Aziende e settori connessi con le Life Sciences

Molte aziende che operano in settori differenti da quello farmaceutico hanno comunque una divisione o, se si tratta di un gruppo, un’impresa espressamente dedicata all’healthcare. Tenendo conto dell'”habitat” favorevole che si è creato nel nostro paese per le aziende che operano nelle Life Sciences, l’Italia dovrebbe cercare di attrarre queste realtà dell’indotto

Il settore delle Life Sciences coinvolge molte più realtà, sia pubbliche che private, di quello che si possa immaginare: come sottolineato già un precedente post di questo blog, consultando l’elenco riportato in BookPharma, il servizio di Aboutpharma dedicato alla presentazione di realtà operanti nell’indotto del settore healthcare, ci si può rendere conto di come siano varie e variegate le aziende che, in un modo o nell’altro, sono connesse a questo ambito.

In realtà, BookPharma, anche se ricco di informazioni, riporta solo una minima parte delle aziende interessate al settore: l’ambito Life Sciences ha attirato da sempre, ma ancora di più negli ultimi anni, l’attenzione di imprese che appartengono a settori che in apparenza non hanno nulla a che fare gli ambiti pharma e healthcare.

Basta solamente scorrere i numerosi post pubblicati su questo blog relativi ai grandi giganti della tecnologia che hanno avviato progetti dedicati all’healthcare: alcune aziende al loro interno hanno delle Business Unit dedicate al Life Sciences o hanno comunque creato un’impresa appositamente dedicata nel settore, ma comunque parte del gruppo di cui è parte. Altre iniziative, invece, sono completamente differenti e godono di un più o meno elevato grado di indipendenza da “casa madre” o addirittura non hanno alcun contatto con essa, in quanto frutto di progetti elaborati dai fondatori e/o azionisti di grandi multinazionali (principalmente di quelle attive in ambito tecnologico e digitale per intendersi).

Per rendersi conto di quanto sia diffuso questo fenomeno, oltre alle numerose iniziative intraprese dai grossi player della tecnologia (già ampiamente illustrate dagli organi di comunicazione) come Apple, Google/Alphabet, IBM, Microsoft solamente per citare alcuni degli esempi più avanzati, e altre realtà tecnologiche molto note come Samsung, Philips, Toshiba, Dell, Acer e altri grandi gruppi, (ad esempio) ci sono anche grandi nomi della consulenza, come Accenture, Deloitte, KPMG, PwC, che hanno nel loro organigramma una o più divisioni dedicate al mondo delle Life Sciences.

Informatica, logistica, formazione, consulenza legale, comunicazione, servizi di marketing, risorse umane: non esiste settore che non riguardi direttamente o indirettamente anche i settori pharma & healthcare; e le peculiarità proprie dell’ambito Life Sciences costringono le aziende dell’indotto (e non) attive anche in altri settori a dedicare, in modo più o meno specifico, una parte della propria organizzazione al settore farmaceutico e sanitario.

Non esiste un modello preciso né a livello generale né a livello di ambito operativo: ogni impresa adotta un proprio business model e una propria struttura basandosi su quelle che sono le proprie esperienze, la propria cultura aziendale, e le condizioni presenti sul mercato in un dato momento. Detto ciò, molto probabilmente il coinvolgimento nel settore healtcare di imprese operanti in altri ambiti conoscerà un ulteriore incremento nel prossimo futuro: sia grazie all’interesse che il settore delle Life Sciences continua a suscitare in numerose aziende sia grazie alle aziende farmaceutiche che stanno impostando dei business model molto focalizzati sul servizio al paziente più che sul prodotto: strategia che le sta spingendo a ricercare delle partnership con realtà produttive operanti nei più disparati settori produttivi.

Ciò testimonia anche come il mondo delle Life Sciences abbia un ruolo nel tessuto economico e produttivo che va ben oltre i numeri già molto importanti relativi al settore e a quella che è la parte di indotto che è collegata in modo più diretto ad esso. Tali considerazioni valgono ancor di più con riguardo al nostro paese poiché, come sottolineato più volte in questi anni, l’intero comparto sta conoscendo un periodo di crescita e sviluppo in ragione di una certa stabilità di fondo a livello legislativo e regolatorio e del consolidamento di un habitat favorevole che si è creato nel nostro paese.

Proprio per le sue peculiarità sia a livello produttivo che per la particolare struttura del suo sistema sanitario, in Italia anche lo sviluppo dell’indotto dell’ambito farmaceutico potrebbe beneficiare dell’andamento positivo del settore healthcare. Ciò permetterebbe di favorire la crescita economica e di offrire maggiori occasioni di occupazione e di specializzare ancora di più l’intero sistema paese in un ambito produttivo in grado di generare valore aggiunto. Occasione che si potrebbe cogliere appieno attraverso l’adozione di politiche regolatorie e fiscali adeguate. 

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Aboutpharma

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