Ultraspecialisti: il paziente al centro

Un network di medici altamente specializzati a disposizione dei pazienti che si registrano sulla piattaforma di Ultraspecialisti: ecco il servizio offerto da questa startup innovativa, che si avvale della tecnologia per garantire al paziente il soddisfacimento dei suoi bisogni salute

Oggigiorno si parla molto di centralità del paziente, dell’importanza di soddisfare i suoi bisogni e permettergli di usufruire di tutti quei servizi necessari per garantire la sua salute e il suo benessere. Mettere il paziente al centro della propria azione richiede una forte attitudine all’ascolto e la capacità di comprendere quale possa essere l’offerta da rendere disponibile per colmare un’esigenza non (o solo parzialmente) soddisfatta.

Fra le realtà che si occupano di healthcare, non sono molti i casi concreti nei quali è possibile riscontrare una trasposizione nella pratica di quanto enunciato in teoria, circa l’importanza di considerare il paziente il vero protagonista del proprio intervento. Di sicuro, la startup innovativa Ultraspecialisti è uno degli esempi di come la teoria e la pratica riferite a questo tema possano coincidere, e ciò appare subito chiaro non appena si discorre con Antonio Sammarco, Co-Fondatore e Amministratore Delegato di questa iniziativa

Ultraspecialisti è da considerare in primis un servizio reso disponibile agli utenti che vi aderiscono piuttosto che una piattaforma digitale. Un servizio che consiste in un insieme di conoscenze e competenze al servizio della salute.

Un servizio che vuole offrire una risposta alla crescente disomogeneità del sistema sanitario italiano e al conseguente aumento del fenomeno della mobilità sanitaria, che vede pazienti delle regioni del Sud Italia cercare una speranza di guarigione recandosi presso i centri di eccellenza presenti nelle regioni del Nord del paese, realtà che Antonio Sammarco ha potuto constatare di persona in quanto nato e cresciuto nel Sud Italia

L’idea alla base di Ultraspecialisti è quella di creare una community di medici con una competenza verticale sulla patologia da loro trattata: ciò significa che abbiamo avviato, e abbiamo intenzione di estendere ancora di più, delle collaborazioni con medici altamente specializzati. L’utente, o meglio il paziente, è così in grado di individuare e contattare da remoto lo specialista più adatto in relazione alla patologia che lo ha colpito (o colpito uno dei suoi familiari).

La soluzione offerta da Ultraspecialisti è vantaggiosa sicuramente per il paziente, ma anche per lo specialista: infatti essa consente al medico di regolare il flusso dei contatti e di gestire al meglio il rapporto con il paziente secondo degli step ben precisi.

Una cosa che mi preme sottolineare a garanzia del paziente è che il livello di preparazione dello specialista è garantito da Ultraspecialisti dopo un attento screening della sua preparazione e della sua esperienza clinica.

Ma come funziona la piattaforma di Ultraspecialisti? Quali sono i passaggi operativi che caratterizzano il suo business model?

Dopo la registrazione e l’inserimento del proprio profilo, il paziente individua e seleziona non solo la patologia, ma anche e soprattutto la sotto-specializzazione di suo interesse. Fatto ciò, il paziente effettua la scelta del medico e provvede a contattarlo, inviando nel contempo tutta la documentazione clinica necessaria per permettere allo specialista di emettere una diagnosi. Lo specialista interpellato garantisce la sua risposta entro cinque giorni a partire dal momento in cui dichiara di avere tutte le informazioni occorrenti per formulare una diagnosi. Ottenuta la risposta da parte dello specialista, il paziente (o il caregiver) ha tempo dieci giorni per rispondere. Infine, il rapporto medico-paziente può interrompersi qui oppure proseguire fino alla presa in carico del paziente da parte dello specialista. Chiaramente ci possono essere delle “deviazioni” da questo percorso, ma quanto illustrato rappresenta il funzionamento ideale del processo da noi studiato e realizzato.

Da questa prospettiva, appare chiaro come la piattaforma web sia uno strumento operativo utile per gestire un processo ben studiato in funzione delle esigenze del paziente. Una piattaforma che, tuttavia, garantisce un grado di sicurezza elevato nella trasmissione e nelle conservazione dei dati, in considerazione della sensibilità delle informazioni in essa custodite. Ma i servizi offerti da Ultraspecialisti non si limiteranno solamente a questo aspetto

Abbiamo in programma di potenziare la piattaforma con nuove funzionalità, come ad esempio quella del videoconsulto, necessario per offrire un servizio di supporto psicologico a pazienti, caregiver e familiari.

Le potenzialità di Ultraspecialisti e del suo modello di business possono permettere alla startup di offrire delle collaborazioni anche ad altri soggetti diversi dal semplice utente

Stiamo valutando l’opportunità di collaborare con le compagnie assicurative per offrire loro il servizio di “second opinion”. Inoltre, vogliamo offrire i nostri servizi anche agli ospedali e alle strutture sanitarie sia italiane che estere. Un ulteriore campo di intervento potrebbe essere quello dei Trials Clinici e ciò ci permetterebbe di avviare delle collaborazioni con le Aziende Farmaceutiche.

Ma da dove nasce l’idea di Ultraspecialisti? La risposta di Antonio Sammarco in proposito rappresenta anche un’indicazione per tutti coloro che hanno intenzione di avviare una propria iniziativa

L’idea di Ultraspecialisti è nata dall’esperienza diretta mia, di mia moglie (medico oncologo), e di altri suo colleghi specialisti: a causa della loro professione, gli specialisti sono ricercati in qualsiasi momento da persone bisognose di aiuto. E’ da qui che abbia pensato di implementare un servizio che potesse essere di utilità sia per il paziente che per il medico. Ciò ha comportato l’assunzione di tanti rischi ma anche di avere tante soddisfazioni. Il consiglio che darei a una persona che vuole avviare una propria iniziativa è quello di avere un know-how di partenza relativo all’area nella quale si vuole agire, e se manca questa conoscenza di base occorre costruirsela, non solo studiando ma anche collaborando con altre persone dotate di quelle competenze adatte per poter far crescere il proprio progetto.

 

Dino Biselli

 

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