Liberi pensieri sulla Digital Health

technology of the future

Tre appuntamenti dedicati alla digital health (organizzati rispettivamente da Gfk, Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, e Aboutpharma) hanno offerto degli spunti utili per far comprendere chi è il protagonista dell’attuale processo di innovazione tecnologica e digitale che sta rivoluzionando il mondo della salute. Il paziente ha concentrato su di sé le attenzione di tutti gli stakeholders del settore

Farmaci Biologici e Biosimilari

Il mercato dei farmaci biologici sta diventando sempre più importante e ciò rappresenterà una sfida molto impegnativa per la sostenibilità economica di tutti i sistemi sanitari. Come sostenuto in un rapporto da QuintileIMS, i farmaci biosimilari possono essere la soluzione che potrà coniugare l’accesso a farmaci innovativi e il controllo della spesa farmaceutica

 

Innovazione e farmaci, un binomio sconosciuto ai più. Per rendersi conto di ciò basta fare qualche piccola domanda a persone intervistate a caso: il più delle volte si sentirà affermare che oggi le medicine non sono più quelle di una volta, sono sicuramente più efficaci, ma solo i più informati o coloro che lavorano nel settore sanno (o dovrebbero sapere) l’evoluzione tecnologica che ha accompagnato l’industria farmaceutica nel corso dell’ultimo decennio.

Infatti, oggi esistono nuovi farmaci in grado di approdare a decisivi (e a volte straordinari) progressi nel trattamento di patologie fino a qualche anno fa considerate incurabili o non gestibili, ed una particolare categoria di questi prodotti altamente evoluti sono i farmaci biologici.

Il farmaco biologico è fra i prodotti di punta dell’industria farmaceutica e i costi di R&D ad esso associati sono molto alti, in quanto

E’ un prodotto il cui principio attivo è una sostanza prodotta, o estratta, da una fonte biologica e che richiede per la sua caratterizzazione e per la determinazione della sua qualità una serie di esami fisico-chimico-biologici, e un rigoroso controllo del processo di produzione.

Gli Aboutpharma Digital Awards 2016

Aboutpharma Digital Awards 2016

 

Si avvicina la serata di premiazione degli Aboutpharma Digital Awards: il 26 ottobre saranno premiati i progetti digital vincitori nelle relative categorie di questa IV edizione. Alcune brevi indicazioni su come è stata impostata la competizione di quest’anno

 

Ci siamo quasi!

Ancora qualche giorno e avrà luogo la serata di premiazione della IV edizione degli Aboutpharma Digital Awards, gli ambiti riconoscimenti per progetti digital ideati e sviluppati da industrie farmaceutiche, produttori di dispositivi medici, enti pubblici in ambito sanità, università e centri di ricerca medica, associazioni di pazienti , agenzie di comunicazione in ambito health, startup e software house.

Innovate, Implement, Impact: ecco il significato delle “3 I” che rappresentano i principi guida e i criteri che saranno alla base della valutazione dei progetti in concorso. I progetti partecipanti come da regolamento sono stati assegnati alle seguenti categorie:

  • Progetti voti ai Medici ed Infermieri;
  • Progetti rivolti ai Pazienti;
  • Progetti rivolti alle Farmacie;
  • Progetti interni alle Industrie Life Sciences;
  • Progetti rivolti alle Istituzioni e ai Payors;
  • Categorie Speciali

Nelle Categorie Speciali rientrano: il Miglior progetto sviluppato da istituzioni o associazioni di pazienti, la Best Digital Company e il Progetto più votato dal Web.

Le Partnership fra Pharma e Tecnologia

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Negli ultimi tempi aziende farmaceutiche e big della tecnologia hanno iniziato a cooperare nella ricerca e nella creazione di dispositivi di monitoraggio e di trattamenti per alcune gravi patologie come il diabete. Tuttavia nel prossimo futuro questa alleanza sarà assolutamente necessaria per raggiungere l’obiettivo della medicina personalizzata e per sconfiggere malattie ancora oggi incurabili

Le grandi multinazionali della tecnologia e del digital sembrano essersi “innamorate” del settore farmaceutico e medicale. Infatti nell’ultimo periodo è stato un susseguirsi di notizie relative a nuove partnership fra alcuni dei giganti del web e alcune multinazionali farmaceutiche o a nuove iniziative in ambito medicale e sanitario intraprese dai big player dell’industria tecnologica.

