. Riguardo questo secondo aspetto è opportuno tenere in considerazione alcuni elementi: il report o la presentazione saranno mostrati al solo personale interno all’azienda o anche ad altri interlocutori? E a che tipo di interlocutori (clinici, medici, professionisti, istituzioni, pubblico generico, ecc…)? E in quale occasione (semplice meeting aziendale, presentazione “promozionale” o una convention, ecc…)?

In un passaggio del post intitolato Ricerche di mercato e il Pharma – Parte XVII – Comunicare: Report e Presentazione pubblicato qualche settimana fa, viene suggerito un abbozzo di schema logico di una presentazione (introduzione – con riportati obiettivi e metodologia – ; risultati; conclusioni e suggerimenti; summary), ma esso è solo un’indicazione di massima che potrebbe essere adatto in determinate situazioni ma inappropriato per altre occasioni.

Allo scopo di offrire delle indicazioni utili, e riprendendo le parole di Alessandro Amadori e Letizia Leprini nel manuale da loro scritto intitolato Ricerche di Mercato, per comporre una buona presentazione occorrerebbe sempre seguire queste tre linee guida:

  • Tenere conto di chi ascolta o legge;
  • Essere esaurienti e al tempo stesso il più possibile concisi;
  • Essere oggettivi ma non rinunciare all’efficacia espositiva anche adoperando metafore e immagini visive.

Detto ciò, in alcune occasioni vengono stilati dei veri e propri testi divulgativi sotto forma di presentazione composti da un numero considerevole di slide o pagine. La caratteristica che può aiutare a rendere disponibile almeno in parte i contenuti di un lavoro di una certa ampiezza è a mio avviso la “modularità”.

Una presentazione è modulabile se suddivisa in blocchi di contenuti che possono essere considerati semi-indipendenti: ciò significa che essi sono pienamente esplicativi se inseriti nel contesto logico proprio della presentazione di cui sono parte, ma allo stesso tempo sono in grado di trasmettere delle informazioni esaustive anche se presi isolatamente. Purtroppo rendere modulabile una presentazione non è sempre possibile, ma quando ciò è fattibile, la modularità deve essere studiata a tavolino prima che si lavori concretamente alla composizione: occorre ragionare su di essa nel momento in cui si progetta la stesura dell’indice.

La scelta della logica con cui i singoli moduli di contenuti vengono ordinati è condizionata quindi dalla lunghezza della presentazione e dal contesto nel quale viene presentata. Un buon punto di partenza può essere una sequenza come la seguente:

  • Analisi Preliminare;
  • Obiettivi della ricerca;
  • Metodologia e campione;
  • Executive Summary;
  • Analisi dei risultati (suddivisa in capitoli e sottocapitoli);
  • Conclusioni e Suggerimenti;
  • Appendice e Bibilografia.

Sta poi all’autore della pubblicazione ragionare su come modificare la sequenza delle varie sezioni e quali parti eventualmente omettere o presentare in modo parziale. Molte volte in fase di presentazione e consigliabile mostrare solamente l’Executive Summary accompagnato da eventuali slide di supporto aggiuntive, lasciando così l’approfondimento su altri argomenti all’iniziativa individuale. A volte ciò che viene mostrato in presentazione è una composizione a parte che non è rintracciabile nel report consegnato se non a livello di contenuti. 

Ma tali opzioni, come altre scelte che vengono fatte a questo proposito, rispondono alle esigenze dettate dalle circostanze, dall’opportunità del momento e dalla platea a cui ci si rivolge.

Dino Biselli


Fonti Prinicipali
Ricerche di Mercato – Alessandro Amadori e Letizia Leprini – Il Sole 24 Ore

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