I Km di Pfizer contro l’Emofilia: Miles for Haemophilia

Se si dovesse scegliere una patologia per descrivere cosa sia una malattia rara una delle scelte più adatte sarebbe sicuramente l’emofilia. L’emofilia è una malattia genetica ereditaria che ha come conseguenza una grave insufficienza nella coagulazione del sangue. La patologia è diaginica, il che significa che la sua trasmissione è connessa al cromosoma X: è per tale motivo che si manifesta nella stragrande maggioranza dei casi nei maschi, mentre le donne affette ne sono portatrici sane. L’emofilia si manifesta entro i primi anni di vita ed è dovuta alla mancanza o anche alla semplice carenza di uno dei fattori della coagulazione.

Essendoci più forme di emofilia, è proprio il fattore di coagulazione a determinare di quale tipo di emofilia si tratta:

  • Emofilia A, dovuta alla carenza del fattore VIII (di gran lunga la più diffusa);
  • Emofilia B, causata dalla carenza del fattore IX;
  • Emofilia C (conosciuta anche come Emofilia di Rosenthal), determinata dalla carenza del fattore XI (molto rara);

Gli effetti che l’emofilia causa nell’organismo sono delle emorragie che possono essere sia interne che esterne e che possono essere spontanee oppure essere causate da traumi.

Numero di persone affette da Emofilia

Incidenza e Prevalenza dell'Emofilia in Italia

Lo studio “I Nuovi Farmaci Innovativi”

In quasi i tutti i settori industriali l’innovatività dei beni e dei servizi prodotti è uno dei fattori cruciali non solo per la crescita della singola impresa ma anche per lo sviluppo dell’intera filiera produttiva coinvolta, e talvolta anche per l’intera collettività. E quando facciamo riferimento in particolare alla produzione di farmaci, quest’ultimo aspetto viene percepito come ancora più decisivo poiché attraverso la ricerca continua e l’immissione sul mercato di farmaci e trattamenti sempre più complessi si è oggi capaci di affrontare e curaremalattie fino a qualche decennio fa considerate inguaribili.

Tale tematica è uno degli argomenti che stanno alla base del Monitor Biomedico 2015 intitolato “I nuovi farmaci innovativi. Prospettive e sfide della ricerca, remunerazione dell’innovazione e accesso delle terapie” edito dal Censis e presentato lo scorso 20 aprile a Roma. I progressi ottenuti nel campo farmaceutico hanno generato e generano tuttora elevate aspettativeriguardo la scoperta di nuovi farmaci innovativi capaci di contrastare quelle che sono le patologie più temute dalla popolazione italiana, in particolare quelle tumorali e, in subordine quelle, che portano a non essere più fisicamente autosufficienti, quelle cardiovascolari e quelle neurodegenerative.

La Banca Dati Farmaci di AIFA

 

Era dal novembre 2013, poco dopo aver fondato MioPharma Blog, che avevo intenzione di trattare una piccola ma interessane innovazione introdotta dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco),  ma per un motivo o per l’altro non avevo avuto ancora la giusta occasione per dedicare ad essa la dovuta attenzione e il giusto spazio all’interno del blog.

In qualità di autorità nazionale con competenza sulle attività regolatorie relative ai farmaci, l’AIFA ha fra i suoi compiti anche quello di “promuovere la conoscenza e la cultura sul farmaco”. E nell’era digitale, caratterizzata da un’elevata pluralità delle fonti e da una maggiore difficoltà nella verifica della veridicità delle informazioni, tale funzione ha assunto un’importanza fondamentale, soprattutto se l’informazione proviene da un ente istituzionale.

SSN: che percezione ne hanno i cittadini?

Qual è la percezione che i cittadini italiani hanno del Servizio Sanitario Nazionale e dei vari attori che gravitano intorno ad esso? Quali i problemi che lo affliggono? E quali potrebbero essere le possibili soluzioni in grado di permettere ad esso di essere sostenibile?

