Meridiano Sanità e Analisi della Spesa Sanitaria

Meridiano Sanità 2017
Copertina Meridiano Sanità 2017

 

Uno dei capitoli del Rapporto Meridiano Sanità 2017 è dedicato all’analisi delle caratteristiche della spesa sanitaria pubblica e privata, ma non solo: in esso sono presentati anche i risultati di uno studio previsionale il cui intento è determinare l’incidenza della spesa sanitaria italiana sul PIL fino al 2050

Market Access in Italia: alcuni aspetti critici

E’ difficile descrivere la complessità del sistema sanitario italiano: ad esempio l’effettiva disponibilità dei farmaci ai pazienti deve superare gli “ostacoli” posti dalle Regioni e dalle autorità locali (come le Aree Vaste) dopo che questi hanno ricevuto l’autorizzazione alla loro dispensazione da parte di AIFA. Questo stato di cose ha un pesante impatto sulle tempistiche di accesso al mercato anche per i farmaci innovativi.

Le Differenze del Sistema Sanitario Italiano: il Rapporto Osservasalute

Cover Rapporto Osservasalute 2016

L’edizione 2016 del Rapporto Osservasalute mette in luce le differenze esistenti fra i diversi sistemi sanitari regionali anche per aspetti che generalmente non vengono studiati. Da esso risulta evidente che il nostro sistema sanitario rischia non solo una polarizzazione per aree territoriale ma anche per fasce di reddito

 

E’ veramente troppo facile perdersi nelle numerose informazioni contenute nel Rapporto Osservasalute: la quantità di argomenti trattati e le relative elaborazioni statistiche a loro supporto ne fanno uno dei rapporti più completi fra quelli dedicati al mondo della sanità.

Pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane, struttura nata dall’iniziativa dell’Istituto di Sanità Pubblica – Sezione Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e diretto dal Dottor Walter Ricciardi, attuale presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il Rapporto è arrivato alla sua XIV edizione.

Il Rapporto Osservasalute si muove in una doppia prospettiva: la prima è quella di dare continuità all’iniziativa, sviluppando confronti nel tempo ed ulteriori indagini su temi di rilevante interesse; la seconda è quella di muoversi in una logica europea per produrre un’attività di benchmarking della salute e dell’assistenza nelle regioni europee.

I CReG: la Gestione dei Malati Cronici in Lombardia

lombardia

Il progetto dei Chronic Related Groups (CReG) è sicuramente fra i più interessanti ed originali nella gestione dei pazienti cronici. Dopo circa tre anni e mezzo dall’inizio della sperimentazione dei CReG, il Rapporto OASI 2016 redatto dal CERGAS dell’Università Bocconi ne descrive i buoni risultati ad oggi raggiunti, anche se occorrono ancora maggiori evidenze per giudicarne l’effettiva efficacia

Una delle maggiori criticità che attualmente tutti i sistemi sanitari si trovano a dover affrontare riguarda l’adeguamento della loro “offerta” di assistenza sanitaria alle mutate necessita dei pazienti, i quali hanno esigenze di salute a volte molto diverse da quelle del passato. Infatti, il progressivo invecchiamento della popolazione sta rendendo necessario ripensare strutture e processi dei servizi sanitari, i quali in origine sono stati concepiti per offrire assistenza a malati nella quasi totalità dei casi di tipo acuto, per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre crescente di pazienti affetti da malattie croniche.

Tale criticità riguarda sicuramente un paese come l’Italia, caratterizzato da un’aspettativa di vita fra le più alte al mondo e una quota di abitanti con un’età superiore ai 65 anni, rispetto alla popolazione totale, in aumento di anno in anno. Questo stato di cose rappresenta una sfida molto impegnativa sia a livello organizzativo che finanziario per tutti i sistemi sanitari regionali del nostro paese. La necessità di individuare dei modelli per rispondere in modo adeguato a tale evoluzione ha indotto le Regioni a strutturare efficacemente il proprio apparato sanitario cercando nel contempo di utilizzare in maniera efficiente le risorse a loro disposizione.

