E due: il secondo compleanno di MioPharma Blog

 

Cari Lettori,

Prima di tutto bentornati dopo questa lunga e calda estate!
E siamo a due! Con la ripresa delle pubblicazioni attraverso questo post MioPharma Blog compie il suo secondo anno di vita e continuerà imperterrito il percorso temporaneamente interrotto durante il mese di agosto a causa delle vacanze estive. A tal proposito spero che tutti voi abbiate trascorso una strepitosa estate qualunque cosa abbiate fatto e ovunque vi siate recati.

Con il ritorno alle attività quotidiane, anch’io, attraverso MioPharma Blog ricomincerò la mia produzione settimanale di post inerenti il mondo farmaceutico e sanitario come sempre in ottica marketing, market research e market access. Ma prima vorrei condividere delle piccole considerazioni relativamente al blog, ai risultati attesi, a quelli effettivamente raggiunti e alle possibili novità che lo riguarderanno.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte VII – Considerazioni su attività di field

E’ indubbio che nell’ambito delle ricerche di mercato l’attività di field sia quella operativamente più strutturata tanto da richiedere un sapiente mix fra conoscenze tecniche e di capacità di relazione. Infatti l’attività di field deve concretizzare le decisioni riguardanti la numerosità e le caratteristiche del campione da sondare stabilite dal progetto di ricerca (o per lo meno far sì che si avvicinino il più possibile ad essa). Partendo da questi presupposti, occorre prima aver prima fatto bene i “compiti”, il che significa aver individuato il proprio target (operazione meno scontata di quello che possa apparire) e stabilito la numerosità campionaria più adeguata (il che significa tener conto non solo dell’accuratezza del dato che si vuole ottenere ma anche dei relativi costi).

Non mi stancherò mai di ribadire che proprio per le peculiarità del mercato farmaceutico che lo caratterizzano rispetto ad altri settori, le ricerche di mercato in ambito pharma devono essere affrontate con un differente approccio rispetto a quelle riguardanti altri settori produttivi: non sono quindi più o meno difficili rispetto alle altre indagini, ma sicuramente “diverse”:

Il Report di Attività 2014 del Centro Nazionale Trapianti

 

In molti casi il trapianto di organi è l’unica soluzione per poter consentire la cura di determinate patologie e garantire al paziente trapiantato una guarigione di lunga durata e una qualità di vita che nessun’altra terapia è in grado di garantire. Proprio per tali motivi, con il passare del tempo le operazioni di trapianti di organo  di tessuti hanno gradualmente assunto sempre maggior importanza e permesso di salvare numerose vite umane. Ciò significa che occorre tenere monitorate tutte le attività e gli aspetti che hanno una fondamentale importanza nella valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dei principali aspetti legati all’intero sistema dei trapianti.

A tale scopo, il Centro Nazionale Trapianti pubblica annualmente il Report di Attività, e quello relativo al 2014, presentato il 19 febbraio presso il Ministero della Salute, riporta dei dai confortanti sia per quanto riguarda la donazione degli organi che per il numero di trapianti effettuati. Partendo da questo ultimo dato, i trapianti d’organo effettuati nello scorso anno sono stati 2976, con un incremento di 135 interventi rispetto al 2013, e con una netta prevalenza dei trapianti di rene (1586) e fegato (1056) rispetto a quelli di cuore (226) e polmone (126). In netto aumento anche i trapianti di tessuti che passano dai 15654 interventi eseguiti nel 2013 ai 17356 effettuati nel 2014, con una netta prevalenza dei trapianti di osso (8256 interventi), seguiti da quelli di cornea (5496).

La spesa sanitaria delle regioni e il focus sulla farmaceutica

In molti dei miei interventi ho sempre sostenuto che l’attuale livello della spesa sanitaria pubblica in Italia presa nel suo complesso se rapportata al PIL è pienamente in linea con la media dei paesi OCSE ed è più bassa rispetto a quella di altri grandi paesi europei come la Germania e la Francia. Attraverso alcuni di questi miei contributi ho anche tentato di dimostrare che la spesa sanitaria pubblica è attualmente in calo, ma con la pubblicazione dello studio intitolato “Andamento della spesa Sanitaria nelle Regioni – Anni 2008-2013” redatto da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), è possibile comprendere ancora meglio che, facendo riferimento alle cifre assolute, il calo della spesa sanitaria ha avuto inizio a partire dal 2010, anno in cui la spesa si è attestata su di una cifra pari a 112,6 miliardi di Euro, per arrivare agli 111,6 miliardi di Euro del 2013.

