Meridiano Sanità e Analisi della Spesa Sanitaria

Meridiano Sanità 2017
Copertina Meridiano Sanità 2017

 

Uno dei capitoli del Rapporto Meridiano Sanità 2017 è dedicato all’analisi delle caratteristiche della spesa sanitaria pubblica e privata, ma non solo: in esso sono presentati anche i risultati di uno studio previsionale il cui intento è determinare l’incidenza della spesa sanitaria italiana sul PIL fino al 2050

Negli ultimi decenni la spesa sanitaria pubblica è continuamente al centro dell’attenzione del dibattito politico-economico dei paesi avanzati: essendo dedicata ad un aspetto importante della vita come lo è quello della salute, la quantità di risorse economiche ad essa dedicata rappresenta una delle maggiori criticità da affrontare in un momento storico caratterizzato da uno stretto controllo della spesa pubblica come lo è quello attuale.

A rimarcare l’importanza di questo argomento, come già avvenuto nelle edizioni precedenti, all’interno del Rapporto Meridiano Sanità 2017, redatto da The European House-Ambrosetti e presentato a Roma lo scorso 14 novembre, è stato dedicato un intero capitolo che analizza le dinamiche della spesa sanitaria europea ed italiana.

Dal Rapporto si apprende non solo che la spesa sanitaria pubblica italiana è più bassa della media europea sia come quota sulla spesa pubblica totale (14,1%) sia in relazione al PIL (6,7%), ma anche che negli ultimi cinque anni la spesa è risultata essere sostanzialmente invariata: dal 2010 al 2016, la crescita della spesa sanitaria pubblica italiana è stata pari ad un -0.1% annuo, mentre negli altri tre principali paesi dell’UE (Germania, Francia, UK), essa è cresciuta da in modo più o meno consistente.

spesa_sanitaria_pubblica_privata_meridiano_sanita

confronto_spese_sanitarie_paesi_europei

Questa stabilità nella crescita della spesa sanitaria pubblica italiana, associata ad un aumento della spesa sanitaria totale, ha fatto sì che la spesa sanitaria privata abbia registrato un discreto incremento annuale, raggiungendo nel 2016 la cifra di 35,2 miliardi di Euro (erano 27 miliardi di Euro nel 2010). Nel 2016 bene il 91% della spesa sanitaria privata è stata out-of-pocket, mentre per il rimanente 9% si è trattato di spesa intermediata (assicurazioni). A sua volta, il 90% della spesa out-of pocket è stata al netto delle compartecipazioni.

La tendenza all’aumento della spesa sanitaria privata e soprattutto di quella out-of-pocket (ben il 24% in più negli ultimi anni) evidenzia uno stato di sofferenza del nostro sistema sanitario che, a causa di un progressivo sottofinanziamento, fa molta fatica a garantire ai cittadini anche le prestazioni sanitarie essenziali. Ciò sottolinea ancora di più la presenza di una forte criticità nell’accesso alle cure e sancisce una disparità fra coloro che hanno i mezzi necessari per potersi rivolgere alle strutture private per ottenere le prestazioni sanitarie loro necessarie e coloro che invece non hanno le risorse economiche occorrenti per fare ciò.

Ma la disparità più accentuata continua a rimanere quella esistente fra le varie Regioni italiane, in particolare fra quelle del Nord e del Sud Italia, con le prime che presentano i più alti livelli di spesa pro capite sia per quanto riguarda la componente pubblica che per quella privata. Sono soprattutto le regioni sottoposte ai Piani di Rientro ad aver registrato i più bassi livelli di spesa.

Anche l’analisi di come si sono evoluti nel tempo i vari capitoli di spesa presenta dei dati interessanti a riconferma di quanto già riportato in numerosi precedenti post di questo blog. Nel corso dell’ultimo decennio la spesa farmaceutica convenzionata ha conosciuto un vero e proprio tracollo (-34,5% a livello nominale e -42,0% in termini reali), mentre la spesa ospedaliera è rimasta pressoché stabile (ma solo in termini nominali). Sono aumentate, invece, la quota relativa all’assistenza medico-generica e specialistica, e quella che ricomprende i servizi per prestazioni non classificate, l’assistenza riabilitativa, integrativa e protesica.

Infine, oltre all’analisi della spesa sanitaria passata, in questo capitolo del rapporto Meridiano Sanità viene sviluppato un modello previsionale per determinare quale possa essere l’incidenza della spesa sanitaria da oggi fino al 2050. Per fare ciò, sono stati individuati quattro driver di riferimento:

  • la variazione della numerosità della popolazione italiana (che nel 2050 dovrebbe raggiungere i 62,5 milioni di abitanti);
  • la variazione del mix demografico (nel 2050 la popolazione con più di 65 anni dovrebbe raggiungere il 34% del totale);
  • la variazione (si spera in positivo) del reddito disponibile;
  • l’elasticità della spesa sanitaria pro capite in relazione al reddito disponibile.

Il modello approntato da Meridiano Sanità tiene conto anche di quello che potrebbe essere l’evoluzione del quadro epidemiologico della popolazione, soprattutto per quel che riguarda l’incidenza di diabete e obesità.

In virtù della variazione della numerosità della popolazione e del mix demografico, della crescita del PIL e dell’elasticità della spesa sanitaria pro capite rispetto al PIL pro capite, la spesa sanitaria pubblica nel 2050 rappresenterà il 9,4% del PIL, ben 2,7 punti percentuali in più rispetto all’incidenza attuale, e pari a 251 miliardi di euro. Includendo nel modello anche la variazione del quadro epidemiologico (diabete e obesità), l’incidenza della spesa sanitaria sul PIL sale al 9,8%, per un valore pari a 259 miliardi di euro.

Di certo uno scenario non molto rassicurante se parametrato all’attuale quadro normativo e finanziario dell’attuale sistema sanitario italiano.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Meridiano Sanità 2017

Rispondi