E due: il secondo compleanno di MioPharma Blog

 

Cari Lettori,

Prima di tutto bentornati dopo questa lunga e calda estate!
E siamo a due! Con la ripresa delle pubblicazioni attraverso questo post MioPharma Blog compie il suo secondo anno di vita e continuerà imperterrito il percorso temporaneamente interrotto durante il mese di agosto a causa delle vacanze estive. A tal proposito spero che tutti voi abbiate trascorso una strepitosa estate qualunque cosa abbiate fatto e ovunque vi siate recati.

Con il ritorno alle attività quotidiane, anch’io, attraverso MioPharma Blog ricomincerò la mia produzione settimanale di post inerenti il mondo farmaceutico e sanitario come sempre in ottica marketing, market research e market access. Ma prima vorrei condividere delle piccole considerazioni relativamente al blog, ai risultati attesi, a quelli effettivamente raggiunti e alle possibili novità che lo riguarderanno.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte VIII – il CRM e il field

In continuità con quanto sostenuto in alcuni dei miei post precedenti, non smetterò mai di sottolineare come nelle ricerche di mercato in ambito farmaceutico i medici, i farmacisti ed gli operatori sanitari in genere, vista l’importanza e la “rarità” dei dati da loro forniti, devono essere considerati e trattati alla stregua di veri e propri “clienti”. Partendo da questo presupposto, nel momento in cui si riesce ad iniziare a comunicare con tali professionisti è necessario mettere in atto tutte le pratiche di Customer Relationship Management necessarie instaurare una relazione positiva e, a seconda dei casi e delle necessità, duratura con essi.

Ciò non significa solamente dotarsi di un software o di infrastrutture informatiche in grado di gestire un’enorme mole di dati in maniera organizzata, ma soprattutto adottare delle strategie in grado di rendere stabile il rapporto con coloro che possono essere considerati i principali fornitori di un istituto di ricerca. Tale rapporto (o meglio ancora: partnership) con il singolo professionista va costruito giorno per giorno, attraverso l’ascolto delle sue esigenze, delle sue necessità e delle sue preferenze. 

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte VII – Considerazioni su attività di field

E’ indubbio che nell’ambito delle ricerche di mercato l’attività di field sia quella operativamente più strutturata tanto da richiedere un sapiente mix fra conoscenze tecniche e di capacità di relazione. Infatti l’attività di field deve concretizzare le decisioni riguardanti la numerosità e le caratteristiche del campione da sondare stabilite dal progetto di ricerca (o per lo meno far sì che si avvicinino il più possibile ad essa). Partendo da questi presupposti, occorre prima aver prima fatto bene i “compiti”, il che significa aver individuato il proprio target (operazione meno scontata di quello che possa apparire) e stabilito la numerosità campionaria più adeguata (il che significa tener conto non solo dell’accuratezza del dato che si vuole ottenere ma anche dei relativi costi).

Non mi stancherò mai di ribadire che proprio per le peculiarità del mercato farmaceutico che lo caratterizzano rispetto ad altri settori, le ricerche di mercato in ambito pharma devono essere affrontate con un differente approccio rispetto a quelle riguardanti altri settori produttivi: non sono quindi più o meno difficili rispetto alle altre indagini, ma sicuramente “diverse”:

Over the Horizon: le previsioni di IMS Health sul mercato farmaceutico

In questo periodo sono stati pubblicati e presentati numerosi rapporti ed analisi sullo stato della sanità e dell’industria farmaceutica sia a livello nazionale che internazionale. Questo “ingorgo” non mi ha permesso fino ad ora di studiare l’elevata mole di dati ed informazioni messe a disposizione da queste pubblicazioni, ma gradualmente tenterò di offrire il mio punto di vista sui loro contenuti.

