Sanità Italiana: divisone fra Nord e Sud

Tre indagini differenti per fonti, metodologia e scopi confermano ancora di più ciò che è un dato di fatto evidente: la sanità italiana è divisa in due con il Nord che gode di un buon servizio sanitario e un Sud che soffre gravi carenze in quest’ambito. Tale situazione si riscontra anche nell’opinione che i cittadini hanno del nostro sistema sanitario

 

In questi ultimi giorni è stato presentato il report Rapporto Italia 2017 pubblicato da Eurispes, lo studio annuale relativo alla situazione economica, politica, sociale italiana redatto fin dal 1989. Una parte del rapporto è dedicata alla sanità e i dati in esso riportati, sono una chiara indicazione di quale sia la percezione dei cittadini relativamente alla situazione della sanità italiana.

Nell’insieme delle informazioni fornite dal rapporto, il dato rilevato più diretto e significativo è quello della percentuale di soddisfazione dei cittadino rispetto al Sistema Sanitario Italiano e il quadro generale non è molto incoraggiante: i 54,3% dei cittadini si dichiara non soddisfatto della sanità italiana contro il 45.6% dei cittadini che invece esprime un giudizio positivo. Tuttavia, se il dato viene suddiviso per macroregioni, il giudizio sulla soddisfazione nei confronti della sanità italiana registra una forte polarizzazione territoriale: i cittadini delle regioni del Nord sono generalmente soddisfatti delle prestazioni offerte dai propri Servizio Sanitario Regionale, mentre gli abitanti delle regioni del Centro-Sud, al contrario, sono generalmente, insoddisfatti.

Soddisfazione sanità Eurispes - Dato nazionale

Soddisfazione sanità eurispes - Dato macroregionale

In pratica viene delineato quel quadro di un’Italia nettamente divisa in due in ambito sanità che, nonostante le differenze metodologiche e degli scopi perseguiti, trova conferma anche nelle ultime edizioni di due studi di riferimento in ambito sanitario quali il Rapporto Meridiano Sanità pubblicato da The European House – Fondazione Ambrosetti e il 12° Rapporto Sanità presentato da CREA Sanità e Università Tor Vergata di Roma.

Dal Rapporto Meridiano Sanità si apprende ad esempio che, tenendo conto della spesa sanitaria totale media pro-capite, nessuna delle regioni del Nord riporta un dato inferiore alla media nazionale, oppure che quasi tutte le regioni del Sud Italia sono soggette ai Piani di Rientro, mentre nel Nord ne è soggetta soltanto il Piemonte (che ne uscita con l’inizio del 2017). Ma il vero dato che conferma l’esistenza di una netta divisone fra Nord e Sud in ambito sanitario è il Meridiano Sanità Regional Index, un indicatore il cui scopo è quello di

valutare e confrontare le performance dei sistemi sanitari regionali, tra loro e rispetto alla media nazionale, e di individuare le aree in cui si concentrano le maggiori disomogeneità tra le diverse Regioni

Il Meridiano Sanità Regional Index si basa sul rilevamento di 40 KPI (calcolati su dati disponibili) relativi a quattro differenti aree di analisi (10 indicatori per area):

  • Lo stato di salute della popolazione della regione;
  • L’equità e la capacità di risposta ai bisogni di salute da parte del Sistema Sanitario Regionale;
  • L’efficienza e l’appropriatezza dell’offerta sanitaria;
  • La qualità dell’offerta sanitaria e a capacità di risposta del sistema.

Al Meridiano Sanità Regional Index viene applicata una scala con valori che vanno da un massimo di 10 ad un minimo di 1: mentre la media nazionale è appena sotto la sufficienza con un valore dell’indice pari a 5,8, le regioni del Nord Italia (e alcune del Centro) ottengono dei valori superiori alla media; al contrario tutte le regioni de Sud Italia riportano valori inferiori ad essa.

Meridiano Sanità Regional Index 2016
Immagine tratta da Meridiano Sanità 2016

La stessa tendenza, con alcune importanti differenze nel posizionamento delle singole regioni nella graduatoria rispetto a quella determinata dal Meridiano Sanità Regional Index, si ritrova anche nella Misura di Performance dei SSR, elaborato e quantificato da CREA Sanità in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma. La Misura di Performance dei SSR si basa sulle interviste ad un panel composito che ha fornito le informazioni necessarie per la rilevazione e permettere l’avvio del complesso sistema di calcolo. La metodologia che permette la determinazione dell’indice prevede una prima identificazione e valutazione di una serie di indicatori e in seguito la determinazione delle dimensioni. Tutto ciò caratterizza la Misura di Performance dei SSR come una rilevazione molto complessa basata su opinioni di specialisti. Per avere una breve descrizione di quale sia la metodologia che permette di ottenere questo indice è possibile fare riferimento a due precedenti post pubblicati su questo blog (SSR e performance: il rapporto di CREA Sanità e Il Rapporto CREA-Sanità: gli Stakeholders e i Sistemi Sanitari Regionali).

Su una scala che va da 1 a 0, la regione che ha ottenuto il punteggio migliore riguardo questo indicatore è stata la regione Veneto con un valore pari a 0,63, mentre la peggiore è stata la Calabria con un punteggio di 0,33. Ma il dato più rilevante è che tutte le regioni del Sud Italia anche in questo caso hanno ottenuto i punteggi inferiori.

Misura di Performance dei SSR
Immagine tratta da 12° Rapporto Sanità

Cittadini, dati di sistema, opinioni di specialisti in ambito farmaceutico e medicale: tutte queste fonti di dati concordano, anzi confermano ancora una volta che il sistema sanitario italiano, somma dei ventuno servizi sanitari regionali, è di fatto spaccato in due: Il Nord generalmente presenta standard paragonabili a quelli dei migliori servizi sanitari europei e con molti punti di eccellenza, mentre il Sud e le Isole non sono in grado di soddisfare i bisogni di salute dei propri cittadini.

Discorso un pò particolare per il Centro: considerata questa macroregione nel suo complesso, i dati relativi alla sanità non paiono essere generalmente negativi (inoltre il SSR della Toscana è uno dei migliori d’Italia), ma nonostante ciò i cittadini non sembrano essere soddisfatti dei servizi sanitari offerti.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Quotidianosanità
Rapporto Meridiano Sanità 2016
12° Rapporto Sanità

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