L’ultimo in ordine di tempo è il consolidamento dell’accordo di collaborazione fra Sanofi e Verily Life Sciences, la ex Google Life Sciences ora sotto il controllo di Alphabet, iniziato circa un anno fa e che in questi giorni si è concretizzato nella nascita della joint venture Onduo. Questa nuova iniziativa sarà focalizzata sulla prevenzione e cura del diabete attraverso la combinazione dell’esperienza di Verily nell’elettronica miniaturizzata, nella data analysis e nello sviluppo di applicazioni lato utente, con le approfondite conoscenze cliniche sulla patologia da parte di Sanofi.

Verily non nuova a questi tipi di accordi: già lo scorso primo agosto ha sottoscritto un’intesa con GlaxoSmithKline per mezzo del quale le due imprese hanno dato vita a Galvani Bioeletronics, una nuova azienda attiva nella ricerca, sviluppo e commercializzazione dei farmaci bioelettronici. Anche in questo caso l’intesa permetterà di coniugare le principali competenze delle delle due aziende fondatrici: la capacità di sviluppare e studiare medicinali e vaccini innovativi propria di GSK e l’esperienza di Verily nella miniaturizzazione elettronica.

L’evoluzione del Mercato dei Farmaci Oncologici

Per il mondo dell’industria farmaceutica l’estate appena trascorsa è stata contraddistinta dalle vicende che hanno visto come protagonista principale Medivation, azienda biofarmaceutica americana di San Francisco che ricerca, sviluppa e commercializza trattamenti antitumore e produttore di Xtandi, il farmaco più venduto contro il cancro alla prostata.

Già durante la primavera appena trascorsa Sanofi aveva dimostrato il proprio interesse per la società offrendo agli azionisti di Medivation un prezzo di $52,50 ad azione, attribuendo così alla compagnia un valore complessivo di 9,3 miliardi di Dollari (pari a 8,2 miliardi di Euro). Ma alla fine, dopo che nelle successive trattative e negoziazioni si era inserita anche Celgene, è stata Pfizer a concludere un accordo che le ha permesso di acquisire la società per una cifra complessiva di 14 miliardi di Dollari.

Questo non è che l’ultimo capitolo di una serie di operazioni di M&A che stanno caratterizzando il settore dell’oncologia: infatti recentemente Stemcentryx, azienda specializzata nell’oncologia polmonare, è stata oggetto di acquisizione da parte di Abbvie con un accordo di 10 milioni di Dollari, e Celator Pharmaceutical Inc, produttrice di farmaci antileucemici, è stata acquisita da Jazz Pharmaceutical per un controvalore di 1,5 miliardi di Dollari. Non ultima, l’acquisizione di Cormorant Pharmaceuticals, azienda biotecnologica svedese attiva nella produzione sia di farmaci oncologici sia di contrasto alle malattie rare, da parte di Bristol-Myers Squibb per 520 milioni di Dollari.

La Reputazione delle Aziende Farmaceutiche

C’è un aspetto che molte aziende temono quando si confrontano con i propri clienti, con i propri fornitori e in generale con i propri stakeholder siano essi diretti o indiretti: la reputazione. La definizione da vocabolario di questo termine è già di per sé molto chiara:

Il fatto di essere reputato, la stima e la considerazione in cui si è tenuti da altri (Vocabolario Treccani)

Godere di una reputazione complessiva più o meno buona (o più o meno cattiva) non è il risultato di un processo così banale come può apparire in un primo momento. Ad esempio, il godere nel complesso di una buona reputazione potrebbe significare che nel corso del tempo ci si sia costruiti un grado di reputazione molto alto su determinate caratteristiche ma nel contempo soffrire una bassa reputazione su altre. Ciò che determina la bontà o meno della reputazione è l’importanza che ognuno di noi assegna ai vari aspetti che contribuiscono a determinare la reputazione complessiva.

