La medicina e la robotica

Proprio sulle nostre teste, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è in corso un esperimento di robotica avanzata chiamato Robonaut. Robonaut è un robot umanoide sviluppato dalla Nasa in collaborazione con la General Motors. Attualmente sulla ISS è in uso la versione Robonaut 2 (R2) che è costituita da un busto antropomorfo, dotato di braccia e mani con caratteristiche simili a quelle umane, ancorato ad una delle pareti di uno dei moduli della stazione spaziale. Robonaut è stato creato ed è sottoposto ad un continuo sviluppo allo scopo di fornire un supporto alle attività degli astronauti attraverso lo svolgimento di compiti ripetitivi, complessi o troppo rischiosi.

Il Robonaut sulla stazione spaziale ha altre due copie identiche qui sulla terra, ed una di queste si trova presso lo Houston Medicine Research Institute sotto la supervisione del Dottor Zsolt Garami, il quale sta facendo “apprendere” a questo robot come utilizzare i dispositivi diagnostici presenti sulla stazione spaziale e come effettuare un’iniezione intravenosa nella giugulare.

Una promessa mantenuta: Dovesalute

Il 27 settembre 2013 ho pubblicato su questo blog il post dal titolo “Gli Ospedali Italiani e Big Data” con il quale ho effettuato delle mie considerazioni sull’intervista al ministro della Salute Beatrice Lorenzin pubblicata sul sito del quotidiano La Repubblica di quello stesso giorno. In questa intervista il ministro aveva lanciato l’iniziativa di creare un TripAdvisor degli ospedali italiani, vale a dire un database liberamente fruibile on-on line su cui il cittadino possa ricercare e trovare i dati di struttura di tutti gli ospedali italiani (e dei loro relativi reparti) e le loro performance quantitative e qualitative.

Devo dare atto al ministro di aver mantenuto la promessa fatta in quella occasione, in quanto il ministero della sanità ha implementato un portale chiamato DoveSalute con cui è possibile consultare e informazioni e le attività svolte dalle strutture sanitarie, siano esse ospedali, strutture private convenzionate, ambulatori, farmacie, laboratori di analisi, medici di famiglia e pediatri di libera scelta. In realtà i dati attualmente pubblicati e resi disponibili sono quelli relativi ai soli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e l’interfaccia sembra ancora essere molto semplice ed essenziale, ma ciò sta anche a dimostrare che la “macchina” che sta dietro a questa iniziativa si sta muovendo e nei prossimi mesi dovrebbero essere disponibili altri dati, soprattutto quando saranno caricate a sistema le informazioni in possesso delle Regioni e che quest’ultime dovranno trasmettere.

Supercomputer e medicina personalizzata

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Stavo cercando del materiale per scrivere un nuovo post quando ho dato un’occhiata al sito del Corriere della Sera per vedere quali fossero in quel mentre le ultime notizie. Scorrendo la Home Page ho però notato un piccolo trafiletto dal titolo “Un supercomputer sceglie le medicine più adatte contro l’HIV” ed allora, incuriosito, ho dato una rapida lettura a questo articolo.

Nel pezzo scritto da Emanuela Di Pasqua viene reso noto che grazie all’impiego di un supercomputer un team di ricercatori della University College di Londra guidati dal Professor Peter Conevey, con la collaborazione di altri colleghi della Rutgers University del New Jersey, sono riusciti ad individuare le caratteristiche genetiche del virus HIV quando questi si trova in uno specifico corpo umano. La presentazione di tali risultati è avvenuta in occasione del meeting annuale della American Association for the Advancement of Sciences (AAAS).

La medicina e la tecnologia 3D

Una delle futuribili innovazioni tecnologiche presenti in Star Trek che mi ha sempre affascinato è il ponte ologrammi: avere a disposizione una tecnologia 3D talmente avanzata da poter coinvolgere completamente gli utenti in un’esperienza così realistica tanto da sembrare vera sarebbe il sogno di moltissime persone. Vivere la storia di un film da assoluto protagonista o limitarsi ad una visione passiva ma in “presa diretta”, o ancora rivivere ricostruzioni di grandi avvenimenti storici che si sono verificati nel passato.

Ma lasciando correre la fantasia l’applicazione pratica di questo tipo di tecnologia troverebbe applicazione pratica in svariati campi: da quello dei trasporti (dove comunque gli attuali simulatori aerei e navali riescono già a fornire una ricostruzione realistica della conduzione dei mezzi anche nelle condizioni più estreme), a quello edilizio (e di conseguenza anche a quello dell’arredamento, in quanto permetterebbe di ricostruire un intero appartamento o addirittura un palazzo al fine di valutare l’ampiezza dei suoi volumi e in che modo sfruttarli al meglio). Una tecnologia di questo genere sarebbe utile anche in medicina, in quanto consentirebbe non solo la ricostruzione virtuale di un organo o di un intero corpo umano, ma addirittura di effettuare una simulazione del tutto realistica di una vera e propria operazione, programmando anche il verificarsi eventi avversi imprevisti.

