Le HR delle Life Sciences e la Digital Transformation

La funzione delle risorse umane nelle aziende healthcare si trovano oggi ad affrontare la sfida della Digital Transformation, imponendo un cambio nelle modalità di selezione del personale che fino ad oggi erano considerare un assoluto riferimento. A tal proposito Media for Health e Michael Page hanno organizzato un meeting dedicato a questi temi che ha avuto luogo lo scorso 24 maggio

Sanità e industria farmaceutica: la difficile rivoluzione digitale

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Tutto in due giornate. Questa poche parole riassumono al meglio l’inizio del mese di maggio caratterizzato da una serie di appuntamenti che in soli due giorni hanno visto realtà diverse fra loro come settore di appartenenza o come natura della loro mission essere protagonisti di tutta una serie di eventi e convegni a Milano. In modo casuale (apparente o no), tali appuntamenti hanno avuto come filo conduttore la rivoluzione digitale che sta caratterizzando il settore healthcare, nonché le sue prospettive di sviluppo futuro sia a livello industriale sia in relazione al sistema sanitario nel suo complesso.

Questi appuntamenti sono stati in ordine cronologico:

  • Il convegno “Sanità digitale: non più un miraggio, non ancora realtà” organizzato dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità che si è tenuto il  maggio presso l’Istituto Farmacologico Mario Negri;
  • Il congresso “Digital disruption in life sciences”, organizzato da Hps-Aboutpharma in collaborazione con Accenture e Key2 People che ha avuto luogo presso lo Sheraton Diana Majestic;
  • L’IBM Business Connection dedicata al Cognitive Computing e a IBM Watson Health organizzata presso lo Studiosuper Più;
  • Il convegno intitolato “Health e Hyper Relevance: quando la multicanalità ridefinisce il concetto di customer” organizzato da Personalive presso il PoliHub.

Time to Impact: gli Aboutpharma Digital Awards 2015

La terza edizione degli Aboutpharma Digital Awards, la cui premiazione ha avuto luogo a Milano lo scorso 29 novembre, ha confermato l’accrescimento della notorietà e dell’importanza di questa competizione come dimostrato dal numero di aziende che vi hanno preso parte, o da tutte  le realtà  che hanno patrocinato la manifestazione, o ancora dalla qualità dei progetti presentati.

E il motto di questa edizione, Time to Impact, rispecchia l’auspicio che si avveri uno degli obiettivi perseguiti non solo da Aboutpharma ma da tutti coloro (incluso il presente blog) che hanno a cuore la crescita del settore farmaceutico e il miglioramento delle cure e dei servizi sanitari offerti ai pazienti e ai cittadini in genere: considerare l’innovazione digitale non come un semplice mezzo il cui utilizzo deve essere limitato alla semplificazione delle sole attività relative alla gestione aziendale o di business bensì come grande e reale occasione per la modernizzazione non solo dell’industria farmaceutica ma dell’intero paese.

L’Innovazione Digitale e i risparmi in Sanità

Le risorse destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale sono perennemente in pericolo: periodicamente c’è qualche tecnico o qualche politico che cerca di mettere in discussione il principio dell’universalità del SSN per cercare di recuperare delle risorse da destinare alla diminuzione del deficit del bilancio statale: già alcuni interventi sono stati concordati con l’accordo del 2 luglio nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni la quale ha “tagliato” gli aumenti precedentemente previsti per il finanziamento del SSN come stabilito dal Patto per la Salute; poi c’è stata l’intervista al commissario alla revisione della spesa Yoram Gutgeld pubblicata da Repubblica  lo scorso 26 luglio dove veniva ipotizzato un risparmio di circa 10 miliardi di Euro rispetto all’attuale budget pubblico complessivo stanziato per garantire l’operatività del sistema sanitario italiano a cui a fatto seguito in questi giorni il decreto sull’appropriatezza prescrittiva delle prestazioni diagnostiche. Ma questi sono solo gli esempi più recenti.

Eppure in tutti i raffronti con i sistemi sanitari di altri paesi, la parte pubblica della spesa sanitaria viene individuata in una quota pari al 7,0/7,1% del PIL, vale a dire una percentuale inferiore a quella di tutti i maggiori paesi europei e non.

La Mobile Health all’Italian Digital Health Summit 2015 di Aboutpharma

Negli ultimi tempi espressioni come “Mobile Health”, “Wearable Devices” e “Internet of Things” hanno avuto una grande diffusione presso il grande pubblico dei consumatori in seguito al proliferare di nuove soluzioni legate al mondo della salute e del benessere fisico. Basti pensare alle numerose app sviluppate non solo per fornire informazioni sulle patologie, sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie ma anche per monitorare alcuni parametri vitali, ai nuovi device in grado di effettuare dei veri e propri esami (caso oramai sempre più spesso ricordato: il controllo del tasso glicemico nel sangue di un paziente affetto da diabete). E queste nuove tendenze non potevano non essere oggetto del secondo Italian Digital Health Summit organizzato da Aboutpharma e che ha avuto luogo a Milano lo scorso 16 giugno.

Dall’ascolto dei vari relatori che si sono susseguiti nei due panel che hanno avuto luogo durante la mattinata, la principale espressione che secondo il mio punto di vista descrive al meglio l’attuale stato delle cose sugli sviluppi del digitale e dei wearable devices in ambito sanità è “impreparazione”. Infatti, nonostante dall’ascolto dei vari interventi sembra esserci comunque una consolidata consapevolezza di dover affrontare una sfida epocale per tutto il settore dell’healthcare e per i player che vi operano a vario titolo e su vari livelli, (oltreché di essere di fronte ad una grande opportunità per la sanità e la sua sostenibilità), si ha la sensazione che a livello regolatorio, normativo, economico-sanitario (in pratica, per dirla breve, a livello di sistema) non si sappia non solo come affrontare, ma anche solo iniziare ad approcciare le problematiche poste dall’ingresso sul mercato di queste innovazioni.