Uno degli esperimenti più originali avviato in questi ultimi anni è quello dei Chronic Related Groups (CReG) ideato da Regione Lombardia e al quale è stato dedicato un capitolo apposito nel Rapporto OASI 2016 redatto del CERGAS dell’Università Bocconi di Milano e presentato nel novembre 2016.

Medicina di Laboratorio: Studio di I-Com

Cover Studio I-Com su medicina di laboratorio

La Medicina di Laboratorio rappresenta una nicchia molto vitale del settore life sciences e avrà sempre maggiore spazio nei prossimi anni. Lo studio “Rilanciare il laboratorio del SSN” condotto da I-Com Istituto per la competitività analizza le attuali criticità della medicina di laboratorio e propone delle soluzioni per favorirne la digitalizzazione e aumentare il suo contributo nell’ambito del SSN

 

Quando si parla di digital health solitamente si fa riferimento a tutte le innovazioni che hanno un impatto diretto sulla nostra salute nella vita di tutti i giorni (app, medical device, etc…) oppure a tutti quei strumenti utilizzati in sanità che stanno permettendo di raggiungere significativi miglioramenti nelle prestazioni sanitarie, o ancora tutte quelle applicazioni di supporto all’industria farmaceutica. In realtà esistono tanti ambiti nella life sciences industry che offrono un loro contributo più o meno importante a tutto il settore. Anche in questi ambiti specialistici la rivoluzione digitale può avere un ruolo di rilievo, e uno di questi ambiti è quello della medicina di laboratorio.

Questo tema viene trattato in un recente studio intitolato Rilanciare il laboratorio del SSN. Il ruolo della medicina di laboratorio e della digitalizzazione sull’efficienza e l’efficacia del servizio sanitario italiano scritto dalla Dottoressa Cinzia Aru, dal Dottor Stefano Da Empoli e dal Dottor Davide Integlia e pubblicato da I-Com Istituto per la Competitività proprio nel corso del corrente mese di febbraio 2017. Il rapporto è il frutto di una serie di interviste, alle quali hanno preso parte figure di riferimento del SSN e della medicina di laboratorio, incentrate sul ruolo di quest’ultima sulla qualità dei servizi sanitari e su quali possa essere l’impatto dell’innovazione digitale sulla qualità della diagnostica.

Italy, a Healthy Investment: le proposte di CERGAS e di SDA Bocconi

Italy, a Healthy Investment

Insieme al Rapporto OASI 2016, CERGAS e SDA Bocconi hanno redatto e presentato un piccolo opuscolo intitolato “Italy, A Healthy Investment” con il quale vengono individuate cinque aree su cui agire per potenziare il Sistema Sanitario Nazionale Italiano

 

  • Attrarre investimenti per la ricerca clinica e sanitaria
  • Attrarre la produzione e la ricerca di imprese farmaceutiche e di medical device
  • Attrarre capitali per i sistemi di offerta dei servizi sanitari
  • Sviluppare il turismo sanitario
  • Sviluppare il mercato della formazione internazionale

Le cinque finalità sopra indicate sono l’oggetto delle proposte contenute nell’opuscolo Italy, A Healthy Investment redatto da CERGAS e SDA Bocconi, con il contributo incondizionato di Bristol-Myers Squibb, e reso disponibile durante la presentazione del Rapporto OASI avvenuta lo scorso 14 novembre presso l’Università Bocconi di Milano.

Le motivazioni che stanno alla base di questa breve pubblicazione sono indicate direttamente nelle sue pagine

L’Italia e il suo SSN dispongono diffusamente di assett (strutture, competenze e capacità) di grande importanza e potenzialità. La sfida quindi, sulla quale ci siamo proposti di attirare l’attenzione dei decisori, è riuscire a valorizzare tali assett con l’obiettivo di attrarre talenti, investimenti e pazienti da altri paesi.

Ricerca Clinica e Sanitaria

La ricerca clinica apporta dei sicuri benefici (accesso ai farmaci, finanziamento attraverso la ricerca sponsorizzata, maggior appropriatezza d’uso delle tecnologie, opportunità di formazione degli operatori e di produzione scientifica), a cui si affiancano anche delle carenze (regolazione dell’accesso dei farmaci instabile e poco trasparente, carene nell’organizzazione e gestione degli studi sperimentali). A ciò si aggiunge una mancanza di strategia riguardante la ricerca traslazionale.

