Il Mercato Italiano dei Farmaci Biosimilari

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Un report elaborato dall’Italian Biosimilars Group su dati forniti da IQVIA Italia offre un quadro del consumo di farmaci biosimilari nel nostro paese, mostrando come esso sia in costante aumento. La recente pubblicazione del secondo position paper di AIFA sulla intercambiabilità proprio dei farmaci biosimilari contribuirà a far progredire ulteriormente questo trend

Market Access in Italia: alcuni aspetti critici

E’ difficile descrivere la complessità del sistema sanitario italiano: ad esempio l’effettiva disponibilità dei farmaci ai pazienti deve superare gli “ostacoli” posti dalle Regioni e dalle autorità locali (come le Aree Vaste) dopo che questi hanno ricevuto l’autorizzazione alla loro dispensazione da parte di AIFA. Questo stato di cose ha un pesante impatto sulle tempistiche di accesso al mercato anche per i farmaci innovativi.

Farmaci Biologici e Biosimilari

Il mercato dei farmaci biologici sta diventando sempre più importante e ciò rappresenterà una sfida molto impegnativa per la sostenibilità economica di tutti i sistemi sanitari. Come sostenuto in un rapporto da QuintileIMS, i farmaci biosimilari possono essere la soluzione che potrà coniugare l’accesso a farmaci innovativi e il controllo della spesa farmaceutica

 

Innovazione e farmaci, un binomio sconosciuto ai più. Per rendersi conto di ciò basta fare qualche piccola domanda a persone intervistate a caso: il più delle volte si sentirà affermare che oggi le medicine non sono più quelle di una volta, sono sicuramente più efficaci, ma solo i più informati o coloro che lavorano nel settore sanno (o dovrebbero sapere) l’evoluzione tecnologica che ha accompagnato l’industria farmaceutica nel corso dell’ultimo decennio.

Infatti, oggi esistono nuovi farmaci in grado di approdare a decisivi (e a volte straordinari) progressi nel trattamento di patologie fino a qualche anno fa considerate incurabili o non gestibili, ed una particolare categoria di questi prodotti altamente evoluti sono i farmaci biologici.

Il farmaco biologico è fra i prodotti di punta dell’industria farmaceutica e i costi di R&D ad esso associati sono molto alti, in quanto

E’ un prodotto il cui principio attivo è una sostanza prodotta, o estratta, da una fonte biologica e che richiede per la sua caratterizzazione e per la determinazione della sua qualità una serie di esami fisico-chimico-biologici, e un rigoroso controllo del processo di produzione.

I freni all’Innovazione Farmaceutica

Come spesso sottolineato da molti attori legati al mondo farmaceutico e della salute in genere (e anche in numerosi post di questo blog), l’innovatività del settore pharma si manifesta principalmente attraverso l’innovazione di prodotto, come peraltro testimoniato in questi ultimi anni dall’immissione sul mercato di numerosi farmaci dedicati al trattamento di patologie fino a poco tempo fa considerate incurabili. Negli ultimi tempi sono stati pubblicati molti contributi a riguardo, riferiti sia ad alcuni aspetti di questa continua evoluzione sia al mutamento delle relazioni che intercorrono tra i principali protagonisti di questo divenire: aziende farmaceutiche, classe medica e sistemi sanitari. Uno di questi contributi è quello offerto dal Dottor Paolo Siviero, Direttore del Centro Studi IMS Health di Milano, dal titolo “Il Volo Frenato” e pubblicato nello scorso mese di luglio.

L’andamento della spesa farmaceutica convenzionata nel 2014

Da un po’ di anni a questa parte i dati relativi all’andamento della spesa farmaceutica presentano sempre le medesime dinamiche e di conseguenze i medesimi problemi: a fronte di una spesa farmaceutica ospedaliera che sembra fuori controllo e che immancabilmente sfora e non di poco il tetto di spesa previsto del 3,5% (e considerata l’evoluzione della situazione demografica in Italia tale sforamento sarà sempre più consistente nel prossimo futuro), la spesa farmaceutica territoriale non supera il tetto programmato del 11.35% (percentuale che negli anni precedenti era pari al 14% e che nel corso del tempo è stata abbassata più o meno gradualmente fino al livello attuale).

Tale tendenza trova conferma nell’esame dei dati relativi al 2014 pubblicati sia da AIFA che da Federfarma: il rapporto AIFA reso pubblico nel mese di maggio di quest’anno certifica che la spesa farmaceutica territoriale si è mantenuta nei limiti del tetto annuale di spesa, riportando una percentuale apri all’11,18% del Fondo Sanitario Nazionale, mentre la spesa farmaceutica ospedaliera ha raggiunto un livello pari al 4,5% del FSN, con un 1% in più rispetto al limite previsto; l’opuscolo “La spesa farmaceutica nel 2014” edita da Federfarma, in collaborazione con IMS Health e Promofarma, invece descrive come è evoluto il mercato farmaceutico italiano durante lo scorso anno, redigendo una veloce analisi sia dell’ambito internazionale sia di quello prettamente nazionale.

La Banca Dati Farmaci di AIFA

 

Era dal novembre 2013, poco dopo aver fondato MioPharma Blog, che avevo intenzione di trattare una piccola ma interessane innovazione introdotta dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco),  ma per un motivo o per l’altro non avevo avuto ancora la giusta occasione per dedicare ad essa la dovuta attenzione e il giusto spazio all’interno del blog.

In qualità di autorità nazionale con competenza sulle attività regolatorie relative ai farmaci, l’AIFA ha fra i suoi compiti anche quello di “promuovere la conoscenza e la cultura sul farmaco”. E nell’era digitale, caratterizzata da un’elevata pluralità delle fonti e da una maggiore difficoltà nella verifica della veridicità delle informazioni, tale funzione ha assunto un’importanza fondamentale, soprattutto se l’informazione proviene da un ente istituzionale.