Digital Marketing in ambito pharma: un breve aggiornamento

Nell’anno e mezzo di vita di MioPharma Blog ho sempre cercato di dare ampio spazio all’innovazione tecnologica con un particolare riguardo al digital marketing e al multichannelmarketing. In particolare, con due post da me scritti circa un  anno fa (Digital Marketing durante Cosmofarma: brevi considerazioni da un convegno e Il digitale nelle aziende farmaceutiche italiane) ho tentato di far emergere le potenzialità della rivoluzione digital in campo farmaceutico e le sue difficoltà ad affermarsi presso le aziende farmaceutiche italiane, anche se proprio nell’ultimo anno si è potuto assistere a significative case-history che potrebbero testimoniare un importante cambio di tendenza.

Un elenco dei principali strumenti che il digital marketingmette a disposizione delle aziende che operano nel campo delle Life Sciences è offerto dalla pubblicazione Digital Pharma Marketing: Come costruire una strategia digitale edito da Merqurio. Tali strumenti, che è possibile utilizzare singolarmente o in differenti combinazioni, sono:

Il Rapporto CREA-Sanità: gli Stakeholders e i Sistemi Sanitari Regionali

La valutazione delle performance di un sistema sanitario e la loro comparazione con quelle riportate da altri sistemi sanitari è un esercizio di non poco conto e di difficile esecuzione, soprattutto quando si mettono a confronto i sistemi sanitari nazionali caratterizzati da logiche assistenziali e gestionali profondamente diverse tra loro. La maggior difficoltà sta nell’individuare quanti e quali sono i paramenti chiave a cui fare riferimento e, soprattutto, che “peso” attribuire ad ognuno di esso, senza dimenticare che anche il metodo di calcolo utilizzato ha una forte influenza sul risultato finale.

Già nel novembre 2013 avevo scritto un post relativo a questo argomento dal titolo La valutazione generale del sistema sanitario con il quale riportavo la forte anomalia rappresentata dalla posizione del nostro sistema sanitario in due diverse graduatorie: in una, quella di Bloomberg, era posizionato al sesto posto, mentre in un’altra, quella stilata dall’Euro Health Consumer Index, esso risultava posizionato al ventesimo posto. Neanche a farlo apposta, dopo circa un anno il divario fra queste due rilevazioni è diventato ancora più ampio, con la classifica di Bloomberg che posiziona il nostro sistema sanitario al terzo posto al mondo, mentre nella classifica di Euro Health Consumer Index esso viene piazzato al ventunesimo posto. Ciò fa capire come l’avere in maggiore considerazione o meno alcuni aspetti (la classifica Bloomberg pone maggiore attenzione sull’efficienza, mentre l’Euro Health Consumer Index si pone l’obiettivo di valutare i sistemi nel loro complesso) possa avere un’influenza decisiva nella determinazione del risultato finale.

La Nuova Organizzazione del Sistema Sanitario Toscano

Nelle scorse settimane ho pubblicato un post con la descrizione del progetto di riforma della sanità lombarda approvato dalla giunta regionale all’incirca un mese fa. Ma in questo momento non c’è solo la Lombardia ad essere impegnata nella ridefinizione dell’organizzazione del proprio servizio sanitario regionale: anche la Toscana, sotto la spinta del Presidente Enrico Rossi, sta riformando la propria sanità per rispondere al meglio ai tagli alla spesa imposti dallo Stato centrale, cercando tuttavia di mantenere quegli alti standard che le hanno permesso sia nel 2013 che nel 2014 di essere ai vertici delle valutazioni sulla qualità e l’efficacia dell’assistenza ospedaliera redatte da Agenas e dal Ministero della Salute. Inoltre, la Regione Toscana ha sempre adottato soluzioni innovative e d’avanguardia riguardo l’organizzazione del proprio sistema sanitario regionale: nel 2005 è stata la prima regione ad istituire e rendere operativi gli enti di area vasta (Estav) sul proprio territorio (vedi il post “Gli ESTAV – Enti per i Servizi Tecnico Amministrativi di Area Vasta”); e sempre la Toscana è fra le prime regioni ad aver reso disponibile ai pazienti un numero consistente di Case della Salute per garantire un’adeguata offerta di servizi sanitari a livello territoriale.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte IV – Le ricerche qualitative

