Il Gaming per la Salute: l’esperienza di Imaginary

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Le parole della Dottoressa Lucia Pannese illustrano come lo scopo di Imaginary, azienda innovativa attiva nel campo della gamification e dei serious games for health in ambito medico e sanitario, è quello di creare dei prodotti tecnologicamente avanzati e disegnati sul target di destinazione che comunque abbiano, direttamente o indirettamente, il paziente come punto di riferimento

La digital health sta diventando un ambito sempre più importante dell’intero comparto delle Life Sciences, e fra i vari settori che la compongono quello della gamification sta assumendo un ruolo di primo piano. Infatti, l’ideazione e la realizzazione di serious game utili in ambito medico e sanitario sono attività che caratterizzano molte delle startup innovative avviate nel corso di questi ultimi anni. Ma esistono anche aziende che hanno scommesso sui game for ehealth quando ancora questi ultimi rappresentavano delle vere e proprie incognite, ed Imaginary è una di queste.

Le parole della Dottoressa Lucia Pannese, fondatrice e attuale CEO di Imaginary, descrivono al meglio quali sono state le ragioni che hanno indotto ad effettuare questa scelta:

All’epoca della fondazione dell’azienda era già chiaro che l’e-learning aveva fallito il suo obiettivo e noi abbiamo voluto proporre delle modalità di formazione esperienziali altamente motivanti per il discente, che lo ponessero al centro del processo di formazione.

Le aree di competenza di Imaginary sono tre: Training and Education, Smart Cities and Communities, Health and Care. Proprio l’esperienza maturata in quest’ultima ha fatto sì che Imaginary sia diventata una dei principali player nella digital health. I suoi progetti possono avvalersi di tutte le principali potenzialità rese disponibili dalla tecnologia digitale: da tablet e smartphone, all’IoT, fino all’intelligenza artificiale.

Le nostre principali peculiarità sono fondamentalmente due: l’attenzione al/ai target di riferimento di ogni progetto e la multidisciplinarietà dei nostri gruppi di lavoro. I nostri progetti sono implementati per essere utilizzati sia dai professionisti sanitari (medici, infermieri, tecnici, ecc…) sia dai pazienti, e vengono ideati e realizzati coinvolgendo persone e professionisti che rientrano nelle specifiche categorie di end-users alle quali è rivolto un determinato prodotto.

Tuttavia, sia in modo diretto che indiretto, Imaginary pone sempre il paziente come punto di riferimento di ogni sua realizzazione.

Quando uno dei nostri progetti ha il paziente come utilizzatore finale, il processo di realizzazione è suddiviso in più fasi e prevede di volta in volta la partecipazione di specifiche professionalità che vengono coinvolte nella progettazione tenendo conto di quale sia il target al quale esso è destinato.

In genere, si ha una prima fase di ideazione con un primo confronto sia con i specialisti che con i pazienti, così da comprendere quali debbano essere gli obiettivi del progetto, il bisogno di salute da soddisfare e altri aspetti collegati. Il passo successivo è la creazione di un prototipo e la sua verifica da parte degli specialisti e dei pazienti: se il prototipo passa questi due “test”, vengono recepite e apportate le eventuali correzioni richieste e si procede con la realizzazione di un prototipo funzionante. Anche quest’ultimo viene sottoposto a verifica, prima dagli specialisti e poi dai pazienti: superate entrambe questi due ultimi passi e apportate le ulteriori correzioni richieste, il prodotto è pronto per essere utilizzati dagli end-users. Inoltre, è sempre possibile, quando necessario o consigliabile, aggiungere ulteriori step a quelli appena riportati.

Come appare chiaro da questa breve descrizione della Dottoressa Pannese, il paziente ha un ruolo assolutamente centrale in tutte le fasi del processo di creazione di una soluzione e collabora con i professionisti sanitari alla definizione del prodotto finale. Ma il paziente è il riferimento principale, seppur indiretto, anche in quei progetti di gaming che non lo vedono coinvolto direttamente.

In collaborazione con il Singapore General Hospital abbiamo sviluppato un training game denominato Resuscitation Game con lo scopo di offrire tutta la formazione necessaria ai professionisti (medici, infermieri, ostetriche e responsabili della strumentazione tecnica) della rianimazione neonatale. Un progetto complesso, molto articolato e caratterizzato da vari scenari: l’obiettivo è quello di dare un aiuto al professionista nel momento in cui deve intervenire nelle varie situazioni che si possono verificare in sala operatoria. L’accuratezza in ogni minimo dettaglio che caratterizza questo progetto non è solamente finalizzata ad offrire uno strumento di formazione realistico che possa preparare al meglio l’utente diretto, ma principalmente a garantire i pazienti (in questo caso neonati) che i professionisti sanitari presenti in sala operatoria al momento dell’operazione siano efficacemente addestrati e adeguatamente preparati a svolgere il loro compito.

Il metodo di lavoro e la qualità dei prodotti realizzati ha permesso ad Imaginary di affermarsi non solo in Italia ma anche all’estero. La partecipazione a numerosi progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea ha dato modo ad Imaginary di stringere numerosi rapporti di collaborazione con partner italiani e esteri.

I principali clienti di Imaginary sono: aziende ospedaliere, aziende sanitarie territoriali, centri di riabilitazione, residenze per anziani, aziende farmaceutiche e di medical device, e, infine, la Pubblica Amministrazione (in particolare il Ministero della Salute e le Regioni).

Infine, in considerazione della sua rilevante esperienza e dei risultati fin qui ottenuti, la Dottoressa Pannese offre il seguente consiglio a tutti coloro che vogliono avviare una propria iniziativa:

Secondo la mia esperienza, occorre prima avere una visione di quale sia l’ambiente nel quale la nuova impresa si troverà ad operare. Come prima cosa io farei delle chiacchierate con esperti di materie molto eterogenee fra di loro proprio per capire se e come la mia idea potrebbe essere percepita ed accolta dal pubblico. Inoltre, mettendomi in gioco anche come persona, cercherei di rendere la mia persona più credibile possibile per il ruolo che vorrei ricoprire.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Imaginary

 

Ulteriori Risorse
Rehability
Resuscitation: training game per la rianimazione neonatale
MyCyFAPP: il gioco per bambini con la Fibrosi Cistica

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