Queste sono parte delle domande che sono state trattate nell’indagine intitolata “La sostenibilità della cura” condotta da Doxa Marketing Advice in collaborazione con Value Relations, e commissionata da TEVA, la cui presentazione è avvenuta a Milano lo scorso 30 ottobre. I risultati evidenziano una percezione generale del SSN abbastanza impietosa, con giudizi in termini di efficienza e performance estremamente severi (fatto comunque già segnalato in buona parte nel post Gli italiani e il loro giudizio sul SSN).

La Salute e i Social Networks

Ogni volta che ci ripenso, mi sembra di essere iscritto a Facebook da così tanto tempo che oggi, onestamente, non saprei proprio dire da quanto. La medesima considerazione vale anche per LinkedIn, mentre per Twitter e Google+ la mia memoria funziona ancora bene in quanto la mia registrazione a questi due social networks è avvenuta due anni fa. Immagino che anche molte altre persone oggi non ricordino il momento esatto in cui si sono iscritte al o ai social networks da loro maggiormente utilizzati. Eppure sono trascorsi appena dieci anni, anno più anno meno, dall’affermazione in grande scala dell'”era social” nel mondo web.

Infatti, in questi anni abbiamo potuto osservare la travolgente ascesa dei social network come nuovi strumenti di comunicazione interattiva. I numeri di iscritti e il giro di affari prodotto da Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+, Youtube e, più recentemente, di Pinterest dimostrano come da un decennio a questa parte i social networks stiano completamente rivoluzionando le modalità di comunicazione non solo fra le persone ma anche fra le aziende e i propri clienti/stakeholders.

Il mondo della salute, della medicina e del farmaco è uno degli ambiti in cui la penetrazione dei social networks (e l’evoluzione tecnologia in genere) sta avanzando a grande velocità determinando diversi cambiamenti: dalla natura del rapporto fra medico e paziente, alla nascita di vere e proprie communities aventi come materia di discussione una determinata patologia (o area terapeutica) rendendo così possibili scambi di opinioni e di esperienze fra malati; o ancora, l’evoluzione delle strategie comunicative messe in atto dalle aziende farmaceutiche verso pazienti e consumatori.

La Corporate Social Responsibility delle aziende farmaceutiche italiane

 

Il mio primo impatto con il marketing avvenne nell’oramai lontano 2005, anno in cui frequentai un costo post-laurea in Marketing in ambito no-profit presso l’istituto IFOA. Fino ad allora non avevo mai affrontato questo ambito e il mio approccio ad esso fu improntato più a curiosità che a passione. Tuttavia, con il procedere del corso iniziai a maturare un genuino interesse per la materia anche grazie agli argomenti che in esso venivano trattati.

Essendo un corso di marketing orientato al terzo settore, il suo programma prevedeva sì un modulo abbastanza corposo relativo al marketing generalmente inteso, ma chiaramente il corso era dedicato al marketing specifico per aziende e associazioni no-profit. Tuttavia, durante il corso si sviluppò anche un argomento a mio parere molto interessante che tocca direttamente le strategie di marketing delle aziende tradizionali, ed in particolare quelle farmaceutiche: la Corporate Social Responsibility.

Buon 2014!

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Anche il 2013 sta per giungere al termine e questo blog sta per compiere i suoi primi quattro mesi di attività. Il suo primo post, praticamente non letto da nessuno, è stato pubblicato dal sottoscritto in data 12 settembre 2013, anche se la decisione di procedere all’apertura del blog era maturata già a fine luglio.

La mia decisione di aprire un blog incentrato sul mercato farmaceutico ha avuto come prima finalità la volontà di dimostrare ad eventuali interlocutori di questo ambito che, nonostante alcune delle  mie esperienze professionali non siano state incentrate su di esso, quando si parla di argomenti riguardanti il mercato farmaceutico e sanitario conosco ciò di cui si sta trattando. Questa esigenza mi si è palesata più volte nel momento in cui mi sono confrontato soprattutto con recruiter e selezionatori che, in seguito alla mia esperienza quasi biennale in Vodafone, davano (e danno tuttora) per scontato una mia conoscenza molto superficiale del mondo pharma, nonostante avessi appena finito di frequentare un master in Healthcare & Pharma Marketing.