Alcuni aspetti sulla diffusione dell’ICT nella sanità italiana

Eppur si muove. Anche se lentamente e non senza difficoltà, la diffusione della digitalizzazione nella sanità pubblica sta gradualmente prendendo piede, anche se permane la sensazione che sul tema si facciano ancora più studi e convegni che passi concreti. Tuttavia, come reso noto durante il convegno “Innovazione Digitale in Sanità: dai patti ai fatti” dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, nel 2014 si è assistito ad un aumento degli investimenti in digitalizzazione sanitaria del 17%, consentendo a questi ultimi di raggiungere una quota pari a 1,37 miliardi di Euro. Tali dati, seppur positivi, non possono essere considerati particolarmente esaltanti in quanto il totale degli investimenti  in digitalizzazione hanno raggiunto il livello già registrato nel 2010, e perché rappresentano solamente l’1,3% dell’intera spesa sanitaria pubblica.

Eppure la “diagnosi” su quali siano i problemi che non permettono una rapida diffusione della digitalizzazione nell’ambito della sanità pubblica è perlopiù la medesima fra tutti gli attori coinvolti: dalle istituzioni, nazionali e regionali, ai responsabili delle aziende sanitarie, alle aziende ITC che operano nella campo della e-health. A fronte di alcune esperienze condotte con successo da alcune regioni e di progetti che gradualmente si stanno diffondendo in tutta Italia come il Fasciolo Sanitario Elettronico (FSE), il quadro dell’e-health a livello nazionale è tuttora molto frammentato:  sia a livello normativo, talvolta non coerente nella regolamentazione dei rapporti tra la sanità pubblica e il mercato dell’Information Technology, sia a livello di processi e standard di riferimento utilizzati per lo svolgimento delle medesime attività ITC in ambito digitale, il più delle volte differenti da Regione a Regione (se non da Asl ad Asl).

Gli AboutPharma Digital Awards

Come sottolineato più volte in questo blog, l’attenzione rivolta al mondo digital in questi ultimi anni sta continuando a crescere in tutti i settori industriali, e il farmaceutico, seppur con qualche esitazione in più rispetto ad altre realtà produttive, non è escluso da questa grande rivoluzione: anzi, è vero il contrario.

Nonostante le difficoltà messi in evidenza nel post Il digitale nelle aziende farmaceutiche italiane, non sono poche le aziende pharma italiane che hanno elaborato ed attuato dei progetti in ambito digital caratterizzati da una certa complessità e da un soddisfacente ritorno di visibilità (purtroppo non posso dire altrettanto sul ritorno economico in quanto non sono in possesso di tali evidenze). E poiché le aziende farmaceutiche all’interno della propria struttura non hanno tutte le competenze necessarie per poter affrontare adeguatamente tali progettualità, in anni recenti si è venuto a creare un indotto composto da aziende specializzate nella comunicazione digitale dedicata specificatamente al mercato farmaceutico capace di portare creatività, competenza e innovazione anche in una industry tradizionalmente conservatrice come quella del pharma.

Il Multichannel nelle Ricerche di Mercato in Ambito Pharma

Come già sottolineato in altri miei precedenti post, la sempre più ampia disponibilità delle nuove tecnologie digitali non sta solamente rivoluzionando la nostra vita quotidiana, ma anche costringendo le imprese a ripensare rapidamente alle modalità necessarie per raggiungere in modo rapido diretto i propri clienti e gli interlocutori che esse considerano vitali per lo conduzione del proprio business. 

Oggigiorno se per raggiugere i propri stakeholders ci si affida ad un solo canale comunicativo si rischia di non intercettare le varie esigenze che questi possono manifestare e di rischiare di non essere in grado di allargare la propria clientela, se non addirittura di perdere una parte più o meno consistente di questa a vantaggio dei propri competitors.

Il Gaming e il Pharma

Il gioco è un’attività fondamentale che caratterizza la natura umana (e non solo). Attraverso di esso adulti e bambini compiono un’attività ricreativa che permette lo sviluppo di un sfera cognitiva personale, della personalità ed anche, nel caso dei bambini e degli adolescenti, di esercitare un ruolo primario nell’evoluzione affettiva ed umana della persona. Il gioco quindi può rappresentare un’attività di semplice svago dove entrano in campo la fortuna (giochi d’azzardo) e/o la competitività. Ma esso può avere anche una valenza didattica, permettendo così di apprendere tematiche anche complesse in modo creativo e facilmente intuibile dalla mente umana.

Ciò a cui stiamo assistendo oggi è l’impiego del gioco anche come mezzo in grado di rendere più efficace e diretta la propria strategia comunicativa. In realtà non si tratta di una vera e propria novità, poiché tale pratica era utilizzata già in passato, ma l’avvento dell’informatica e dei videogiochi, nonché la diffusione di internet e una connessione alla rete sempre più veloce, hanno permesso di superare i limiti imposti dalla carta stampata e favorito una sua più ampia diffusione. Infine, la nascita e la diffusione dei social network sta rappresentando il volano per questa nuova tipologia di comunicazione, utilizzata soprattutto per far conoscere le caratteristiche di un prodotto, per presentare un’azienda o per informare il pubblico sulla rilevanza di un dato fenomeno o settore.