L’Health Coaching: il percorso di Francesco di Coste

Francesco Di Coste

Francesco Di Coste e l’Health Coaching: come una carriera fatta di numerose esperienze e lanci di nuove iniziative sembra quasi aver seguito un invisibile filo di Arianna che ha permesso oggi di dare vita ad una nuova realtà quale è L’Associazione Italiana di Health Coaching

 

Conversare con il Dottor Francesco Di Coste sarebbe consigliabile a coloro che amano, metaforicamente parlando, rimanere nelle loro giardinetto, curare il piccolo orticello e vivere in una tranquillità intellettuale molto simile all’apatia: il naturale entusiasmo di Di Francesco Di Coste unito alla sua intuitiva capacità di coinvolgimento dell’interlocutore che ha di fronte sarebbe capace di risvegliare in loro un po’ di vita e di farli uscire dalla loro pigrizia mentale.

Francesco Di Coste è uno dei più importanti esperti di Health Coaching che egli stesso definisce come

disciplina che potenzia le attitudini e le competenze necessarie a migliorare il proprio senso di benessere psico-fisico. Al centro dell’Health Coaching vi sono una serie di attività di empowerment del paziente. L’Health Coaching, infatti, permette di prendere velocemente consapevolezza del proprio percorso diagnostico-terapeutico e degli obiettivi di salute che, su suggerimento dei medici di riferimento, i pazienti intendono perseguire. Nei percorsi di Health Coaching i pazienti riscoprono il loro senso di progettualità sopita, accedono più facilmente a stili di vita funzionali per la loro condizione di salute e tendono ad aderire con maggiore responsabilità alle prescrizioni mediche.

Come si può osservare, l’Health Coaching è qualcosa di molto diverso dal Coaching che è quel

Processo di facilitazione con il quale le persone vengono accompagnate nel percorso di ottenimento dei loro obiettivi personal-professionali, sviluppandone al tempo stesso responsabilità e consapevolezza.

Il raggiungimento di questa indubbia competenza in un ambito che tuttora è considerato un oggetto del mistero anche fra gli stessi addetti lavori, non è stato un obiettivo prefissato in origine, frutto di una strategia di lungo corso. Esso, al contrario, è il risultato di un percorso professionale molto articolato che ha permesso a Francesco Di Coste di aggregare tutte quelle competenze che gli hanno consentito di diventare uno dei punti di riferimento di questa disciplina

Dopo gli studi in medicina, interrotti a causa di una grave malattia paterna in una famiglia monoreddito, mi sono occupato di marketing farmaceutico lato industria, per poi interessarmi della formazione medico-scientifica degli ISF e dello sviluppo manageriale delle reti. A partire dal 2000 mi sono occupato sempre degli aspetti di education ideando e disegnando davvero tanti progetti edu-formativi e venendo coinvolto in centinaia di corsi ECM dedicati ai professionisti della sanità italiana.

Uno degli aspetti su cui sul quale si è maggiormente concentrata l’attività di Francesco Di Coste in quegli anni è stato quello dell’efficientamento organizzativo dei team medici e infermieristici, addentrandosi nei processi che caratterizzavano i reparti ospedalieri di allora, analizzandone le criticità e ad elaborando delle soluzioni praticabili, soprattutto a livello del teamworking. Ciò gli ha permesso di effettuare un’analisi delle criticità della sanità nel suo complesso e di offrire le sue competenze anche come facilitatore di processo di riorganizzazione e di apprendimento cooperativo.

Una delle problematiche più pressanti di quel periodo era la comprensione di quali fossero i fattori che causavano lo sfondamento della spesa farmaceutica. Alla fine giunsi alla conclusione, poi confermata dai fatti, che alla base di questo fenomeno ci fosse un errato approccio da parte dei medici, i quali, si trovavano a far fronte ad una medicalizzazione di tematiche che non sarebbero dovute arrivare alla loro attenzione, e oltre a ciò, su pressante insistenza dei propri pazienti, tendevano a rilasciare delle prescrizioni anche laddove non ce ne fosse il bisogno. Intravista l’opportunità di poter offrire un contributo al contrasto di questo modello alla base dell’attuale “medicina difensiva” , ho elaborato dei corsi appositi che permettessero di migliorare il dialogo fra medico e paziente

Francesco Di Coste ha quindi intrapreso un nuovo filone di indagine conoscitiva sulla sanità italiana concentrandosi su colui che ne è il protagonista: il paziente.