Brevi previsioni per il nuovo anno

 

La consuetudine vuole che ogni volta che ci si approssima alla fine dell’anno si effettui un bilancio dell’anno appena passato e si cerchi di prevedere cosa potrà avvenire nell’anno futuro.

A livello globale, l’anno appena trascorso ha registrato una piccola ripresa economica, anche se i problemi dell’economia mondiale non sembrano ancora essere stati risolti definitivamente, mentre per ciò che riguarda l’Italia, si può affermare che il 2013 a livello economico, sociale e politico è stato un anno molto pesante, soprattutto a causa della cosiddetta “politica dell’austerità” che ha determinato un aumento della tassazione, un minor reddito a disposizione dei cittadini, fatturati e investimenti in contrazione da parte delle aziende. Ciò ha provocato un aumento della disoccupazione, fallimenti di realtà imprenditoriali e una generalizzata diminuzione della domanda.

Il tutto in un quadro politico estremamente difficile, con un Parlamento che a causa della sua composizione non permette la nascita di una maggioranza politica forte in grado di sostenere un governo forte che sia capace di assumere un’iniziativa politica di ampio respiro.

La crisi e il ruolo della produzione farmaceutica

 

Il 12 novembre sul sito de Il Sole 24 Ore è apparso l’articolo “La produzione resta in rosso” di Luca Orlando il quale ha riportato il dato della produzione industriale del mese di settembre pubblica dall’Istat. La crescita riportata dall’indice destagionalizzato rispetto ad agosto (+0,2%) non deve far illudere, in quanto, una volta corretto per gli effetti del calendario (i giorni lavorativi di settembre 2013 sono stati 21 a fronte dei 20 di settembre 2012) l’indice tendenziale riporta una perdita del -3,0%, mentre la media della produzione nei primi nove mesi del 2013 è inferiore del -3,9% a quella del relativo periodo del 2012. Nel leggere questi dati si può scorgere qualche piccolo accenno di rallentamento nella caduta della nostra economia, ma anche che il tanto promesso ritorno alla crescita sta tardando ad arrivare. 

Andando ad analizzare il dato suddiviso per settori, Orlando riporta come, al contrario di tutti gli altri, il settore farmaceutico abbia riportato una crescita sia per quanto riguarda il dato congiunturale (+12,0%), sia per quello della media dei primi nove mesi del 2013 (+2,8%). La spiegazione offerta che dati questi positivi del pharma siano dovuti al parziale spostamento produttivo in Italia messo in atto da una multinazionale, può essere letto anch’esso come un dato in controtendenza rispetto a quelli di tutte le altre attività produttive: il farmaceutico è in grado di attirare investimenti, nonostante le ben note difficoltà strutturali e congiunturali presenti nel nostro paese.

Il pensiero laterale nel pharma in Italia

 

In questo periodo sto leggendo un libro scritto nel 1967 da Edward De Bono intitolato Il pensiero laterale – Come diventare creativi edito in Italia da Bur. Non mi è stato facile iniziare la lettura di questo libro, preso come sono da tutta una serie di attività da svolgere, ma ora che sono arrivato quasi alla sua conclusione devo confessare che mi sono pentito di non averlo letto prima.

Il saggio si basa sulla distinzione netta fra il pensiero verticale, caratterizzato dall’utilizzo della logica per la risoluzione diretta di qualsiasi problema che si frapponga fra noi e i nostri obiettivi, e il pensiero laterale, che invece è descritto come un approccio indiretto e fondato sull’osservazione di un tema o di un problema impiegando diversi e differenti punti di vista allo scopo di elaborare soluzioni o idee che siano concrete ed innovative allo stesso tempo. Il pensiero laterale

“non si propone la sola soluzione di problemi singoli, ma si preoccupa anche di trovare nuove interpretazioni della realtà, e si interessa di idee nuove di ogni genere” (pag. 13).

Esso rappresenta un approccio mentale ai problemi che richiede una certa attitudine e anche un suo esercizio pratico che permette di aprire la propria mente a nuove opportunità, così da poterle individuare e infine cogliere.

Immagino già la domanda che in questo momento mi state ponendo: “Interessante… Ma che cosa ha a che fare tutto ciò con l’industria farmaceutica e con il mondo della sanità in generale?”.