Tecnologia e medical device: #innovazionesuonabene

#Innovazionesuonabene

#innovazionesuonabene è l’iniziativa promossa da Assobiomedica tesa a sensibilizzare i cittadini sull’importanza che l’innovazione tecnologica ricopre nell’ambito dei dispositivi medicali. Iniziata nel mese di maggio, gli ultimi due appuntamenti sono fissati a Genova per fine ottobre e a Roma in novembre

4.480 imprese presenti in Italia;
70.000 addetti (l’8% dei quali impegnati nella ricerca e sviluppo);
10 miliardi di valore della produzione di cui il 70% destinato al Servizio Sanitario Nazionale;
328 startup tecnologiche; un miliardo di euro all’anno dedicato alla R&S;
esportazioni cresciute dell’8% fra il 2014 e il 2015, raggiungendo così il valore di 6,9 miliardi di Euro.

Queste cifre da sole sottolineano l’importanza del settore dei dispositivi medici nel nostro paese, ma non sono in grado di far comprendere quale sia il contributo di questo comparto alla salute degli italiani. Per offrire tale informazione occorre tener conto di queste altre cifre:

oltre 19.000 TAC;
5.000 risonanze magnetiche;
4.200 screening mammografici;
e tutto questo né mensilmente e neanche settimanalmente, bensì giornalmente. Se si prova ad immaginare anche tutti gli elettrocardiogrammi e le ecografie che vengono eseguite ogni giorno si ha uno spaccato, ancora molto parziale, del contributo essenziale che l’industria elettromedicale svolge in ambito diagnostico.

Per tentare di sensibilizzare i cittadini sull’importanza che i dispositivi medici svolgono nell’ambito del servizio sanitario nazionale e sul valore che l’innovazione tecnologica svolge in questo campo, lo scorso 25 maggio Assobiomedica ha dato avvio alla campagna #innovazionesuonabene, un’iniziativa articolata in una serie di eventi in alcune città del Nord e del Sud Italia.

Ma perché dedicare un’iniziativa all’innovazione dei dispositivi elettromedicali? Le parole di Nicoletta Calabi, Presidente dell’Associazione Elettromedicali di Assobiomedica, sono abbastanza eloquenti:

Esistono apparecchiature oggi che con minori dosi di radiazioni sui pazienti consentono una migliore qualità dell’immagine e diagnosi più accurate o macchine salvavita sempre meno intrusive. Peccato però che 58.000 dispositivi di diagnostica per immagini presenti negli ospedali siano obsoleti, e il 40% delle macchine di anestesia e il 50% dei ventilatori di terapia intensiva abbiano più di 10 anni.

Durante la tavola rotonda che ha caratterizzato la presentazione dell’iniziativa, la stessa Dottoressa Calabi ha reso noto che a seguito di un censimento effettuato in tutte le strutture sanitarie italiane teso a verificare l’effettiva numerosità di dispositivi elettromedicali e di diagnostica per immagini, al 31 dicembre 2015 risultavano censiti circa 50.000 strumenti suddivisi in 18 categorie.

Ma più che la numerosità il vero problema che è stato portato all’attenzione del pubblico è proprio quello legato alla scarsa innovazione tecnologica che caratterizza l’intera dotazione di dispositivi elettromedicali nazionale. Infatti solo il 30% delle attrezzature sono di tipo digitale, mentre la quota restante è di tipo convenzionale. Partendo proprio da questi presupposti non sorprende che l’Italia condivide con il Portogallo la prima posizione nella classifica dei paesi con la dotazione di macchinari più obsoleta.

Ciò non significa che in generale la salute dei cittadini sia a rischio. Certo è che con device tecnologicamente non all’avanguardia, la diagnosi di tutte le patologie in genere, e di quelle a più alto impatto fisico e sociale in particolare, è sicuramente più difficoltosa, più invasiva e meno rapida.

Tale situazione, inoltre, denota uno squilibrio nella spesa sanitaria che nell’ultimo decennio, soprattutto a causa dei tagli di bilancio susseguitisi nel corso degli anni, ha favorito la crescita della spesa corrente a scapito degli investimenti. Ciò ha comportato una drammatica diminuzione della “qualità” tecnologica della dotazione disponibile di strumenti elettromedicali, tutto ciò con ripercussioni inevitabili sulla qualità delle diagnosi e delle cure offerte ai cittadini.

Eppure, secondo la Dottoressa Calabi basterebbe poche e semplici azioni ben definite

Diffondere l’innovazione anche in Italia, così come è stato fatto in altri Paesi d’Europa è possibile: iva agevolata e incentivi di rottamazione, sono solo due delle possibilità che avremmo a disposizione

Il “cuore” di #innovazionesuonabene è un pannello interattivo raffigurante il corpo di un uomo e di una donna: chiunque si fermi per richiedere informazioni riguardo l’iniziativa riceve delle cuffie da collegare al pannello così da poter ascoltare i suoi di alcuni organi del corpo riprodotti in via esclusiva proprio per questa campagna da musicisti professionisti.

Le prime due tappe si #innovazionesuonabene hanno avuto luogo a Napoli prima dell’estate. La prossima sarà dal 28 al 30 ottobre a Genova per il Festival delle Scienze, e l’ultima a Roma nel mese di novembre per il Maker Faire 2017.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Assobiomedica
Quotidianosanità

Rispondi