Liberi pensieri sulla Digital Health

technology of the future

Tre appuntamenti dedicati alla digital health (organizzati rispettivamente da Gfk, Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, e Aboutpharma) hanno offerto degli spunti utili per far comprendere chi è il protagonista dell’attuale processo di innovazione tecnologica e digitale che sta rivoluzionando il mondo della salute. Il paziente ha concentrato su di sé le attenzione di tutti gli stakeholders del settore

Digital Health, Digital Disruption in ambito healthcare, eHealth, mHealth: per chi lavora o ha comunque un particolare interesse verso il settore farmaceutico e sanitario, da qualche anno a questa parte è difficile non essere stato interessato, e in qualche caso coinvolto (almeno indirettamente), dalle numerose proposte, analisi, informazioni, critiche riguardanti l’avvento del digitale nel settore Life Science.

Si è letteralmente invasi da dati, ricerche, soluzioni relativi a questi argomenti tanto da rendere abbastanza arduo tentare di sintetizzare il tutto in un quadro complessivo che accomuni i vari aspetti impattati da questa “rivoluzione”. Ovviamente, nel corso degli ultimi anni gli appuntamenti dedicati ai vari aspetti della digital health sono diventati davvero numerosi (tanto che oggi è davvero difficile seguirli tutti), e il rischio per chi li organizza è quello di essere o troppo ripetitivi (offrendo gli stessi dati e esprimendo le medesime considerazioni già esposte in altri convegni) oppure troppo “specifici”, andando ad isolare talmente tanto un aspetto senza concedere alcun appiglio utile per inserirlo in un quadro più generale.

Occorre quindi uno sforzo da parte dei partecipanti per poter cogliere le “sfumature”, i possibili punti da unire per inserire l’argomento trattato in ogni singolo evento in una cornice complessiva. Partendo da questa prospettiva, è possibile inserire in un unico contesto i tre appuntamenti di maggio che, a vario titolo, hanno trattato i temi riguardanti la digital health:

  • L’incontro La Sanità alla rincorsa del Cittadino digitale, organizzato dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano;
  • Il convegno Digital Health dal titolo L’efficacia delle strategie Multichannel e la Patient Centricity organizzato da Gfk;
  • Il 2nd Forum on Digital Disruption in Life Sciences organizzato da Aboutpharma.

Pur essendo dedicati tutti e tre alla digital health, ognuno di essi era rivolto principalmente ad un determinato target di professionisti e/o aziende, e meriterebbe un post (se non qualcosa di più) appositamente dedicato sia per i dati che per le informazioni che hanno fornito. Tuttavia, nel contempo può essere utile cercare di andare oltre, provando a cogliere l’esistenza o meno di un filo conduttore che possa legare tutti e tre questi eventi.

I presupposti che sono alla base della digital health sono stati spiegati molto bene da Roberto Ascione, fondatore di Healthware International, attraverso una slide presentata durante il suo speech dal titolo Towards a Digital Health Future tenuto durante il convegno di Gfk

Roberto Ascione - Total Paradigm Shift - Towards a Digital Health Future - Gfk

Il cambio totale di paradigma imposto dall’innovazione tecnologica e digitale sta determinando una rivoluzione in una industry, quella farmaceutica e sanitaria, molto conservatrice e disposta ad accogliere dei rinnovamenti solo dopo aver verificato attentamente la loro efficacia. Il motore di questo cambiamento, nonché il soggetto principale di questa rivoluzione che sta concentrando su di sé la maggior parte delle attenzioni di tutti gli stakeholders del settore life science è il paziente.

L’accesso di massa alle tecnologie digitali ha diffuso una maggiore informazione accompagnata da una richiesta di maggiore conoscenza:  ciò sta portando ad un mutamento del rapporto medico/paziente, all’adozione di uno stile comunicativo dei professionisti della salute meno “professorale” e più “consulenziale”, e all’impiego di tutti gli strumenti di comunicazione che la tecnologia rende via via disponibili.

Il paziente sta divenendo anche il riferimento delle industrie del farmaco e di quelle produttrici di medical device: l’intento oggi non è più quello di concentrare l’attenzione principalmente sul prodotto o sulla patologia, ma in primo luogo sulla persona, sulle sue caratteristiche fisiche e psicologiche, sui suoi bisogni in fatto di salute e di benessere, e sulla capacità di dare delle risposte a queste domande. L’adozione della tecnologia sta consentendo all’industria di muoversi in un contesto più disintermediato, indirizzando parte della propria attività comunicativa direttamente al paziente.

La mancanza di ascolto delle esigenze sia del paziente che del medico (che a tutti gli effetti è il suo interlocutore privilegiato in fatto di salute) può essere un grosso limite per il successo di tutte quelle numerose iniziative in ambito digital health che dovrebbero rendere più facile, più veloce e più accessibile l’intero processo di diagnosi e cura del paziente. In particolare, se questi progetti sono calati dall’alto e non sviluppati in collaborazione con coloro ai quali sono rivolti, il rischio è che si creino delle infrastrutture e delle applicazioni tecnicamente valide, ma di non facile utilizzo e non in grado di colmare appieno le necessità delle persone e dei pazienti per i quali sono state create.

In conclusione, per riassumere quali debbano essere le caratteristiche dell’innovazione digitale in sanità non servono molte parole, ma bastano quelle utilizzate sempre da Roberto Ascione per comporre un’altra slide della presentazione che ha accompagnato il suo speech.

Roberto Ascione - Digital Health - Towards a Digital Health Future - Gfk

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Aboutpharma
Gfk

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