Il Cloud e i Big Data in Sanità

technology of the future

Il convegno dal titolo “La gestione del dato sanitario, sicurezza e cloud nell’era dei big data” organizzato da Motore Sanità è stato un utile appuntamento per esporre delle proposte operative in materia di Big Data in ambito sanità. L’evento è stata l’occasione per proporre l’impiego del cloud computing come modalità di gestione dell’enorme mole di dati sanitari e medicali che viene generata in modo continuativo

 

A causa della crescente importanza che la gestione di grandi volumi di dati ha assunto nell’ambito della produzione di beni e servizi , l’argomento Big Data è costantemente sotto i riflettori di esperti, operatori di business, consumatori e cittadini. Il settore sanitario è uno di quelli più interessati all’evoluzione di questo ambito dell’innovazione tecnologica, in considerazione dell’impressionante mole di informazioni che la sanità nel suo complesso genera e tratta ogni giorno.

In un precedente post sono state illustrate le prospettive e le resistenze relative ai Big Data esposte durante l’Italian Digital Health Summit organizzato da Aboutpharma nel giugno 2016 (vedi Italian Digital Health Summit: i Big Data), ma occorre iniziare a tradurre le disquisizioni teoriche in vere e proprie proposte operative. Un passo in questo senso è stato compiuto con il convegno organizzato da Motore Sanità dal titolo “La gestione del dato sanitario, sicurezza e cloud nell’era dei big data” che ha avuto luogo a Milano lo scorso 29 marzo.

Relatori di questo evento sono stati il Dottor Alessandro Colucci, il Dottor Angelo Capelli e il Dottor Gian Antonio Girelli del Consiglio Regionale della Regione Lombardia; il Dottor Luca del Gobbo, Assessore all’Università, Ricerca ed Open Innovation della Regione Lombardia; il Dottor Nicola Ruggiero, Vicepresidente dell’ANITEC (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo); il Dottor Fabio Spolentini, Country Manager di Oracle Italia; il Dottor Giacomo Cosenza, Amministratore Delegato di Sinapsi; e il Dottor Paolo Colli Franzone dell’Osservatorio Netics.

Un primo punto da tenere in considerazione riguarda la direzione che la sanità italiana sta intraprendendo nella gestione delle informazioni e dei documenti da essa prodotte a seguito delle innovazioni tecnologiche di questi ultimi anni. Da un sistema basato sull’informazione fine a se stessa, disgiunta da quelle provenienti da altre fonti, ad uno imperniato sul dato, sia esso clinico e non, che può essere presente su più tipi di supporti e che è integrabile e aggregabile con altri dati prodotti dal singolo paziente o da un insieme di persone o ancora da strutture ed istituzioni pubbliche e/o private.

Parlare oggi di dato sanitario assume un significato completamente nuovo con il quale dobbiamo essere interessati a confrontarci per garantire ai cittadini livelli di cura sempre più alti e rispondenti ai nuovi bisogni emergenti. Infatti la circolazione di maggiori dati e quindi di maggiori informazioni potrà garantire un’analisi e uno studio sempre più precisi e approfonditi con una grande attenzione alla sicurezza e alla tutela della privacy e dei dati sensibili (Alessandro Colucci)

Anche partendo da questa considerazione è tuttavia difficile rendersi conto quantità di dati che devono essere gestire e di come essa crescerà continuativamente nel tempo. Da queste considerazioni si ricava il secondo presupposto: infatti l’innovazione tecnologica sta rendendo disponibile strumenti sempre nuovi di eHealth, di mHealth e di IoT che non solo permettono l’acquisizione di dati clinici, medici, diagnostici e contabili in ambito sanitario, ma anche informazioni relative alla salute e agli stili di vita che i singoli individui raccolgono in ambito privato attraverso device e app commerciali.

La gestione di questa enorme quantità di informazioni pone dei problemi a vari livelli: di infrastruttura, di costi, di accessibilità e di sicurezza. Le problematiche di infrastruttura sono state oggetto dell’analisi dell’Osservatorio Netics che ha fornito alcune cifre a riguardo:

Aspetti Quantitativi dei Dati in Sanità - Fabbisogno di Storage

Aspetti Quantitativi dei Dati in Sanità - Crescita del Fabbisogno di Storage

Da queste cifre appare chiaro come in prospettiva sia non praticabile, nonché antieconomico, perseguire la via della continua implementazione di una infrastruttura informatica “fisica” presente in ogni struttura ospedaliera ed ambulatoriale. Lo spazio di storage dei dati che sarà necessario in futuro; la necessità di garantire agli operatori sanitari un accesso continuo e senza limitazioni di posizionamento fisico in considerazione del mutamento delle attività sanitarie e la esigenza di offrire una fruizione dei dati sanitari e medici anche in mobilità; l’opportunità di offrire una serie di analisi oggi possibili attraverso l’incrocio di questa grande massa di dati disponibili (da quelli predittive su una determinata patologia, a quelle relative alla gestione del servizio sanitario nel suo complesso sia a livello sanitario che finanziario); e la trasmissione dei dati necessari per far funzionare le novità di digital health introdotte in questi anni (ricetta elettronica, fascicolo sanitario elettronico): sono tutti elementi che già oggi stanno imponendo un ripensamento su come debbano essere gestiti i dati riguardanti la sanità.

Le conclusioni del convegno individuano la soluzione a tutti questi problemi riguardanti la gestione dei Big Data in sanità nell’adozione del cloud computing, vale a dire nel demandare al web tutte le funzioni relative all’archiviazione, all’elaborazione e alla gestione dei dati sanitari e medicali. Infatti, oltre ad essere una soluzione che garantisce una costante accessibilità ai dati, rappresenta anche un risparmio in termini economici poiché non richiede l’implementazione e il settaggio di infrastrutture hardware come quelle oggi presenti nelle varie strutture e che rappresentano un’importante voce di costo.

Tuttavia, dal dibattito è emersa la necessità di garantire la sicurezza nel trattamento dei dati sensibili, problematica che con il passaggio al cloud non viene certamente eliminato ma trasferito dal sistema informatico locale al web.

Tenendo conto di tutti gli aspetti esposti, non si può che condividere una delle opinioni espresse dal Dottor Nicola Ruggiero durante il convegno:

il medico dovrà essere affiancato da informatici, ingegneri elettronici e statistici

perché solo in questo modo sarà in grado di utilizzare appieno le opportunità offerte dalla tecnologia e dal cloud computing.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Motore Sanità
AboutPharma

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