Ho iniziato a collaborare con Associazioni Pazienti, enti, aziende e istituzioni sul concetto e la prassi sia della Patient Centricity che della Patient Advocacy, che si caratterizzano per un insieme di supporti info-normativi alle persone con una diagnosi ed arrivano a definire che cosa realmente genera l’engagement del paziente. Parallelamente ho incominciato a promuovere l’acquisizione di competenze di leadership etica da parte dei professionisti sanitari a vario livello: dai medici alle figure direzionali, dai payors alle figure tecnico-amministrative.

Accanto a tutte queste attività, Francesco Di Coste ha offerto il suo importante contributo anche alla diffusione dell’etica e al relativo contrasto della corruption in ambito sanitario attraverso la sua collaborazione in Ispe-Sanità come membro del comitato scientifico. Con l’intento di lavorare sul clima socio-organizzativo della sanità pubblica, ha elaborato e messo in atto dei programmi edu-formativi e  di coaching dedicati all’eticità in sanità e finalizzati alla prevenzione del fenomeno corruttivo.

Di fatto aiutavo i dirigenti ed i manager ad intervenire sul corteo sintomatologico di tutti quei comportamenti che, anche se non illeciti, tuttavia generano un clima di scarsa trasparenza in ambito Asl ed ospedaliero.

Non sorprende quindi che questa articolata esperienza professionale abbia permesso a Francesco Di Coste di comprendere come la pratica medica a causa dei suoi “tempi stretti” non sempre consente di tener conto del benessere del paziente nella sua interezza. Benessere che deve essere valutato attraverso dei precisi indicatori, che possono anche non essere necessariamente clinici, quali:

  • La volontà di impegnarsi nell’iter diagnostico-terapeutico;
  • La soddisfazione derivante dal senso di appartenenza ad una comunità;
  • L’auto-percezione del suo stato di benessere complessivo;
  • La corretta adesione alle terapie;
  • Lo sviluppo dell’accettazione della malattia nell’ambiente sociale;
  • La motivazione sul lavoro, nella fase di ripresa dopo la malattia;
  • Il livello di assenteismo nella cronicità;
  • Il senso di limitazione psico-fisico, al di là della reale presenza di invalidità;
  • L’autostima ed il senso di progettualità, malgrado la condizione di cronicità;
  • L’essere testimone attivo del suo impegno per favorire altri pazienti ad avvedere alle giuste cure.

Indicatori che sono i presupposti dell’ultima iniziativa lanciata dal Francesco Di Coste: l’Associazione Italiana di Health Coaching. Attraverso l’erogazione di servizi di Health Coaching ed Edu-formativi, l’AIHC ha come obiettivo

Il perseguimento del dovere morale di aiutare la persona con una patologia diagnosticata a guadagnare benessere nonostante la propria malattia

Per raggiungere tale traguardo gli Health Coach di AIHC hanno come obiettivo quello di

fornire a pazienti, infermieri e a tutti gli “health care provider”, i principali elementi teorici e abilità pratiche necessari alla costruzione di relazioni di valore tra medici e pazienti, al mantenimento di consapevoli stili di vita per la salute dei pazienti, a ridurre la pressione impropria sugli ambulatori ed i pronto soccorsi, ad accedere in modo adeguato alle giuste cure, con un risparmio di costi impropri sia per la tasca dei pazienti che per il sistema sanitario.

Proprio per queste sue caratteristiche, l’Associazione Italiana di Health Coaching rappresenta un un’interessante novità nel panorama dei servizi edu-formativi a disposizione dei professionisti che a vario titolo fanno parte del sistema sanitario italiano. Una novità che tuttavia ha solide fondamenta.

Infine, interrogato su cosa consiglierebbe ad una persona che avesse voglia di intraprendere una propria iniziativa, Francesco Di Coste ha risposto semplicemente ma altrettanto nettamente

Lo incoraggerei ad andare avanti: tutti hanno un campione dentro di sé. Tenterei di sviluppare il suo potenziale creativo allo scopo di scatenare la sua progettualità

Non c’è che dire, risposta da vero coach.

 

Dino Biselli

 

Ulteriori Risorse
Associazione Italiana di Health Coaching

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