Ricerca, Comunità, Innovazione: la CSR di Gilead

Cover Premiazione Gilead

La cerimonia di premiazione dei tre programmi di Gilead Italia (il Fellowship Program, il Community Award e il Digital Health Program), dedicati all’innovazione e inseriti nel quadro delle sue attività di Corporate Social Responsibility, è stata l’occasione per fare il punto su come la tecnologia e la ricerca potranno influenzare il futuro della medicina e della sanità

 

Un totale di 221 progetti presentati da 162 enti di ricerca, organizzazioni no-profit e associazioni pazienti di tutto il territorio italiano;

Premiati 60 progetti presentati da 52 enti di ricerca e organizzazioni no profit;

Assegnati oltre 1,4 milioni di Euro.

Questi numeri, obiettivamente molto importanti, sono la sintesi dei tre bandi di concorso promossi da Gilead Italia finalizzati al miglioramento della qualità di vita e, anche se solo in parte, testimoniano l’impegno di Gilead Sciences nell’adottare delle pratiche di Corporate Social Responsibility.

La cerimonia di premiazione dei progetti vincitori che ha avuto luogo lo scorso 13 ottobre a Milano è stata un’occasione per fare il punto su quali siano i nuovi orizzonti della ricerca, su come potrà evolvere la tecnologia nel prossimo futuro e su quale sarà l’impatto che questa evoluzione avrà nei riguardi della comunità dei pazienti.

Ricerca, Comunità, Innovazione: sono proprio questi tre aspetti ad essere stati le tre keywords che hanno caratterizzato i vari momenti della cerimonia. E ognuno di questi tre aspetti rappresenta rispettivamente il tema cardine di uno dei tre programmi attivati da Gilead Sciences.

Ricerca

Il Fellowship Program è il programma più longevo di Gilead poiché è attivo dal 2011 ed è dedicato a tutti quei progetti che

dimostrino di avere ricadute positive su outcome e qualità di vita delle persone affette da HIV, Epatiti, Infezioni Funginee Invasive e Patologie Oncoemtologiche

Gilead Fellowship Program

Comunità

Questo aspetto è il criterio principale per l’assegnazione del Community Award, programma che quest’anno compie cinque anni e che seleziona i progetti che

dimostrino di avere ricadute positive sulla qualità di vita e sull’assistenza terapeutica delle persone affette da HIV, Epatiti e Patologie Oncoematologiche

Gilead Community Award

Innovazione

E’ l’ultimo degli aspetti a cui è stato dedicato un programma, il Digital Health Program, che stato assegnato per la prima volta. E’ rivolto a tutti i progetti di Digital Health

Ovvero servizi e strumenti che, attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), siano finalizzati a migliorare l’outcome, la qualità di vita e l’assistenza terapeutica dei pazienti da HIV, Epatiti, Infezioni Funginee Invasive e Patologie Oncoematologiche.

Gilead Digital Health Program
Proprio l’innovazione, la sua conoscenza da parte dei cittadini italiani, la loro fiducia e le loro aspettative su di essa, è stata oggetto di un’indagine condotta da Gfk-Eurisko presentata durante la cerimonia da Isabella Cecchini. Da questa ricerca risulta che il 70% degli italiani ha una buona conoscenza delle innovazioni in ambito medico, e il campione intervistato ha manifestato delle aspettative sul miglioramento nelle diagnosi, nelle cura delle malattie e nello sviluppo di nuovi farmaci. Le aree di miglioramento sono state individuate nella possibilità di garantire una migliore qualità di vita e una relazione più proficua con il medico: per poter ottenere questi risultati il campione intervistato ritiene necessarie l’introduzione e la diffusione delle cartelle cliniche informatizzate e della telemedicina, insieme alla possibilità di comunicare con il medico attraverso le tecnologie digital mobile. Tuttavia quest’ultimo canale di comunicazione con il proprio medico non viene considerato sostitutivo rispetto a quello attuale, ma integrativo ad esso.

Ma dove ci condurrà lo sviluppo della tecnologia in sanità? Quale altre innovazioni ci dovremo attendere da qui al prossimo futuro? Come il digitale in medicina impatterà nelle vite di tutti noi? E soprattutto: si sarà in grado di “governare” questa rivoluzione rendendola sì disponibile ma nel contempo sicura?

Le risposte a queste domande sono molteplici e nel corso del tempo alcune di queste sono state riportate anche in vari post del presente blog. Ma il breve intervento che il Professor David Orban della Singularity University ha tenuto durante la cerimonia ha rappresentato una fotografia lucida e obiettiva su ciò che ci aspetta nel prossimo futuro e sulle criticità che ci si troverà ad affrontare soprattutto a livello regolatorio.

Stampa 3D, Internet of Things, realtà aumentata, intelligenza artificiale, robotica: sono solo alcuni degli ambiti che nel giro qualche anno possono avere un impatto realmente importante sulla gestione di buona parte degli aspetti della salute umana. Il problema sta nel fatto che, nonostante siano tutte tecnologie disponibili già oggi o perché in fase avanzata di sperimentazione o perché già sul mercato, le istituzioni e gli enti regolatori sembrano prendere tempo nel delineare un quadro normativo che permetta di individuare e far rispettare quelle regole necessarie a far sì che la tecnologia possa convivere con le necessità di garantire la riservatezza dei dati e la sicurezza degli algoritmi utilizzati.

 

Dino Biselli

 

Ulteriori Risorse
Gilead Fellowship Program

Rispondi