Heartwatch: rilevare le malattie cardiache con un video

Cover Heartwatch

I disturbi e le patologie cardiocircolatorie sono fra quelle maggiormente soggette all’attenzione delle startup innovative. Una di queste sta sviluppando un interessante modello di prevenzione delle patologie cardiache basato sull’analisi del video del volto: si chiama Heartwatch, è italiana ed è stata fondata da giovani studenti del Politecnico di Milano

 

Ancora oggi le malattie cardiovascolari sono le principali cause di morte a livello globale, e l’Italia non fa eccezione: il tasso di mortalità delle malattie cardiocircolatorie è pari a 28,4 decessi ogni 10.000 abitanti. Nell’ambito di questa categoria di patologie, la maggior parte dei decessi è dovuta a cardiopatie ischemiche e ictus.

Principali cause di morte in Italia

Queste poche informazioni sono già sufficienti per comprendere che in questo ambito un ruolo fondamentale è giocato più dalla prevenzione che dalla cura, poiché nel momento in cui si manifesta una crisi cardiaca o si è colpiti da un ictus, i tempi di intervento devono essere di una certa rapidità, poiché in caso contrario si rischia concretamente il decesso.

Il forte impatto delle patologie cardiache sulla salute degli individui hanno spinto molti giovani ricercatori ad applicare le tecnologie digitali al monitoraggio, allo studio, alla prevenzione e alla cura delle malattie cardiocircolatorie. L’ambito cardiaco, infatti, è uno di quelli che sono oggetto diretto o indiretto delle attività di numerose startup innovative.

Negli ultimi due anni, una delle startup che ha incontrato una crescente attenzione da parte degli organi di informazione specializzati e non si chiama Heartwatch, e sta lanciando un servizio di prevenzione delle patologie cardiache molto particolare: attraverso l’analisi di un video del volto di una persona con una videocamera (anche quella integrata nello smartphone) riesce a rilevare potenziali patologie che non sono normalmente individuabili.

Heartwatch è nata nel 2015 dall’iniziativa di quattro studenti del Politecnico di Milano che hanno sviluppato una app, in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano, in grado di rilevare l’aritmia cardiaca di una persona attraverso il monitoraggio del battito del cuore rilevato appunto tramite l’analisi del volto di una persona, e in caso di necessità, di segnalare anomalie non percepibili all’occhio umano. Inoltre, l’applicazione permette anche di geolocalizzare il soggetto allo scopo di facilitarne la sua raggiungibilità in caso di situazioni critiche, e di notificare il problema via SMS a una lista di suoi conoscenti.

Dopo aver vinto alla Imagine Cup 2015 Italian Finals e preso parte alla finale mondiale della Imagine Cup 2015 organizzata da Microsoft, Hearthwatch ha lanciato l’iniziativa Face4Research, una vera e propria campagna di raccolta di video di volti da sottoporre all’analisi dell’applicazione. Infatti, l’algoritmo della app è ancora in una fase che potremmo definire “di taratura”, soprattutto in relazione ai differenti tipi di videocamere presenti in commercio. Tuttavia, con un totale di più di 500 volti analizzati, Hearthwatch è già stata in grado di rilevare dei casi anomali.

In pratica, dopo aver installato la app, aver dato le autorizzazioni necessarie e risposto a qualche breve domanda, viene data la possibilità di registrare un breve video che, una volta inviato, sarà sottoposto all’elaborato dal programma. Ad oggi Hearthwatch non permette ancora di avere dei responsi immediati, ma non appena sarà a regime potrà offrire un pronto riscontro sull’analisi effettuata: o informando che tutto sembra essere regolare se l’esito è positivo, oppure invitando la persona a effettuare un controllo medico al cuore in caso di esito negativo.

Attualmente Heartwatch sta crescendo sia nel numero di persone coinvolte nel progetto (ad oggi sono in dodici) sia nel consenso che l’iniziativa ha riscosso nel corso della sua breve esistenza. Poiché Heartwatch sta cercando di aumentare le patologie rilevabili dal proprio algoritmo, la startup ha la possibilità di poter offrire il suo servizio certamente in ambito consumer, ma è prevedibile che il grosso delle sue entrate potrà essere ottenuto in ambito business e, perché no, anche attraverso il coinvolgimento in progetti di prevenzione finanziati dal SSN.

In ogni caso, se Heartwatch avrà successo, come sembrano indicare tutti gli elementi analizzati, potrà essere proposta come una case history di successo che testimoni che in anche in Italia dei giovani studenti universitari hanno la possibilità di fare ricerca e avviare un business di successo.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Heartwatch
Digital Marketing Farmaceutico

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