Siamo a Tre!!!

Terzo Anno MioPharma Blog

 

Cari lettori,

Ben ritrovati dopo questo periodo di vacanza che spero sia stato per voi occasione di serenità, riposo e rigenerazione in vista della ripresa delle abituali attività quotidiane.
Quest’anno il ritorno dalle vacanze di MioPharma Blog è caratterizzato da un numero importante: il numero tre.

Tre come tre anni.

Infatti, con questo post siamo arrivati a tre anni di articoli pubblicati (che oramai hanno superato la soglia dei 150), di informazioni e dati raccolti, rielaborati e resi disponibili al pubblico che occasionalmente, saltuariamente o assiduamente visita o ha visitato MioPharma Blog nel corso di tutto questo tempo. E posso affermare che a ragion veduta in questo ultimo anno MioPharma Blog è decisamente cresciuto: i cambiamenti più evidenti sono stati l’attribuzione al blog di un vero e proprio dominio e il tanto atteso passaggio a WordPress, un primo passo che consentirà in prospettiva di aggiungere molte nuove funzionalità e di permettere una più facile pubblicazione di contenuti multimediali integrati con quelli scritti.

Tanti Auguri di Buon Anno!!!


Care lettrici, cari lettori, come consuetudine arrivati alla fine dell’anno in corso vorrei dedicare un po’ del mio e del vostro tempo per fare qualche piccola riflessione relativa a MioPharma Blog.

A livello professionale il 2015 è stato un anno durante il quale mi è stato possibile svolgere delle collaborazioni e delle attività lavorative in più settori, anche diversi da quello farmaceutico. Ciò mi ha permesso di apprendere e mettere in pratica nuove cose e allargare ulteriormente il mio network professionale: in pratica, sembra che il blog abbia iniziato a produrre qualche minimo risultato, anche se la strada che porta al pieno raggiungimento dell’obiettivo per il quale l’ho ideato e impostato pare ben lontano dall’essere raggiunto. Continuo comunque a sperare che la dedizione, la formazione continua e il continuo coinvolgimento di un pubblico qualificato sempre più ampio mi consentano di trovare un impiego stabile nel settore farmaceutico.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte XI – Aspetti relativi al questionario


Se si dovesse chiedere ad una qualsiasi persona quali siano gli elementi principali che caratterizzano le ricerche di mercato, è molto probabile che una quota molto alta di coloro che risponderanno sicuramente indicherà, fra le altre cose, anche il questionario. Ancora oggi il questionario rappresenta uno dei mezzi principali per procurarsi le informazioni necessarie da elaborare ed analizzare allo scopo di ottenere i risultati necessari per far sì che gli obiettivi per cui è stata richiesta una data ricerca possano dirsi raggiunti.

Già in interventi precedenti si è sottolineato come nelle ricerche qualitative si ricorra più ad una traccia che ad un questionario vero è proprio: la traccia è molto più simile ad un’intervista in senso classico, capace di lasciare un ampio margine di risposta, mentre la caratteristica dei questionari comunemente intesi è quella di cercare di limitare il numero delle opzioni possibili di risposta alla persona intervistata secondo uno schema prestabilito in fase di progettazione e difficilmente modificabile, aspetti che solitamente caratterizzano le indagini quantitative.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte III – Le ricerche qualitative

L’elemento chiave per comprendere le ricerche di tipo qualitativo non è un numero, una determinata modalità di rilevazione o l’ampiezza del campione di riferimento, bensì la parola “Perché”. Infatti, il principale scopo delle ricerche qualitative è quello di indagare in profondità il comportamento del consumatore e di individuare quali siano gli schemi cognitivi ed emozionali che lo portano ad assumere determinati comportamenti e/o atteggiamenti: per tale motivo è possibile affermare che esse sono condotte per spiegare un dato fenomeno e non per misurarlo (quest’ultimo, invece, è un obiettivo delle ricerche quantitative). Tutto ciò rende necessario l’adozione un approccio multidisciplinare che faccia riferimento alla psicologia, alla sociologia, all’antropologia e alla neurolinguistica, tale da interpretare il comportamento dell’individuo ma anche di ridurre l’amplificazione che le persone partecipanti tendono generalmente ad attribuire ai pregi e ai difetti del fenomeno oggetto di indagine.

Partendo da questi presupposti, si può il motivo per il quale i campioni delle indagini qualitative siano di piccole dimensioni: per le finalità di tali ricerche non è necessario intervistare un numero elevato di persone. E non è assolutamente fuori luogo se per l’esposizione dei risultati da esse derivanti non si debba fare ricorso alle forme numeriche e tabellari proprie della statistica quantitativa: ciò che conta è l’interpretazione delle valutazione e del dichiarato dei soggetti sottoposti ad intervista (attraverso l’analisi del contenuto); per tale ragione, la divulgazione dei risultati avviene in maniera discorsiva.

Over the Horizon: le previsioni di IMS Health sul mercato farmaceutico

In questo periodo sono stati pubblicati e presentati numerosi rapporti ed analisi sullo stato della sanità e dell’industria farmaceutica sia a livello nazionale che internazionale. Questo “ingorgo” non mi ha permesso fino ad ora di studiare l’elevata mole di dati ed informazioni messe a disposizione da queste pubblicazioni, ma gradualmente tenterò di offrire il mio punto di vista sui loro contenuti.

L’argomento del post odierno non si discosta di molto da quest’impegno in quanto  con il contributo di oggi vorrei fornire delle brevi ma significative informazioni rese pubbliche nel corso del convegno “Over the Horizon” organizzato da IMS Health e che ha avuto luogo a Milano lo scorso 12 novembre. Purtroppo non ho avuto la possibilità di prendere parte a questo evento, ma molte delle informazioni e dei dati forniti durante i lavori, di assoluto interesse, sono disponibili in rete, principalmente sul magazine on-line di IMS Health Italia.