Come sottolineato da Barbara D’Amico in un suo articolo su Wired, per le aziende la reputation è diventata parte delle valutazioni di performance d’impresa avendo ben presente però che

ciò che viene misurata non è la qualità effettiva di ciò che una azienda fa ma la percezione di questa qualità da parte del consumatore

Italian Digital Health Summit: i Big Data

Italian-Digital-Health-Summit-2016

 

Big Data

In questi ultimi anni sembra non sia possibile trattare temi legati al digitale e alle possibilità offerte da quest’ultimo nell’area analytics se non si affronta anche l’argomento Big Data, nonostante qualche volte si abbia la sensazione che molti di coloro che se ne interessano non hanno ben presente di cosa essi siano nella realtà.

Cercando su Wikipedia, i Big Data vengono definiti come

“una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione di valore.”

Per averne una visione più chiara ed articolata di cosa siano i Big Data, è possibile fare riferimento al lavoro svolto nel 2001 da Doug Laney, analista di Gartner, che individuò le tre principali caratteristiche dei Big Data strutturate secondo il cosiddetto modello delle 3V:

  • Volume dei dati;
  • Velocità nella loro raccolta;
  • Varietà delle fonti e della tipologia dei dati.

Modello 3V

Time to Impact: gli Aboutpharma Digital Awards 2015

La terza edizione degli Aboutpharma Digital Awards, la cui premiazione ha avuto luogo a Milano lo scorso 29 novembre, ha confermato l’accrescimento della notorietà e dell’importanza di questa competizione come dimostrato dal numero di aziende che vi hanno preso parte, o da tutte  le realtà  che hanno patrocinato la manifestazione, o ancora dalla qualità dei progetti presentati.

E il motto di questa edizione, Time to Impact, rispecchia l’auspicio che si avveri uno degli obiettivi perseguiti non solo da Aboutpharma ma da tutti coloro (incluso il presente blog) che hanno a cuore la crescita del settore farmaceutico e il miglioramento delle cure e dei servizi sanitari offerti ai pazienti e ai cittadini in genere: considerare l’innovazione digitale non come un semplice mezzo il cui utilizzo deve essere limitato alla semplificazione delle sole attività relative alla gestione aziendale o di business bensì come grande e reale occasione per la modernizzazione non solo dell’industria farmaceutica ma dell’intero paese.

La Mobile Health all’Italian Digital Health Summit 2015 di Aboutpharma

Negli ultimi tempi espressioni come “Mobile Health”, “Wearable Devices” e “Internet of Things” hanno avuto una grande diffusione presso il grande pubblico dei consumatori in seguito al proliferare di nuove soluzioni legate al mondo della salute e del benessere fisico. Basti pensare alle numerose app sviluppate non solo per fornire informazioni sulle patologie, sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie ma anche per monitorare alcuni parametri vitali, ai nuovi device in grado di effettuare dei veri e propri esami (caso oramai sempre più spesso ricordato: il controllo del tasso glicemico nel sangue di un paziente affetto da diabete). E queste nuove tendenze non potevano non essere oggetto del secondo Italian Digital Health Summit organizzato da Aboutpharma e che ha avuto luogo a Milano lo scorso 16 giugno.

Dall’ascolto dei vari relatori che si sono susseguiti nei due panel che hanno avuto luogo durante la mattinata, la principale espressione che secondo il mio punto di vista descrive al meglio l’attuale stato delle cose sugli sviluppi del digitale e dei wearable devices in ambito sanità è “impreparazione”. Infatti, nonostante dall’ascolto dei vari interventi sembra esserci comunque una consolidata consapevolezza di dover affrontare una sfida epocale per tutto il settore dell’healthcare e per i player che vi operano a vario titolo e su vari livelli, (oltreché di essere di fronte ad una grande opportunità per la sanità e la sua sostenibilità), si ha la sensazione che a livello regolatorio, normativo, economico-sanitario (in pratica, per dirla breve, a livello di sistema) non si sappia non solo come affrontare, ma anche solo iniziare ad approcciare le problematiche poste dall’ingresso sul mercato di queste innovazioni.