L’argomento del post odierno non si discosta di molto da quest’impegno in quanto  con il contributo di oggi vorrei fornire delle brevi ma significative informazioni rese pubbliche nel corso del convegno “Over the Horizon” organizzato da IMS Health e che ha avuto luogo a Milano lo scorso 12 novembre. Purtroppo non ho avuto la possibilità di prendere parte a questo evento, ma molte delle informazioni e dei dati forniti durante i lavori, di assoluto interesse, sono disponibili in rete, principalmente sul magazine on-line di IMS Health Italia.

Marketing Farmaceutico: il nuovo libro del Dottor Lorenzo Vesce, del Prof. Giovanni Ciafrè e del Prof. Gian Luca Gregori

Fra i social network più diffusi a livello globale il mio preferito è sicuramente LinkedIn: avere la possibilità di entrare in contatto ed interagire con professionisti e manager di aziende, scambiarsi vicendevolmente  informazioni, opinioni ed analisi, condividere contatti e progetti con le aziende (anche se per la verità molte di esse adottano una politica comunicativa monodirezionale,  senza quindi permettere una reale interazione con il visitatore della loro pagina).

E’ partendo proprio da questo contesto che ho avuto il piacere di conoscere il Dottor Lorenzo Vesce e di poterne apprezzare la competenza, la disponibilità e la sua passione per il mondo del marketing farmaceutico che ai più (anche fra i cosiddetti “addetti ai lavori”) sembra essere un oggetto del mistero. Ed anche se finora non abbiamo mai avuto occasione di incontrarci, la condivisione di analisi, documenti e pareri, soprattutto attraverso lo scambio di mail o direttamente su LinkedIn, ci ha permesso di instaurare un rapporto di stima reciproca.

Gli AboutPharma Digital Awards

Come sottolineato più volte in questo blog, l’attenzione rivolta al mondo digital in questi ultimi anni sta continuando a crescere in tutti i settori industriali, e il farmaceutico, seppur con qualche esitazione in più rispetto ad altre realtà produttive, non è escluso da questa grande rivoluzione: anzi, è vero il contrario.

Nonostante le difficoltà messi in evidenza nel post Il digitale nelle aziende farmaceutiche italiane, non sono poche le aziende pharma italiane che hanno elaborato ed attuato dei progetti in ambito digital caratterizzati da una certa complessità e da un soddisfacente ritorno di visibilità (purtroppo non posso dire altrettanto sul ritorno economico in quanto non sono in possesso di tali evidenze). E poiché le aziende farmaceutiche all’interno della propria struttura non hanno tutte le competenze necessarie per poter affrontare adeguatamente tali progettualità, in anni recenti si è venuto a creare un indotto composto da aziende specializzate nella comunicazione digitale dedicata specificatamente al mercato farmaceutico capace di portare creatività, competenza e innovazione anche in una industry tradizionalmente conservatrice come quella del pharma.

Il Multichannel nelle Ricerche di Mercato in Ambito Pharma

Come già sottolineato in altri miei precedenti post, la sempre più ampia disponibilità delle nuove tecnologie digitali non sta solamente rivoluzionando la nostra vita quotidiana, ma anche costringendo le imprese a ripensare rapidamente alle modalità necessarie per raggiungere in modo rapido diretto i propri clienti e gli interlocutori che esse considerano vitali per lo conduzione del proprio business. 

Oggigiorno se per raggiugere i propri stakeholders ci si affida ad un solo canale comunicativo si rischia di non intercettare le varie esigenze che questi possono manifestare e di rischiare di non essere in grado di allargare la propria clientela, se non addirittura di perdere una parte più o meno consistente di questa a vantaggio dei propri competitors.

Il Gaming e il Pharma

Il gioco è un’attività fondamentale che caratterizza la natura umana (e non solo). Attraverso di esso adulti e bambini compiono un’attività ricreativa che permette lo sviluppo di un sfera cognitiva personale, della personalità ed anche, nel caso dei bambini e degli adolescenti, di esercitare un ruolo primario nell’evoluzione affettiva ed umana della persona. Il gioco quindi può rappresentare un’attività di semplice svago dove entrano in campo la fortuna (giochi d’azzardo) e/o la competitività. Ma esso può avere anche una valenza didattica, permettendo così di apprendere tematiche anche complesse in modo creativo e facilmente intuibile dalla mente umana.

