Roberto Ascione e il Futuro della Salute

Il futuro della salute - Roberto Ascione

Il Futuro della Sanità, il libro con il quale Roberto Ascione, CEO di Healthware International, esprime la sua visione sull’evoluzione della digital health. Un’analisi molto approfondita sulla diffusione delle tecnologie digitali in sanità e su quali potrebbero essere gli effetti di questa rivoluzione

Qualche giorno fa ho finito di leggere il libro scritto da Roberto Ascione, CEO di Healthware International, intitolato “Il Futuro della Salute” e pubblicato da Hoepli. Devo dire che a lettura conclusa mi è sorta spontaneamente una critica a questo scritto: la scelta del titolo.

Infatti, “Il Futuro della Salute” è un titolo troppo riduttivo e banale per riassumere i contenuti di questo libro. In esso Roberto Ascione non si limita a descrivere quale sia l’attuale situazione della diffusione e della penetrazione delle varie sfaccettature della digital health nel complesso della sanità mondiale, ma anche (e soprattutto) ad offrire al lettore una visione di quali saranno gli sviluppi certi e possibili delle tecnologie digitali applicate alla sanità da qui al prossimo futuro.

L’esame che Roberto Ascione fa della “materia”, che senza alcun timore di smentita può essere considerata sua in quanto oggi egli è sicuramente uno dei principali esperti ed interpreti a livello globale della digital health, è diviso in due momenti: il primo dedicato agli “strumenti”, vale a dire alle tecnologie digitali che già oggi stanno avendo dei ruoli più o meno da protagonista nei vari ambiti medico-sanitari che caratterizzano la sanità digitale, mentre il secondo offre una visione sulle “modalità”, vale a dire su quale sarà l’impatto della digital health sul rapporto medico-paziente, sulla formazione della classe medica, sulla disponibilità dei dati e sull’impatto economico che avrà questa rivoluzione.

Il termine rivoluzione non è stato scelto a caso poiché è proprio di questo si tratta:

Abbiamo a che fare con un totale cambio paradigmatico, una vera e propria rivoluzione che sarà anche tecnologica, ma non completamente. La vera (è più complessa) trasformazione dovrà essere e sarà mentale, culturale. Quindi se l’innesco è guidato dal digitale, il vero nodo sarà umano. […] Cioè il cambiamento si annuncerà, si manifesterà e si compirà indipendentemente dalla nostra singola volontà. Volenti o nolenti dovremo farci i conti […] Al contempo, […] ognuno di noi potrà esserne parte e motore semplicemente adottando un nuovo comportamento, scaricando un’app, usando uno strumento di rilevamento dati. Quindi, possiamo scegliere se subire questa trasformazione o diventarne nel nostro piccolo protagonisti, studiarla, informandoci, incoraggiarla, sfruttandola.

Un rivoluzione che non si sta manifestando tutta e subito, e non si sta nemmeno realizzando per fasi conseguenti, ma al contrario sta conoscendo diversi momenti che potranno condizionarsi a vicenda ma anche procedere in modo autonomo, con tempistiche proprie influenzate più dalla necessità contingenti di pazienti e professionisti della salute (oltre che dalle dinamiche che governano i sistemi sanitari) che da una programmazione preordinata da enti regolatori o governativi.

La visione di Roberto Ascione è quella di una sanità improntata più sulla prevenzione che sulla cura della patologia (in particolare di quella acuta), più sulla certezza del dato che sull’osservazione del paziente, più sull’accesso in tempo reale ai dati di casi analoghi a quello del singolo paziente che all’analisi della sua singola specifica situazione patologica, più sulla predittività che sulla retrospettività, più su un approccio di intervento improntato all’integrazione che, invece, sulla frammentazione.

Inoltre, Roberto Ascione prefigura una richiesta di libertà di accesso a farmaci, trattamenti, medici, professionisti e strutture sanitarie (ospedaliere ed ambulatoriali) che volente o nolente comporterà il superamento degli attuali limiti statali, economici e tecnologici. Ciò rappresenterà una sfida per tutti i sistemi sanitari nazionali che, per recuperare efficienza ed efficacia dovranno superare le proprie barriere burocratiche e strutturali attraverso la digitalizzazione dei servizi sanitari, dando così applicazione pratica al presupposto che

tutto ciò che potrà essere digitalizzato, sarà digitalizzato.

 

Il processo di digitalizzazione di numerose attività che fino a poco tempo si credeva non potessero essere in alcun modo automatizzate trova una conferma proprio nei numerosi esempi di startup che sono riportati nelle descrizione dei vari ambiti della digital health. Nonostante il numero di iniziative di tecnologia digitale applicata alla medicina e alla salute in genere sia molto elevato, esso rappresenta solamente un piccolissimo spaccato di tutte le startup attive nella digital health che sono state avviate in questi ultimi anni.

In poche parole, “Il Futuro della Sanità” di Roberto Ascione descrive con efficacia l’inesorabilità dell’avvento della digital health e rappresenta un utile strumento per sapere a che punto siamo oggi in questo processo rivoluzionario e quale potrà essere la sua evoluzione nei prossimi anni.

 

Dino Biselli

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