Per completare l’analisi da me svolta nel mio precedente post sulle ricerche qualitative, con il contributo odierno offrire una breve descrizione di quali siano le tecniche utilizzate sul campo nella conduzione delle diverse tipologie di indagini. Ma prima di fare ciò, occorre avere presente che le finalità delle ricerche qualitative possono essere di quattro tipi. Infatti esse posso essere di tipo:

  • Propedeutico: è tipica delle indagini integrate (o quali-quantitative). Queste ultime sono divise in due in due fasi (qualitativa e quantitativa) svolte in successione, e solitamente la ricerca qualitativa può consentire l’individuazione di elementi e caratteristiche da esplorare massivamente attraverso la fase quantitativa (le indagini integrate saranno oggetto di un ulteriore contributo); 
  • Esplorativo: serve semplicemente ad avere informazioni di carattere generale sul vissuto della persona intervista in relazione a determinati prodotti e/o brand;
  • Creativo (o ideativo): già solo il nome rende intuibile lo scopo di questo tipo di ricerche, in quanto attraverso di esse si vuole offrire al soggetto committente delle idee o dei suggerimenti utili per l’innovazione di prodotto, o per la realizzazione di una campagna comunicativa, o ancora nella scelta del marchio, del nome o del packaging;
  • Diagnostico: sono effettuate per misurare (sempre in senso quantitativo) alcuni aspetti del mercato di riferimento o anche a verificare le reazioni dei clienti riguardo una determinata campagna pubblicitaria o un marchio.

CRM e Master Data Management: alcune considerazioni

Nelle mie varie esperienze lavorative mi sono sempre confrontato con il Customer Relationship Management, sia nel caso esso fosse orientato verso il cliente vero e proprio, sia che fosse rivolto a quella tipologia di fornitori, quali sono i medici e i farmacisti, talmente particolare per un’azienda di ricerche di mercato orientata al pharma da dover essere trattati come se fossero dei clienti.  Pertanto mi sono quasi sempre stati forniti gli strumenti necessari per svolgere alcune attività, riguardanti in particolare l’assistenza, la definizione dei processi, il trattamento dei dati e la reportistica, che sono alla base della gestione del rapporto con il cliente: tranne in un caso, in cui lo strumento aziendale utilizzato per tutte le attività era Excel, nelle altre realtà in cui mi sono trovato ad operare ho avuto la possibilità di utilizzare diversi sistemi CRM, con differenti impostazioni e personalizzazioni.

La Riforma Sanitaria Lombarda

Vivendo in Lombardia non posso evitare di trattare l’argomento sanità nel momento in cui tale materia sta diventando uno dei temi di maggior attenzione del dibattito regionale, in seguito al progetto di riforma sanitaria approvato dalla giunta Maroni e già anticipato questa estate con la pubblicazione di un Libro Bianco ad essa dedicata. Non è difficile comprendere l’importanza che un progetto di riforma della sanità lombarda riveste non solo per la Regione ma anche per l’intero quadro nazionale. Infatti la Lombardia ha poco meno di 10 milioni di abitanti, pari ad un sesto dell’intera popolazione italiana, ed è la prima regione italiana per importanza economica poiché da sola contribuisce per circa un quinto all’ammontare complessivo del PIL italiano.

Ma in ambito sanitario essa ha un ruolo ancora più rilevante in quanto è la sola regione italiana che fin dalla riforma del 1997 ha adottato un modello di organizzazione di quasi-mercato, riconoscendo al cittadino la “libertà di scelta“, vale a dire la possibilità di rivolgersi indistintamente e senza costi aggiuntivi sia alle strutture pubbliche sia alle strutture private convenzionate con il sistema sanitario regionale attraverso lo strumento dell’accreditamento. Caposaldo che viene ribadito anche nella proposta di riforma approvata dalla giunta regionale, insieme a quello della competitività fra pubblico e privato ed accanto alla presentazione di un rinnovato modello di organizzazione che separa le funzioni di programmazione, erogazione delle prestazioni sanitarie e di controllo, e alla definizione della nuova mission della sanità lombarda tesa a favorire il passaggio dalla “cura” al “prendersi cura”.