Ciò a cui stiamo assistendo oggi è l’impiego del gioco anche come mezzo in grado di rendere più efficace e diretta la propria strategia comunicativa. In realtà non si tratta di una vera e propria novità, poiché tale pratica era utilizzata già in passato, ma l’avvento dell’informatica e dei videogiochi, nonché la diffusione di internet e una connessione alla rete sempre più veloce, hanno permesso di superare i limiti imposti dalla carta stampata e favorito una sua più ampia diffusione. Infine, la nascita e la diffusione dei social network sta rappresentando il volano per questa nuova tipologia di comunicazione, utilizzata soprattutto per far conoscere le caratteristiche di un prodotto, per presentare un’azienda o per informare il pubblico sulla rilevanza di un dato fenomeno o settore.

Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014

 

Nonostante in Italia il 2013 sia stato un anno molto difficile per l’intero apparato produttivo ed industriale nazionale, il settore delle biotecnologie applicate in ambito farmaceutico e medicale è riuscito a confermare una certa tenuta sia in termini di fatturato che di investimenti. Ciò è quanto emerge dal “Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014” redatto da Ernst&Young presentato il 18 giugno scorso dal Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, e dal presidente del gruppo Biotecnologie di Farmindustria, Eugenio Arighieri.

Come prima cosa dal rapporto emerge ancora una volta che il settore farmaceutico nell’ambito biotecnologico gioca ancora un ruolo di assoluto rilievo con ben 176 aziende biotech dedicate al mondo pharma su un totale di 241 imprese dedicate al mondo salute (Red Biotech) e un totale di 422 imprese dell’intero comparto biotecnologico italiano. Nel 2013 il fatturato delle aziende biotech pharma assommava complessivamente 5.939 milioni di Euro pari al 89% del totale fatturato del settore Red Biotech (6.662 milioni) e al 84,2% di quello dell’intero comparto (7.050 milioni di Euro). Percentuali che trovano conferma, seppur in misura leggermente minore, anche nel momento in cui si vanno a prendere in considerazione gli investimenti e gli addetti in R&S dell’ambito biotech pharma (pari rispettivamente a 1.082 milioni di Euro e a 4.658 addetti) che, se raffrontati con il solo settore del Red Biotech, hanno pesato rispettivamente per il 78% e l’89%, mentre, se raffrontati con l’intero comparto, hanno pesato per rispettivamente per il 71.3% e il 70.3%.

La ripresa degli investimenti nel pharma in Italia

Qualche settimana fa il Primo Ministro Matteo Renzi nel corso di un suo discorso ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Sono tre i punti su cui dobbiamo puntare per rilanciare il farmaceutico:

  • Primo: regole più semplici sul fisco. Bisogna semplificare; pagare le tasse non è mai piacevole, pagarle in Italia è complicato;
  • Secondo: abbiamo bisogno di regole più semplici per il mondo del lavoro;
  • Terzo: il settore farmaceutico è un settore fondamentale. Dobbiamo modulare la spesa sanitaria in modo intelligente e aggredire ogni centesimo che viene buttato via.

Investire in questo settore, settore in cui vogliamo creare occupazione di qualità, è fondamentale per rendere l’Italia un punto di riferimento a livello mondiale”.

Tali affermazioni sono state rilasciate durante la tappa del Roadshow dal titolo “Produzione di Valore” organizzato da Farmindustria presso la sede della Merck Serono a Modugno in provincia di Bari e testimoniano, aldilà delle proprie opinioni politiche che naturalmente possono anche essere diverse da quelle sostenute dall’attuale maggioranza, un certa attenzione rivolta al settore farmaceutico e alla sanità in genere.