La comunicazione web delle aziende sanitarie italiane

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In questo periodo sto collaborando come freelance con una società di ricerche di mercato dedicate al solo ambito pharma, ed in particolare sto svolgendo alcune attività di field che costituivano parte dei compiti legati alla mia prima esperienza in IMS Health e che in seguito ho talvolta eseguito anche quando operavo come market researcher: recuperare indirizzi e-mail e contattare telefonicamente dei medici (in particolare specialisti) per proporre loro una collaborazione attraverso la compilazione di un questionario via web (oppure ricordare loro di compilarlo se già collaborano).

Per fare ciò, nella maggior parte dei casi procedo con il reperire informazioni direttamente sui siti web delle varie Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie Locali, e finora ho potuto constatare come purtroppo, dal momento in cui non mi sono più occupato di ricerche di mercato in ambito pharma ad oggi (vale a dire circa due anni e mezzo), la qualità generale della comunicazione web da parte degli enti e delle aziende sanitarie pubbliche (ma possiamo associarci anche gli enti privati) non è affatto migliorata, rimanendo nel complesso abbastanza approssimativa e scarsamente aggiornata.

Ancora biotecnologie: stanno arrivando gli organi bionici

 

Quando ero bambino in TV veniva trasmesso un telefilm dal titolo “L’uomo da sei milioni di dollari”, che raccontava le vicende di un ex ufficiale dell’esercito americano dotato di arti e organi bionici (nello specifico gambe, braccio destro e occhio sinistro). Ad essere onesti il telefilm non era fra i miei preferiti, ma comunque il fatto che il protagonista fosse un “uomo bionico” era allora un motivo più che sufficiente per tenermi incollato allo schermo. Ricordo ancora quanto avrei voluto avere delle gambe capaci di correre così veloci e quell’occhio in grado all’occorrenza di offrire la vista di un mirino di precisione pari a quello di un fucile da cecchino.

All’epoca (parliamo di circa un quarto di secolo fa) pensare alla sola possibilità che in futuro arti bionici di quel tipo fossero stati impiantati nel corpo di un individuo e poi utilizzati come quelli normali significava veramente parlare di fantascienza. Ma oggi, con la rapida e stupefacente evoluzione tecnologica della robotica e i frutti delle continue ricerche in ambito neuroscientifico, questi nuovi arti artificiali diverranno presto disponibili.

Gli Ospedali Italiani e Big Data

 

Ho appena finito di leggere l’intervista che il ministro Lorenzin ha rilasciato al quotidiano la Repubblica dove ha lanciato l’idea di creare “il TripAdvisor degli ospedali italiani”, vale a dire un progetto che prevede lo sviluppo di un sito web in cui caricare tutti i dati sanitari (e non) degli ospedali italiani e renderli disponibili online a tutti i cittadini in tempo reale. (Ecco il link)

Tralasciando l’opportunità o meno di paragonare questa proposta a TripAdvisor, devo dire che, in base alla mie esperienze in IMS Health come amministratore di un panel di medici e in Stethos come ricercatore di mercato in ambito farmaceutico (e in tale ruolo mi sono occupato molto spesso di reclutamento medici soprattutto in ambito ospedaliero), l’eventuale realizzazione di tale progetto, dal mio punto di vista, sarebbe un fatto estremamente positivo sotto innumerevoli aspetti.

Il Bioprinting

 

Sono abbonato a Focus da più di 15 anni e, nonostante la qualità della rivista abbia conosciuto alti e bassi, sono rimasto sempre un suo lettore. Mi ricordo ancora che in uno dei primi numeri che avevo letto c’era un articolo dove si parlava di trapianti e si ipotizzava che in un prossimo futuro si sarebbero potuti ricostruire interi arti, anche complessi, attraverso l’utilizzo di cellule embrionali o staminali appositamente programmate per poter ricostruire l’organo o gli organi seguendo un “progetto” predefinito.

Purtroppo non si è ancora giunti a un livello tecnologico così sofisticato, ma sul numero di Settembre di Focus ho letto un interessantissimo articolo scritto da Margherita Fronte sull’utilizzo di stampanti 3D per la creazione di organi su misura a partire dalle cellule moltiplicate in vitro del paziente a cui sarà poi trapiantato l’organo.

Medici e informatica

 

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo pubblicato sul sito Telemeditalia.it dal titolo “In Inghilterra 50.000 medici vanno a scuola di app” (ecco il link) dove viene riportata la notizia del lancio dell’iniziativa CODE4HEALTH da parte dell’NHS britannico.

Lo scopo di questo programma è quello di insegnare l’ideazione e la programmazione di app e software a 50.000 dottori, e parte dal presupposto che “se le app servono ai medici, facciamole scrivere ai medici”. In pratica il National Health service, constatata la difficoltà nel superare la riluttanza dei dottori ad utilizzare nella loro attività professionale dei programmi che non abbiano ricevuto un loro contributo nello sviluppo, ha deciso di chiedere a 50.000 di essi di creare app e programmi a titolo gratuito per cercare di favorire lo sviluppo della digitalizzazione del sistema.