Il Contrasto alla Resistenza agli Antibiotici

Farmaci e antibiotici

L’antibiotico-resistenza è diventata una minaccia per la salute di milioni di persone e al momento non esistono molti farmaci innovativi in grado di poterla contrastare. A livello globale l’OMS è riuscita ad imporre all’attenzione dell’ONU un piano in proposito e anche la Commissione Europea ne ha adottato uno per i paesi UE. La situazione italiana relativa alla resistenza degli antibiotici presenta forti criticità e lo scorso novembre è stato adottato un piano di azione per affrontare efficacemente il problema

Gli antibiotici hanno avuto un ruolo di primissimo piano in medicina durante il XX secolo: è grazie alla loro scoperta che è stato possibile affrontare infezioni microbiche fino ad allora considerate incurabili e salvare milioni di vite umane. Tuttavia, il loro successo è stato talmente importante che in nel recente passato sono stati impiegati in modo massiccio (e in molti casi, del tutto improprio). Proprio l’abuso nel loro utilizzo ha causato l’insorgere dell’antibiotico-resistenza acquisita, vale a dire della sempre maggiore capacità dei batteri di resistere all’azione degli antibiotici.

L’antibiotico-resistenza è oggi considerata una delle maggiori minacce alla salute della popolazione mondiale, tanto da essere stata ricompresa nell’agenda del summit dei Ministri della Salute del G7 che ha avuto luogo a Milano lo scorso novembre. Si stima infatti che nel 2050 a livello mondiale le morti dovute all’antibiotico-resistenza saranno più di 10 milioni ogni anno.

Nel 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), in collaborazione con la FAO e la World Organization for Animal Health (OIE) hanno messo a punto il Global Plan on Antimicrobial Resistance con il quale è stato messo a punto un piano di azione globale per contrastare l’antibiotico-resistenza. Tale piano è stato poi discusso nel 2016 dall’Assemblea Generale dell’ONU ed è divenuto parte della dichiarazione finale composta di quindici punti che impegnano i paesi membri delle Nazioni Unite nel raggiungimento di una serie di obiettivi di salute pubblica.

Nel novembre 2017 il WHO ha pubblicato un report intitolato Antibacterial Agents in Clinical Development con il quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha descritto una situazione sicuramente non buona per quello che riguarda lo sviluppo di nuovi antibiotici in grado di superare la crescente minaccia della resistenza antimicrobica. Su 51 nuovi antibiotici e farmaci biologici in sviluppo clinico per il trattamento di agenti patogeni (l’OMS ha individuato 12 classi di patogeni prioritari), tubercolosi, e dell’infezione mortale da Clostridium difficile, solo otto sono stati classificati come trattamenti innovativi in grado di aggiungere valore a quelli già disponibili.

Sulla scia del piano dell’OMS, nel giugno 2017 la Commissione Europea ha presentato il proprio piano quinquennale (2017-2022) per contrastare l’antibiotico-resistenza. La parola d’ordine che lo caratterizza è One-health, vale a dire analizzare ed affrontare il fenomeno della resistenza agli antibiotici a livello continentale attraverso l’adozione di indicatori comuni a tutti i paesi Ue per consentirne il monitoraggio negli esseri umani, negli allevamenti e nell’ambiente. Lo scopo è quello di di arginare (o almeno nel tentare di farlo) gli effetti della resistenza microbica che oggi è causa di 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti e di 25 mila morti in Europa.

In questo quadro, l’Italia deve affrontare una situazione che presenta maggiori criticità rispetto a quanto accade in media nel resto del continente, come testimoniato dai dati resi noti dal Rapporto Istisan 17/18. Nel periodo 2013-2016 sono stati segnalati 5.331 casi di batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi o produttori di carbapenemasi, con una incidenza sulla popolazione che, a seconda del microrganismo segnalato, nel 2014 e nel 2015 variava in un range compreso fra 2,5 e 3,3 casi per 100.000 abitanti.

Le cause della criticità italiana a riguardo sono varie: una di queste è di tipo culturale e riguarda l’ampio uso ed abuso di antibiotici sia a livello umano che animale (in Italia si utilizzano ogni giorno 27,8 dosi di antibiotico ogni 1.000 abitanti), mentre un’altra è di tipo strutturale, dovuto alla scarsa capacità di isolare i pazienti affetti da micro-organismi resistenti dal resto della popolazione ospedaliera. Inoltre, nel nostro paese si registra ancora un basso consumo di soluzioni alcoliche per le mani e una certa difficoltà nel seguire le pratiche di corretta igiene indicate nelle linee guida dell’OMS.

Per cercare di far fronte a questa situazione, nel settembre 2017 il Ministero della Salute ha predisposto il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020 (Pncar), approvato il 2 novembre 2017 con Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Il Piano prevede due fasi: una di breve termine (2017-2018) concentrata fondamentalmente sull’assicurare che le diverse istituzioni centrali e regionali diano il loro contributo all’implementazione e al coordinamento delle attività previste dal Piano, sulla definizione e sul reperimento delle risorse, e sul monitoraggio (con relativo aggiornamento periodico) del piano in base ai risultati ottenuti; una di lungo termine (2017-2020) che ha come obiettivo l’adozione di programmi di contrasto dell’antibiotico-resistenza da parte di ogni Regione e la promozione di un approccio inter-settoriale al problema che veda coinvolta non solo la medicina umana ma anche quella veterinaria, e che prenda in considerazione tutti i diversi servizi disponibili, da quelli di tipo preventivo a quelli assistenziali.

Gli scopi ultimi di questo piano sono di limitare il consumo di antibiotici (del 5% in ambito ospedaliero e del 30% in ambito veterinario) e di ridurre la prevalenza e l’incidenza di casi di resistenza antimicrobica in modo rientrino nelle numerosità previste da tutta una serie di indicatori in esso riportati. Tutto ciò dovrà avvenire entro il 2020 e proprio questo sarà quindi un anno cruciale per valutare se le azioni messe in campo oggi e nel prossimo futuro per il contrasto dell’antibiotico-resistenza saranno state efficaci o meno.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Quotidianosanità
Aboutpharma – Dall’Europa nuovo piano contro la resistenza agli antibiotici
Aboutpharma – Antibiotico-resistenza, il Piano del ministero
Aboutpharma – Resistenza agli antibiotici in Italia, è allarme
Rapporto Istisan 17/18

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