Le infografiche di Assobiomedica: il Rapporto PRI

 Rapporto PRI 2017 Assobiomedica

L’industria italiana dei medical device nel 2016 ha presentato dei dati positivi nonostante ci sia stato un leggero calo sul fronte del mercato interno. Esistono delle opportunità da cogliere nel prossimo futuro che potranno concretizzarsi se si aumenterà l’impegno negli investimenti in ricerca ed innovazione. I dati del “Rapporto Produzione Ricerca e Innovazione” di Assobiomedica

Come sottolineato più volte in vari post di questo blog, il settore delle Life Sciences si compone di varie industry tutte orientate, in misura più o meno assidua, all’innovazione e al miglioramento continuo di quanto offerto ai propri clienti. Una di queste sta assumendo un ruolo sempre più importante in ambito nazionale ed europeo sia nella ricerca scientifico-medicale che in campo economico-produttivo nazionale nel suo complesso: l’industry dei medical device. Questa crescente importanza è testimoniata dai numeri contenuti nell’edizione 2017 dell’annuale Rapporto PRI – Produzione Ricerca e Innovazione,redatto da Assobiomedica, che, contrariamente all’usuale forma di ebook, quest’anno è stato presentato sotto forma di dodici infografiche.

Dati mercato rapporto pri 2017 Assobiomedica
Infografica 1 del Rapporto Pri – Assobiomedica

Come si può osservare dall’infografica riportata qui sopra, il totale del valore della produzione riferito al 2016 è stato pari a 16,3 miliardi di Euro, di cui circa il 70% è stato destinato al mercato interno e il 30% all’export (aumentato di un buon +4,8%).

Nonostante l’incremento dell’export sia stato sensibilmente maggiore di quello dell’import (che ha segnato un +1,6%), quest’ultimo si è attestato su una cifra assoluta pari a 6,8 miliardi di Euro. Nonostante la costante crescita di questi ultimi anni, le aziende italiane del biomedicale dovranno impegnare maggiori risorse nella promozione dei loro prodotti nei paesi esteri poiché ad oggi l’Italia si posiziona al tredicesimo posto al mondo per le esportazioni di questo settore.

Riguardo alla quota di produzione rivolta al mercato interno (in calo dell’1,6%), circa 7,35 miliardi di Euro sono stati generati dalla sanità pubblica, mentre i restanti 3,93 miliardi di Euro sono stati ottenuti dal settore della sanità privata. Delle 3.883 imprese che operano nel settore (che impiegano circa 76.000 addetti, di cui il 7,3% è dedicato alla R&S e il 36% è laureato), alle quali vanno aggiunte anche 349 startup, ben il 95% sono PMI.

L’industry dei medical device è suddivisa in sette comparti:

  • biomedicale;
  • biomedicale strumentale;
  • borderline;
  • attrezzature tecniche;
  • servizi e software;
  • diagnostica in vitro;
  • elettromedicale.

Nell’infografica riportata qui sotto sono indicate le percentuali di aziende di questo settore che nel 2016 rientravano in ogni singolo comparto e si può così osservare come la quota complessiva dei player attivi nel biomedicale nel suo complesso (biomedicale e biomedicale strumentale) è stati pari al 64% del totale.

Imprese medical device e suoi comparti Rapporto pri 2017 Assobiomedica
Infografica 3 del Rapporto Pri – Assobiomedica

Uno dei punti di debolezza delle aziende italiane del settore è quello relativo alla registrazione di nuovi brevetti, in quanto il nostro paese in questa particolare classifica si posiziona al dodicesimo posto. Tuttavia, a fine 2016 gli investimenti in R&I assorbivano un totale di 1,1 miliardi Euro, pari al 7% del fatturato totale, e sicuramente dovranno aumentare sensibilmente nel prossimo futuro sia per rispondere ai mega trend che stanno caratterizzando il settore dei dispositivi medici a livello globale sia per poter approdare al modello innovativo della medicina delle 4P (Preventiva, Personalizzata, Predittiva, Partecipativa).

Trend Tecnologici e dispositivi medici rapporto pri 2017 Assobiomedica
Infografica 8 del Rapporto Pri – Assobiomedica

Ancora di più che nella farmaceutica, l’industria di medical device è concentrata soprattutto nel Nord Italia, con la sola regione Lombardia che assomma sul suo territorio il 30% di tutte le aziende che fanno parte della industry e il 35,8% del valore delle esportazioni di dispositivi medici. Inoltre, la somma delle startup presenti in Lombardia ed Emilia-Romagna è pari al 37% del totale di settore.

Le prospettive di crescita per il settore sono promettenti sia per il mercato interno che per il mercato estero. Sul fronte interno esiste da tempo la necessità di sostituire una rilevante quota dei medical device oggi in uso presso le strutture ospedaliere ed ambulatoriali, soprattutto pubbliche. Per quanto riguarda i mercati esteri, esistono ad oggi delle opportunità da cogliere principalmente in due mercati extraeuropei quali gli USA e, in particolare, la Cina. Tali opportunità potranno realizzarsi se saranno aumentati gli investimenti in ricerca e innovazione, continuando ad alimentare un trend che negli ultimi anni ha favorito la nascita di nuove realtà imprenditoriali attive nei medical device caratterizzate da un tale tasso di innovazione e creatività che ha pochi paragoni nel panorama produttivo italiano.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Assobiomedica – Rapporto PRI

Rispondi