Esempi di CSR: Eli Lilly e Sanofi

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Le buone pratiche di Corporate Social Responsibility non debbono essere necessariamente incentrate su grandi temi: anche prestare attenzione al territorio di cui si è parte è un’azione di responsabilità sociale. Altro tema importante ma trascurato è quello della comunicazione. I casi di Eli Lilly e Sanofi

La Corporate Social Responsibility e la sua adozione da parte delle aziende farmaceutiche in passato è stato un tema già trattato da alcuni post di MioPharma Blog, sia in generale sia attraverso l’analisi di politiche e di azioni di CSR messe in atto da alcune delle aziende farmaceutiche presenti in Italia.

Come sottolineato nel post intitolato La Corporate Social Responsibility delle aziende farmaceutiche italiane, non bisogna confondere le pratiche di CSR con la mera filantropia, oppure con la semplice elargizione di fondi a titolo benefico da parte di una singola azienda o del singolo imprenditore. La Corporate Social Responsibility, attuata in maniera coscienziosa, deve essere considerata una politica aziendale incentrata sul concetto di valore e utilizzata per comprendere quanto di questo valore sia il frutto della mera attività aziendale e quanto invece derivi da pratiche di responsabilità.

Ma come mettere in atto delle politiche credibili di CSR? E come comunicare il proprio impegno e i risultati ottenuti?

 

Un esempio di CSR in ambito Pharma

Quando si fa riferimento alle azioni di responsabilità adottate da una multinazionale, il pensiero corre immediatamente a campagne di carattere globale o di grande impatto mediatico. In realtà, non è sempre così e non è detto che pratiche di CSR di questa tipologia possano essere adatte per tutte le grandi realtà aziendali. Un’azienda, per essere socialmente responsabile, non deve necessariamente porsi obiettivi di carattere globale; anzi, nella maggior parte dei casi essa deve partire dall’analisi di se stessa e della realtà che la circonda. La qualità del prodotto offerto sul mercato, il rispetto del cliente, il rapporto che instaura con i suoi dipendenti, la selezione dei propri fornitori, la capacità di dialogare con gli altri soggetti, istituzionali o no, che sono presenti nei diversi livello, dell’ambito territoriale, economico e politico in cui è inserita: sono tutti fattori in apparenza scontati e con un limitato impatto mediatico ma che in realtà rappresentano la base necessaria per attuare qualsiasi pratica di responsabilità sociale.

A titolo di esempio, se si prende in considerazione l’esperienza di Eli Lilly in Italia si ha una dimostrazione pratica di cosa significhi creare una sinergia con gli stakeholder presenti sul territorio nel quale l’azienda ha la sua sede. Il post dal titolo Eli Lilly e la Corporate Social Responsibility conteneva già un accenno a questo attaccamento della multinazionale farmaceutica americana al territorio di appartenenza. Tuttavia, con l’evento intitolato Quando fare Sistema è possibile che ha avuto luogo lo scorso 5 giugno, Eli Lilly ha voluto evidenziare il suo forte senso di appartenenza al tessuto economico e sociale dell’area fiorentina.

Interventi volti a creare un unico plesso scolastico nel territorio del Comune di Sesto Fiorentino, alla creazione di infrastrutture a disposizione dei cittadini di questo stesso comune e di quelli di Campi Bisenzio, al rendere disponibili ulteriori spazi all’Università degli Studi di Firenze: sono tutti interventi molto mirati e diretti al territorio nel quale vivono e lavorano i dipendenti dell’azienda e i loro familiari, che inoltre portano un vantaggio anche per l’azienda in termini di ulteriori spazi disponibili per l’ampliamento dei propri impianti.

Tutto ciò è stato ben sottolineato dalle parole che Ilya Yuffa, VP & General Manager Italy Hub, ha pronunciato durante questo evento:

Tutto nasce dalla capacità di ascolto. Perché, così come nella nostra tradizione, abbiamo giocato un ruolo proattivo, sentendoci parte integrante della comunità in cui operiamo, e pertanto, ascoltando le esigenze del territorio, abbiamo coniugato queste con i nostri progetti di espansione territoriale.

Tutto ciò significa creazione di valore aziendale derivante da fattori quali reputazione, rapporti fra azienda e stakeholder, rispetto per il contesto in cui si opera.

 

Comunicare la responsabilità

La strada da percorrere è quella di creare “Valore Condiviso”, ovvero svolgere le proprie attività generando contemporaneamente valore per l’azienda ma anche per la società, rispondendo ai bisogni sociali del territorio attraverso il proprio business.

Da queste parole di Alexander Zehnder, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia, confermano che l’approccio alla CSR sopra illustrato è un “patrimonio” condiviso da altre aziende farmaceutiche presenti in Italia. Tuttavia, uno dei grossi limiti di quelle che fra queste ultime attuano delle pratiche di Corporate Social Responsibility è l’aspetto della comunicazione: nonostante alcuni esempi di grande indubbia qualità strategica e fattiva, nella generalità dei casi questo aspetto appare essere abbastanza trascurato.

Proprio Sanofi Italia, con la recente pubblicazione del suo report #CreareValoreInsieme ha offerto un ottimo esempio su come comunicare al pubblico le attività e i risultati delle pratiche di Corporate Social Responsibility

È un documento (Corporate Shared Value) che racconta i progetti che rafforzano la competitività dell’azienda migliorando allo stesso tempo le condizioni economiche e sociali della comunità, evidenzia il collegamento tra bisogni sociali e la strategia aziendale, misura e comunica il valore generato da progetti e iniziative dell’azienda.

Prendendo come riferimento i 17 Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030, messi a punto dalle Nazioni Unite in occasione della 70° Assemblea Generale che ha avuto luogo nel 2015, Sanofi Italia ha dettagliato come le sue attività (sia quelle legate alla propria attività caratteristica che quelle relative alle azioni di CSR) rispondano a questi punti e quanta parte del valore prodotto dall’azienda sia dedicato ad essi.

Il risultato è un corposo e completo rapporto sulla Corporate Social Responsibility, ma allo stesso tempo agile, di facile lettura e soprattutto in grado di evidenziare l’attività di responsabilità sociale della multinazionale francese nel nostro paese. Tutto ciò significa offrire al grande pubblico delle informazioni che migliorano l’immagine e la reputazione dell’azienda, favorendo così, in un ideale circolo virtuoso, la crescita del valore prodotto da Sanofi.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
#CreareValoreInsieme

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