L’Invecchiamento della Popolazione e la Digital Health

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Nei prossimi anni l’invecchiamento della popolazione avrà pesanti ripercussioni sull’economia e sulla società dei paesi avanzati in genere e soprattutto su quelle italiane. La sanità non sarà esentata dalle criticità derivanti da questo fenomeno che rappresenteranno una sfida per il nostro sistema sanitario nazionale. La digital health potrebbe rappresentare uno degli elementi in grado di garantire la sostenibilità del sistema

E’ quasi diventato un mantra: sempre citato nei convegni, spesso riportato da giornali e riviste, immancabile negli interventi degli ospiti dei salotti televisivi dedicati alla salute e al benessere. Il fattore dell’invecchiamento della popolazione è spesso indicato come una delle principali difficoltà (che tuttavia per alcune realtà rappresenta un’importante fonte di nuove opportunità) che la sanità, l’industria farmaceutica e il settore Life Sciences in genere già oggi si trovano costretti ad affrontare.

Ma nel concreto, a quali numeri si fa riferimento quando si parla di “invecchiamento della popolazione”? Per la ricerca di informazioni a riguardo non può che essere eseguita ricorrendo ai dati messi a disposizione dall’Istat.

Analizzando i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, balza immediatamente all’occhio che coloro che all’1 gennaio 2017 avevano compiuto 52 anni di età, demograficamente parlando, rappresentano un vero e proprio spartiacque: con il suo milione di residenti, questa classe d’età è la più numerosa presente in Italia.

Infatti, dopo di essa, a causa della decrescente natalità, le classi di età successive sono via via sempre meno numerose. Come è facile intuire, ciò rappresenta una importante criticità a livello economico e sociale sotto innumerevoli aspetti.

Nella maggior parte dei paesi avanzati, ad esempio, nei prossimi anni si assisterà ad una progressiva diminuzione della popolazione in età da lavoro (aspetto di per sé potrebbe essere superabile in considerazione della continua innovazione tecnologica), a nuove difficoltà sul bilancio previdenziale e in genere ad una maggiore richiesta di servizi sociali dedicati agli anziani.

La gestione della sanità non sarà esente dal subire gli effetti di una popolazione composta da una quota crescente di ultra sessantacinquenni: negli ultimi 10-15 anni la spesa sanitaria ha conosciuto un aumento consistente in tutti i più importanti paesi sviluppati, indipendentemente dal modello di sistema sanitario adottato, tanto da diventare uno dei principali capitoli della spesa pubblica anche laddove l’organizzazione della sanitaria è caratterizza da una forte partecipazione da parte dei soggetti privati.

Anche grazie ad un insieme di fattori che vanno oltre la quantità e la qualità dei servizi sanitari offerti (ad esempio lo stile di vita e la qualità dell’alimentazione), il livello generale di salute della popolazione italiana è stato fino ad oggi abbastanza buono, come confermato dall’elevata speranza di vita alla nascita. Tuttavia questo “patrimonio” di salute potrebbe essere dissipato nei prossimi decenni.

Le peculiarità del sistema sanitario italiano, insieme ai tagli di spesa pubblica che sono stati necessari in seguito alla crisi economica, hanno consentito di arginare la crescita della spesa sanitaria pubblica, e questo si potrebbe ripercuotere sulla qualità della salute della popolazione italiana già negli anni a venire. Tuttavia, la previsione di come evolverà la demografia della popolazione italiana fa ritenere che le difficoltà per il sistema sanitario italiano legate direttamente o indirettamente a questo fattore sono appena all’inizio.

spesa sanitaria per classi età rapporto meridiano

Come è possibile osservare dal grafico sopra proposto, dalla scomposizione della spesa sanitaria per classi di età appare evidente come fra i 50-60 anni la spesa sanitaria pro capite inizia letteralmente a “decollare”, in particolare a causa dell’insorgere di patologie legate all’avanzamento dell’età e alla comparsa delle malattie croniche.

Occorre quindi agire subito per evitare che tale “scompenso” demografico si risolva in un drammatico “scompenso” di salute tale da non poter essere affrontato per l’impossibilità di dedicare alla sanità delle risorse finanziarie adeguate. E’ illusorio pensare che la spesa sanitaria nei prossimi anni possa rimanere stabile sia a livello assoluto sia in relazione al PIL. Tuttavia, ciò non giustifica il non adoperarsi per far sì che il fabbisogno finanziario della sanità non esploda. Per fare questo, si deve agire in contemporanea su più fronti e ritornare a fare investimenti di medio-lungo periodo, dedicando a questa voce i risparmi ottenuti da una più accorta gestione della spesa corrente.

La digital health, in tutte le sfaccettature che la caratterizzano, può contribuire a rendere sostenibile la spesa sanitaria non solo grazie a soluzioni innovative e a basso costo ideate per la diagnosi, la cura e il monitoraggio del paziente, ma anche attraverso la realizzazione di tool tecnologici utili come ausilio ai clinici e alle strutture (mediche, di supporto e direttive) ad esempio nella gestione distribuzione dei farmaci ai pazienti, nel rendere direttamente accessibili i loro dati sanitari, e nell’offrire tutta quella serie di servizi in grado di ridurre tempi di attesa, costi extrasanitari non necessari e in genere di migliorare i processi di tutta l’area sanitaria.

Le principali criticità che rischiano di rendere difficoltosa (e dispendiosa) la transizione verso una sanità compiutamente digitale sono individuabili nella maggior parte dei casi a livello decisionale e di governance. Fra queste, quelle che più difficili da affrontare potrebbero essere:

  • la mancanza di coordinamento fra le varie realtà che governano la sanità in Italia (in primis fra Stato e Regioni, ma anche fra Regione e Regione);
  • l’assenza di un processo di selezione dedicato alle soluzioni da adottare fra le innumerevoli già disponibili sul mercato alle quali se ne aggiungeranno di ulteriori;
  • l’adozione o lo sviluppo delle soluzioni senza tenere conto delle reali esigenze di coloro che dovranno accedere e utilizzare i prodotti e servizi digitali: il professionista sanitario e il paziente.

Annualmente si svolgono molti convegni, riunioni, incontri e simposi dedicati a questi temi: in ognuno di essi sono stati sviluppati pareri ed opinioni e proposte riforme e soluzioni.

Pertanto, di materiale sulle difficoltà future che dovrà affrontare la sanità italiana, fra le quali quella dell’invecchiamento della popolazione, e sulle proposte per contrastarle ne è stato prodotto anche troppo. Occorre, invece, agire metodicamente e con rapidità perché la miccia è già stata innescata, e se si prenderanno provvedimenti a riguardo solamente fra una decina di anni la bomba demografica in ambito sanitario sarà già scoppiata e ci troveremo a dover affrontare un’emergenza quando sarà ormai troppo tardi per risolverla.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
I.Stat
Rapporto Meridiano Sanità 2016 – Ambrosetti The European House

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