Sanità Digitale in Italia: a che punto siamo

technology of the future

In occasione dell’inaugurazione della nuova legislatura e in attesa dell’insediamento di un nuovo governo, viene offerta una breve situazione sull’avanzamento degli investimenti digitali nella sanità italiana prendendo come riferimento dei contributi su Agenda Digitale scritti da alcuni protagonisti del settore


Con il superamento del primo trimestre di questo 2018, il completamento del processo elettorale che all’inizio di questo mese ha portato gli italiani alle urne, e restando in attesa che si insedi un nuovo governo, è utile fare il punto della situazione su quello che rappresenta un ambito che sta diventando sempre più strategico per tutto il mondo della sanità: la digital health nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Per poter avere un quadro riassuntivo rapido e completo di quale sia la situazione attuale a riguardo e quali invece possano essere gli sviluppi futuri realizzabili ed auspicabili, il sito web di Agenda Digitale, testata diretta da Alessandro Longo, mette a disposizione dell’utente tutta una serie di interventi ed articoli dedicati all’evoluzione del mondo digitale in sanità scritti da esperti del settore come il Professor Mariano Corso e la Dottoressa Chiara Sgarbossa, rispettivamente Responsabile Scientifico e Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, o dai protagonisti che sono parte attiva del mondo della sanità italiana come la Dottoressa Tiziana Frittelli, Presidente di Federsanità Anci, e come il Dottor Paolo Colli Franzone, Presidente dell’Osservatorio Netics. E di carne sul fuoco, come si suol dire, ce n’è molta. Di seguito vengono riportati tre esempi di quelli che sono i progetti più avanzati nel campo della digital health nella sanità italiana.

Fascicolo Sanitario Elettronico

Nonostante non sia ancora diffuso in tutte le regioni italiane, presenti alcune criticità per quanto riguarda la facilità di consultazione di quello che è diventato un contenitore di informazioni sanitarie davvero molto ampio, e permangano difficoltà di integrazione fra i dati sanitari territoriali e quelli ospedalieri, fra quelli della sanità privata e quelli della sanità pubblica e, infine, fra i dati sanitari e quelli assistenziali, il Fascicolo Sanitario Elettronico rappresenta uno dei progetti digitali più avanzati della sanità italiana. I numeri sono incoraggianti: 16 regioni attive; 11.484.678 fascicoli attivati e 36.835.693 referti digitalizzati. Tuttavia occorre aumentare l’interoperabilità regionale affinché esso possa iniziare a dimostrare quale sia il suo effettivo potenziale.

Ricetta Elettronica

Altro progetto digitale che ha raggiunto buoni risultati in considerazione dell’elevata percentuale di e-prescription emesse sul totale delle ricette “rosse”. Rimane ancora del lavoro da fare per eliminare il “residuo” promemoria cartaceo (ad oggi solo la provincia di Trento ha completamente digitalizzato questo processo) e per dematerializzare anche le prescrizioni emesse dai medici specialisti.

PDTA e Telemedicina

I progetti di interscambio di dati attraverso la digitalizzazione dei Percorsi Diagnostico Terapeuti Assistenziali sono ancora limitati anche se in costante crescita, come anche anche i progetti di telemedicina. Tuttavia, la difficoltà nell’avanzamento dell’adozione di questi strumenti segnala sì una possibile mancanza di accuratezza nella valutazione del contesto di riferimento e delle scelte tecnologiche effettuate, ma anche, se non soprattutto, una inefficace gestione del cambiamento: detta in parole povere, molto spesso non si è in grado di motivare l’operatore al pieno utilizzo di una nuova tecnologia quando quest’ultima viene introdotta nella gestione di un determinato processo.

 

Nonostante criticità, ostacoli e problematiche tuttora da risolvere, quelli descritti rappresentano il frutto di investimenti passati (ed ancora in corso) che stanno comunque permettendo a pazienti, medici e caregiver di accedere, in misura più o meno ampia, ai propri dati sanitari o a quelli dei propri assistiti, di contenere i costi della sanità pubblica, e di facilitare (nella maggior parte dei casi) la semplificazione di processi strutturati e molto complessi.

Accanto ai progetti di digital health attivati permangono situazioni che rappresentano dei veri e propri colli di bottiglia per alcuni settori della sanità se non addirittura per tutto il sistema sanitario nazionale. Un esempio a riguardo è rappresentato dalla difficoltà di messa in atto del piano per la standardizzazione delle informazioni di base (nomenclatori), fatto che permetterebbe un’immediata trasferibilità dei dati. O ancora, i ritardi nell’implementazione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) che consentirebbe di legare in maniera automatica le variazioni anagrafiche con i dati sanitari. Altri problemi da affrontare urgentemente sono la cyber security e quello strettamente collegato della protezione dei dati sensibili: le reti informatiche in ambito sanità in ambito europeo presentano delle grosse carenze sul versante della sicurezza e l’Italia non fa eccezione.

Detto ciò, la continuazione o meno di questo processo di digitalizzazione e le modalità che lo dovranno caratterizzare saranno tutte scelte di tipo politico che il nuovo Parlamento e, quando entrato nel pieno delle sue funzioni, il nuovo Governo dovranno affrontare.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Agenda Digitale – Sanità digitale, tutti i dossier aperti all’attenzione del nuovo Governo
Agenda Digitale – Sanità digitale, a che punto siamo. Corso: “Ecco le tre priorità 2018”
Agenda Digitale – Sanità digitale 2018, queste le principali innovazioni previste

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