Investimenti per la ricerca clinica e sanitaria

Italian Healthcare: the Regional Health Service Models

Italia

 

Try to describe the italian National Health Service to people of other countries is pretty complicated. My purpose by the follow images is to offer a quick frame about it in order to explain how the system is organized and how it works with regard the health services offered to patients.

Italian healthcare is a mixed public-private system even if the public part is absolutely predominant by Italian National Health Service (or SSNServizio Sanitario Nazionale), whose purpose is to offer an universal health coverage by tax funding (Beveridge model).

 

Italian National Health System

SSR e performance: il rapporto di CREA Sanità


Circa un anno fa avevo pubblicato un post dal titolo Il Rapporto CREA-Sanità: gli Stakeholders e i Sistemi Sanitari Regionali con il quale ho descritto per sommi capi quale fosse il metodo e i relativi “pesi” utilizzati dai ricercatori del CREA per redigere il loro rapporto sui sistemi sanitari regionali. La terza edizione di questo progetto intitolato Una misura di performance dei SSR è stata presentata lo scorso 13 gennaio presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica a Roma.

Vista la complessità e il livello di dettaglio raggiunto nella determinazione del livello di performance, oltre all’estrema lunghezza che una tale descrizione necessita, per avere informazioni più dettagliate a riguardo è consigliabile leggere i relativi capitoli del rapporto, ma va sottolineato che nel presente rapporto il “peso” agli indicatori viene attribuito attraverso le preferenze espresse dagli stakeholders. Va anche specificato che non è possibile effettuare un confronto fra i dati di performance del Rapporto di quest’anno e i dati riportati in  quello dell’anno scorso, in quanto è stato applicato un piccolo cambio di metodologia ed i panelisti coinvolti nelle rilevazioni hanno adottato un differente approccio.

I numeri del Rapporto OASI 2015 sul SSN

Rapporto Oasi 2015

Come consuetudine, il 2015 si è chiuso con la pubblicazione e la presentazione di molti studi e report riguardanti il mercato farmaceutico e il Servizio Sanitario Nazionale, e fra queste una delle più complete è sicuramente il Rapporto OASI 2015 redatto dal Cergas dell’Università Bocconi di Milano la cui presentazione ha avuto luogo lo scorso 27 novembre presso l’Aula Magna della stessa Università Bocconi.

Vista la loro varietà, districarsi fra i vari argomenti e le numerose informazioni e dati in esso presenti è un’attività che richiede tempo ed attenzione ed è pertanto necessario effettuare una scelta relativa di quali capitoli commentare fra quelli in esso proposti. Con l’attuale contributo si vogliono esaminare alcuni dei contenuti del capitolo intitolato La Struttura  e le Attività del SSN con il quale vengono forniti alcuni dati di “sistema” di molto interesse.

La Nuova Sanità Lombarda

Già nello scorso mese di maggio ho affrontato il tema della riforma sanitaria lombarda illustrando i contenuti del Libro Bianco sullo Sviluppo Sociosanitario in Lombardia. Dopo mesi di confronto politico in seno alla giunta e al Consiglio Regionale (e ad alcune vicende legate all’ambito sanità che hanno occupato non solo le pagine politiche ma anche quelle della cronaca giudiziaria), lo scorso 5 agosto è stato finalmente approvato il testo definitivo della riforma.

Una riforma che ha voluto conservare come capisaldi della sanità regionale il principio di libera scelta di accesso alle strutture sociosanitarie, la netta separazione fra le funzioni di programmazione, acquisto e controllo da quelle di erogazione, e la parità fra soggetti erogatori pubblici e privati accreditati. Ma grazie ad essa, come già anticipato nel mio precedente post La Riforma Sanitaria Lombarda, ne vengono introdotti altri come quello della presa in carico della persona nel suo complesso,  intento che sta alla base della decisione di integrare fra loro l’ambito sanità e l’ambito sociale non solo a livello regionale ma anche territoriale.