Horus: la tecnologia che aiuta i non vedenti

Horus logo

Horus è un device di semplice utilizzo ma allo stesso momento altamente tecnologico il cui scopo è descrivere via audio cose, volti, ostacoli, e testi a persone non vedenti o ipovedenti. Il device è prodotto da Eyra (ex Horus Technology), startup innovativa italiana che rappresenta un’esemplare case history di successo.

Fra i cinque sensi umani, la vista è quello che nella maggior parte delle persone genera una grande preoccupazione nel momento in cui la si perde o comunque essa subisce una qualche alterazione a seguito di patologie o incidenti. Vivere al buio o non avere una capacità visiva che sia in grado di delineare in modo sufficiente ciò che ci circonda, significa non avere la visione della realtà in cui si è immersi.

Nel mondo, le persone che soffrono di disabilità visive sono quantificate in 285 milioni, di cui 39 milioni cieche. In Italia, secondo dati del 2005, gli ipovedenti sono quantificati in circa 1.500.000, mentre i ciechi risultano essere 362.000 persone.

Tale situazione già di per se può essere non solo fonte di una profondo disagio fisico, ma anche relazionale in quanto i non vedenti sono immersi in una realtà sociale basata sulla perfetta efficienza fisica e sensoriale. Tuttavia, un non vedente è, prima di tutto, una persona come qualsiasi altra, che soffre di una menomazione sensoriale.

Le problematiche relative alla vista, alle cause che ne possono determinare la mancanza o il forte indebolimento, e il contrasto degli effetti che la mancanza di questo senso può determinare sulla persona, sono oggetto di numerosi progetti innovativi in campo medico e in ambito digitale. Molti di questi progetti sono portati avanti da innumerevoli startup innovative sparse per il mondo.

Una di queste si chiama Eyra e si occupa di Health Tech, Artificial Intelligence e Robotic and Wereable Devices. Questa giovane iniziativa imprenditoriale ha avuto avvio nel 2014 a Genova quando Saverio Murgia e Luca Nardelli hanno fondato Horus Technology una startup che ha assunto il nome di quello che è tuttora il prodotto di punta di Eyra: Horus.

Horus è un dispositivo indossabile, che osserva la realtà, la comprende e la descrive alla persona, fornendo informazioni utili nel momento opportuno e in maniera discreta utilizzando la conduzione ossea. Grazie all’utilizzo di tecnologie innovative, è in grado di leggere testi, riconoscere volti, oggetti e molto altro.

In pratica il dispositivo si compone di due parti:

  • una cuffia indossabile dotata di telecamere;
  • un processore tascabile con annessa una batteria di lunga durata.

Horus

Le cuffie sono collegate al processore tascabile tramite un filo, e l’interazione fra utente e device avviene attraverso l’utilizzo di pulsanti presenti sia sulle cuffie che sul processore tascabile. I pulsanti sono riconoscibili al tatto per favorirne l’individuabilità e permettono all’utente sia di navigare un menù audio sia di attivare le funzionalità che caratterizzano il dispositivo. Tuttavia l’interazione può avvenire attraverso anche dei comandi vocali.

Attraverso le piccole telecamere integrate nelle cuffie, il processore di Horus è in grado di rilevare testi stampati e di leggerlo e riprodurlo via audio, di riconoscere i volti delle persone, riconoscere oggetti, di segnalare ostacoli lungo il percorso e di descrivere foto e scenari. Tutto ciò non necessita necessariamente una connessione ad internet per poter funzionare, in quanto l’elaborazione dei dati raccolti avviene in modalità locale.

Inoltre, Horus ha la caratteristica di essere stato costruito e sviluppato in collaborazione con persone non vedenti, in quanto ogni sua modifica o evoluzione si basa sui commenti che il team di Eyra riceve dalle persone interessate all’utilizzo del device.

Le caratteristiche di Horus e la conseguente nascita di Eyra rappresentano sicuramente un caso di successo della crescita di una startup, capace di raccogliere ingenti finanziamenti da parti di investitori internazionali intenzionati a favorire l’accelerazione dello sviluppo di startup innovative con alto potenziale e di lanciare sul mercato un prodotto di facile utilizzo ma allo stesso momento altamente tecnologico.

Dimostrano inoltre come sia importante partire dal bisogno concreto delle pazienti o delle persone affette da disabilità per offrire loro un prodotto utile e accessibile, e come sia necessario che fra produttore ed utente si instauri un dialogo costante e una reciproca collaborazione.

Infine, Eyra (e prima ancora Hocus Technology)è una startup italiana fondata e gestita da due giovani imprenditori: aspetti che, in considerazione delle difficoltà che attualmente sta attraversando il nostro paese, non sono assolutamente di poco conto.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Horus
Eyra
Nòva – Il Sole 24 Ore

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