Innovazione e CDMO: il Report di Prometeia

 Report 2017 CDMO Prometeia

Il comparto CDMO si conferma uno dei più in salute di tutto il settore Life Science con un valore della produzione nella UE pari a 7, 6 miliardi di Euro (in crescita del 25% rispetto allo scorso anno) con le aziende italiane che confermano il loro primato nella generazione del valore. Tuttavia, il report “Le Imprese del Conto Terzi Farmaceutico in Italia: Network e Digitalizzazione” di Prometeia offre delle preziose indicazioni su quali siano le caratteristiche del comparto CDMO italiano

Come confermato dai dati resi disponibili da numerosi studi e statistiche, negli ultimi anni il settore del Life Science in Italia ha conosciuto nel suo insieme un buon ritmo di crescita, contribuendo in tal modo a mitigare gli effetti della stagnazione economica che ha caratterizzato l’economia italiana nel suo complesso. Uno dei comparti che ha contribuito a questo aumento di valore è stato sicuramente quello del CDMO (Contract Development and Manufacturing Organization) che raggruppa in sé le aziende farmaceutiche che sviluppano e producono farmaci “per conto” delle grandi multinazionali del farmaco.

Tale evoluzione positiva trova conferma nello studio Le Imprese del Conto Terzi Farmaceutico in Italia: Network e Digitalizzazione realizzato e presentato da Prometeia a Milano lo scorso 6 ottobre in occasione di un incontro organizzato da Farmindustria dedicato proprio a questo tema. Lo studio è l’aggiornamento dell’indagine intitolata Il CDMO Farmaceutico, un’eccellenza dell’industria in Italia realizzata nel 2016 sempre da Prometeia e già analizzata in un precedente post di MioPharma Blog.

I dati contenuti in questo rapporto offrono un quadro di insieme del comparto del CDMO in Italia e dimostrando come quest’ultimo abbia consolidato la sua leadership rispetto a quelli degli altri paesi europei e come la sua crescita sia stata favorita in larga parte dalle produzioni più innovative.

Tuttavia, le informazioni più interessanti fornite dal rapporto 2017 di Prometeia sono quelle relative alla composizione della filiera del comparto CDMO e alle innovazioni su cui hanno investito (e continuano ad investire) i player del settore. Infatti, le aziende CDMO, oltre a investire 1,7 volte in più della media dell’intero settore manifatturiero, nel periodo 2014/2016 hanno aumentato i loro investimenti mediamente dell’8%, dedicando circa il 75% degli investimenti totali all’introduzione di nuove linee produttive o all’ammodernamento di quelle esistenti.

Inoltre, ben il 70% degli investimenti delle imprese CDMO è stato dedicato all’introduzione di nuove tecnologie anche se viene segnalato che esistono tuttora dei margini di miglioramento nell’innovazione digitale applicabile all’intero processo produttivo e ai processi informativi ed amministrativi. Infatti, le aziende del comparto CDMO sono fra le più attive nell’implementazione delle tecnologie 4.0, con una buona percentuale di impianti e macchinari già oggi integrati (soprattutto per quanto riguardo l’impiantistica, le linee produttive e le attrezzature di laboratorio) ma con una potenziale di integrazione ancora abbastanza considerevole che, se effettivamente messo in atto, consentirebbe di ottenere una quota di macchinari integrati pari all’80% del totale.

Sempre in riferimento alle tecnologie 4.0, il rapporto segnala come attualmente queste ultime siano state implementate principalmente nell’ambito del controllo e della gestione in remoto degli impianti, ma rileva anche che nel prossimo futuro le aziende del comparto CDMO prevedono di dedicare una consistente quota degli investimenti tecnologici in ambito 4.0 alla gestione della value chain.

Un’altro aspetto assolutamente non secondario analizzato dal rapporto riguarda l’indotto industriale del CDMO: lo studio quantifica il valore della produzione da esso generato in 1,4 miliardi di Euro, due terzi dei quali derivanti dagli input produttivi (ad esempio: principi attivi, eccipienti, packaging). Ciò che è interessante è la suddivisione interna di questi input produttivi: il packaging (sia esso primario che secondario) rappresenta il 49% del totale degli acquisti degli input, mentre i principi attivi raggiungono una quota del 25%.

La forza della filiera è considerata dai CDMO un aspetto essenziale per garantire loro flessibilità – elemento fondamentale per rispondere velocemente alle richieste di clienti sempre più esigenti – permettendo al contempo efficienza sul fronte dei costi. La forza della filiera è un importante asset per attrarre investimenti in CDMO nel nostro Paese, fattore che rafforza il posizionamento competitivo delle imprese attive in Italia e permette al comparto di consolidare la propria leadership in Europa

Tutto ciò sopra descritto determina la qualità della produzione del comparto CDMO italiano, fatto confermato dall’alta percentuale della produzione esportata (circa il 70%) e dalla tipologia di clientela delle aziende CDMO italiane, costituita per la quasi totalità da multinazionali.

In conclusione, per far sì che il comparto italiano del CDMO riesca a mantenere e consolidare ulteriormente il suo primato continentale occorre che le aziende che fanno parte della sua filiera continuino ad investire per aumentare la propria efficienza e la loro velocità nel rispondere alle esigenze del mercato. Inoltre, secondo le conclusioni del rapporto di Prometeia, è necessario anche che si provveda ad un aggiornamento continuo del contesto regolatorio allo scopo di rendere il settore più competitivo e pronto a recepire appieno le opportunità offerte dalla tecnologia 4.0

 

Dino Biselli

 

Fonti principali
Rapporto CDMO 2017 – Prometeia
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