Non Fare Autogol: i giovani e la prevenzione dei tumori

I tumori rappresentano una delle principali cause di morte in tutto il mondo: nel 2012 hanno causato circa 8,2 milioni di decessi a livello globale e si prevede che tale cifra raggiunga la consistente quota di 11,4 milioni nel 2025, anno in cui le nuove diagnosi arriveranno ad essere quasi 25 milioni rispetto alle attuali 14,1 milioni.

Riguardo la situazione italiana i dati sono i seguenti:

Tumori in Italia - Percentuali delle cause di decesso

Tumori in Italia - Decessi suddivisi per tipologia di tumore

Tumori in Italia - Nuove diagnosi anno

Tumori in Italia - Persone che vivono con una diagnosi di tumore

Il trend in continua crescita delle malattie tumorali, dovuto in particolar modo al progressivo invecchiamento della popolazione, ha un impatto molto alto sulla spesa farmaceutica e sanitaria. Non a caso i farmaci e i trattamenti oncologici hanno una costo molto elevato e sono in continuo aumento.

Questo significa che tutte attività di prevenzione in ambito oncologico hanno una grande importanza sia a livello medico sia per quanto riguarda la spesa sanitaria, e dovrebbero essere soprattutto i giovani di oggi, in ragione della loro maggiore aspettativa di vita rispetto a quella delle generazioni precedenti, a seguire degli stili di vita sani ed ad evitare i fattori di rischio.

Purtroppo, a seguito dei risultati di una ricerca commissionata dall’AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) dal nome Quanto conosci le regole del benessere, incentrata sulla consapevolezza dell’importanza della prevenzione dei tumori da parte delle giovani generazioni, tale auspicio non sembra oggi avverarsi. Infatti dai dati di questa breve indagine appare evidente come presso i giovani il livello di conoscenza dei principali fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza di un tumore sia molto basso e le buone pratiche di prevenzione oncologica generalmente ignorate.

Giovani e prevenzione tumori - aspetti dall'indagine AIOM

Giovani e prevenzione tumori - focus sui quindicenni

E’ proprio per cercare di favorire una maggiore consapevolezza sui tumori e sui rischi ad essi collegati che la AIOM, in collaborazione con la Fondazione AIOM e con Intermedia, ha promosso il progetto Non fare autogol che vede il coinvolgimento di calciatori ed allenatori delle Serie A e B accanto a medici oncologi in un tour presso le scuole italiane con lo scopo di favorire la conoscenza dei corretti stili di vita e di educare ad adottarli.

“Il progetto utilizza il linguaggio universale dello sport, del calcio in particolare, per veicolare alcuni valori e messaggi di salute. Proprio il calcio diventa “lo strumento” ideale per mettere in guardia gli adolescenti da alcuni fra i più diffusi e pericolosi comportamenti a rischio in età giovanile: abitudine al fumo, all’alcol, dieta scorretta, sedentarietà, scorretta esposizione al sole, utilizzo delle lampade abbronzanti, sesso non protetto, utilizzo di sostanze dopanti.”

L’iniziativa ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), della FGCI (Federazione Italiana Gioco Calcio), della FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana) e di buona parte delle regioni italiane. Giunto alla sesta edizione, il tour del 2015/2016, reso possibile grazie ad un educational grant di Roche, ha fatto tappa in venti differenti città con allenatori e calciatori coordinati dall’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri. Preceduto da un corso di formazione che ha visto la partecipazione di circa 2500 professori delle scuole superiori teso ad illustrare come si possa educare i giovani al benessere, il tour è stato ancora una volta l’occasione per poter comunicare con ragazzi e con coloro che si occupano della loro formazione.

Nel corso di questi anni l’iniziativa della AIOM ha avuto un buon riscontro di adesione, con la partecipazione di migliaia di studenti e centinaia di docenti e dirigenti appartenenti a più di tremila Istituti scolastici. Inoltre, sono stati diffusi di più di un milione di opuscoli sulla prevenzione oncologica e anche i canali Facebook e Twitter hanno ottenuto buoni dati accesso. Ma le percentuali sopra riportate dimostrano che c’è ancora molto lavoro da fare e che progetti importanti per la diffusione di buone pratiche della salute come Non fare Autogol non solo meritano maggiore attenzione da parte delle istituzioni ma soprattutto una maggiore diffusione del loro messaggio educativo da parte dei media.

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Non fare autogol
Rapporto Meridiano Sanità 2015

Rispondi