Marketing Farmaceutico: il nuovo libro del Dottor Lorenzo Vesce, del Prof. Giovanni Ciafrè e del Prof. Gian Luca Gregori

Fra i social network più diffusi a livello globale il mio preferito è sicuramente LinkedIn: avere la possibilità di entrare in contatto ed interagire con professionisti e manager di aziende, scambiarsi vicendevolmente  informazioni, opinioni ed analisi, condividere contatti e progetti con le aziende (anche se per la verità molte di esse adottano una politica comunicativa monodirezionale,  senza quindi permettere una reale interazione con il visitatore della loro pagina).

E’ partendo proprio da questo contesto che ho avuto il piacere di conoscere il Dottor Lorenzo Vesce e di poterne apprezzare la competenza, la disponibilità e la sua passione per il mondo del marketing farmaceutico che ai più (anche fra i cosiddetti “addetti ai lavori”) sembra essere un oggetto del mistero. Ed anche se finora non abbiamo mai avuto occasione di incontrarci, la condivisione di analisi, documenti e pareri, soprattutto attraverso lo scambio di mail o direttamente su LinkedIn, ci ha permesso di instaurare un rapporto di stima reciproca.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte II – Introduzione

Come già accennato nel precedente post sulle ricerche di mercato, il cliente ricorre alle indagini per colmare un suo deficit conoscitivo attraverso l’acquisizione di informazioni che permettano di comprendere come ogni singolo aspetto del marketing mix di un suo prodotto (o il combinato di più fattori se non addirittura la totalità di essi) venga percepito e acquisire i dati necessari per intraprendere tutte le azioni necessarie a conservare o modificare il posizionamento del prodotto, a conservare o aumentare le quote di mercato, e così via.

Partendo da questa premessa, le esigenze del cliente possono essere di due tipi: capire quale sia la dimensione e/o le caratteristiche di uno o più determinati fenomeni in un dato momento, oppure monitorare tali fenomeni nel corso del tempo. Per rispondere alle necessità poste dal primo caso si ricorrerà a ricerche ad-hoc, mentre le esigenze poste dal secondo caso potranno essere soddisfatte dalle ricerche continuative (monitor).

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte I – Introduzione

Con il post odierno e con altri contributi che pubblicherò nei giorni a seguire vorrei offrire una risposta a due quesiti apparentemente banali, soprattutto per coloro che si occupano o si interessano di marketing: In cosa consiste l’attività di market research? E quali sono la peculiarità delle ricerche di mercato in ambito farmaceutico rispetto alle altre?

Come dicevo, queste domande a prima vista possono sembrare banali, ma in base alla mia (breve) esperienza ho avuto modo di constatare che in non pochi casi coloro che usufruiscono dei risultati delle ricerche non ne conoscono appieno le dinamiche ed ignorano le difficoltà che le caratterizzano. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi le ricerche non vengono condotte da coloro che in seguito utilizzeranno i dati risultanti dall’indagine ma da società specializzate che su commissione svolgono questo tipo di attività.

Il 2014 e le fusioni nell’industria farmaceutica

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Anche ad un osservatore poco attento alle vicende relative al mercato farmaceutico sicuramente non sarà sfuggita la mole di progetti di fusione e acquisizione portate a termine o meno che hanno caratterizzato la prima parte del 2014: era da qualche anno che in ambito pharma non avevano luogo così tanti accordi di M&A per controvalori così elevati.

Già fra Natale e Capodanno 2013 sono stati conclusi due accordi di modesta entità, con l’acquisizione di Gentium da parte dell’irlandese Jazz Pharma, e l’acquisto di Aptalis da parte di Forest Laboratories. Ma da quel momento in poi ha avuto inizio una serie di operazioni che nella maggior parte dei casi hanno avuto un esito positivo. In ordine di tempo, le maggiori sono state le seguenti:

Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014

 

Nonostante in Italia il 2013 sia stato un anno molto difficile per l’intero apparato produttivo ed industriale nazionale, il settore delle biotecnologie applicate in ambito farmaceutico e medicale è riuscito a confermare una certa tenuta sia in termini di fatturato che di investimenti. Ciò è quanto emerge dal “Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014” redatto da Ernst&Young presentato il 18 giugno scorso dal Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, e dal presidente del gruppo Biotecnologie di Farmindustria, Eugenio Arighieri.

Come prima cosa dal rapporto emerge ancora una volta che il settore farmaceutico nell’ambito biotecnologico gioca ancora un ruolo di assoluto rilievo con ben 176 aziende biotech dedicate al mondo pharma su un totale di 241 imprese dedicate al mondo salute (Red Biotech) e un totale di 422 imprese dell’intero comparto biotecnologico italiano. Nel 2013 il fatturato delle aziende biotech pharma assommava complessivamente 5.939 milioni di Euro pari al 89% del totale fatturato del settore Red Biotech (6.662 milioni) e al 84,2% di quello dell’intero comparto (7.050 milioni di Euro). Percentuali che trovano conferma, seppur in misura leggermente minore, anche nel momento in cui si vanno a prendere in considerazione gli investimenti e gli addetti in R&S dell’ambito biotech pharma (pari rispettivamente a 1.082 milioni di Euro e a 4.658 addetti) che, se raffrontati con il solo settore del Red Biotech, hanno pesato rispettivamente per il 78% e l’89%, mentre, se raffrontati con l’intero comparto, hanno pesato per rispettivamente per il 71.3% e il 70.3%.