Siamo a Tre!!!

Terzo Anno MioPharma Blog

 

Cari lettori,

Ben ritrovati dopo questo periodo di vacanza che spero sia stato per voi occasione di serenità, riposo e rigenerazione in vista della ripresa delle abituali attività quotidiane.
Quest’anno il ritorno dalle vacanze di MioPharma Blog è caratterizzato da un numero importante: il numero tre.

Tre come tre anni.

Infatti, con questo post siamo arrivati a tre anni di articoli pubblicati (che oramai hanno superato la soglia dei 150), di informazioni e dati raccolti, rielaborati e resi disponibili al pubblico che occasionalmente, saltuariamente o assiduamente visita o ha visitato MioPharma Blog nel corso di tutto questo tempo. E posso affermare che a ragion veduta in questo ultimo anno MioPharma Blog è decisamente cresciuto: i cambiamenti più evidenti sono stati l’attribuzione al blog di un vero e proprio dominio e il tanto atteso passaggio a WordPress, un primo passo che consentirà in prospettiva di aggiungere molte nuove funzionalità e di permettere una più facile pubblicazione di contenuti multimediali integrati con quelli scritti.

Le prime 20 aziende pharma mondiali: analisi di IMS Health

E’ indubbio che per i grandi player del mercato farmaceutico mondiale il biennio 2014-15 si stia connotando come uno dei più vivaci in termini di operazioni di fusioni e/o acquisizioni e di ristrutturazione sia dimensionale che territoriale. La comparsa sul mercato di nuovi competitors, il tentativo di entrare in nuovi mercati (soprattutto in quelli emergenti), strategie di posizionamento completamente riviste rispetto a quelle adottate anche in un recente passato, la sfida imposta dalle scadenze brevettuali e dalla conseguente competizione con aziende farmaceutiche produttrici di farmaci generici: tutti questi fattori insieme ad altri sono stati oggetto di analisi nel white paper scritto da Sarah Rickwood e Dan Rosen, rispettivamente Vicepresidente e Consulente dell’European Thought Leadership di IMS Health, ed intitolato 2020’s top 20.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte II – Introduzione

Come già accennato nel precedente post sulle ricerche di mercato, il cliente ricorre alle indagini per colmare un suo deficit conoscitivo attraverso l’acquisizione di informazioni che permettano di comprendere come ogni singolo aspetto del marketing mix di un suo prodotto (o il combinato di più fattori se non addirittura la totalità di essi) venga percepito e acquisire i dati necessari per intraprendere tutte le azioni necessarie a conservare o modificare il posizionamento del prodotto, a conservare o aumentare le quote di mercato, e così via.

Partendo da questa premessa, le esigenze del cliente possono essere di due tipi: capire quale sia la dimensione e/o le caratteristiche di uno o più determinati fenomeni in un dato momento, oppure monitorare tali fenomeni nel corso del tempo. Per rispondere alle necessità poste dal primo caso si ricorrerà a ricerche ad-hoc, mentre le esigenze poste dal secondo caso potranno essere soddisfatte dalle ricerche continuative (monitor).

Malattie Rare e Farmaci Orfani

Di tanto in tanto accade che sui mezzi d’informazione venga dato risalto a malati affetti da patologie sconosciute ai più per le quali non esistono cure o sono disponibili dei farmaci, detti orfani, che tuttavia non vengono immessi sul mercato poiché, a causa della scarsa diffusione di queste malattie, non permettono ad una qualsiasi azienda farmaceutica di rientrare degli investimenti effettuati in ricerca. Nella stragrande maggioranza di questi casi ci si trova di fronte ad una malattia rara.

Una malattia viene considerata rara se ne sono affette non più di 5 persone su 10.000 abitanti. Tuttavia tale prevalenza non deve trarre in inganno, poiché il totale delle malattie rare conosciute e diagnosticate in Italia è un numero che oscilla fra le 7.000 e le 8.000 patologie: ciò significa che i pazienti affetti da una malattia rara sono pari a circa 2.000.000 di abitanti e sempre in continuo aumento poiché, grazie ai progressi della ricerca scientifica, soprattutto in ambito genetico, ne vengono individuate sempre di nuove. Alcune di queste malattie sono: l’Emofilia, l’Angioedema ereditario, la Neuropatia Motoria Multifocale e la Sindrome di Cushing.

Ricerche di mercato e il Pharma – Parte I – Introduzione

Con il post odierno e con altri contributi che pubblicherò nei giorni a seguire vorrei offrire una risposta a due quesiti apparentemente banali, soprattutto per coloro che si occupano o si interessano di marketing: In cosa consiste l’attività di market research? E quali sono la peculiarità delle ricerche di mercato in ambito farmaceutico rispetto alle altre?

Come dicevo, queste domande a prima vista possono sembrare banali, ma in base alla mia (breve) esperienza ho avuto modo di constatare che in non pochi casi coloro che usufruiscono dei risultati delle ricerche non ne conoscono appieno le dinamiche ed ignorano le difficoltà che le caratterizzano. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi le ricerche non vengono condotte da coloro che in seguito utilizzeranno i dati risultanti dall’indagine ma da società specializzate che su commissione svolgono questo tipo di attività.

Il 2014 e le fusioni nell’industria farmaceutica

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Anche ad un osservatore poco attento alle vicende relative al mercato farmaceutico sicuramente non sarà sfuggita la mole di progetti di fusione e acquisizione portate a termine o meno che hanno caratterizzato la prima parte del 2014: era da qualche anno che in ambito pharma non avevano luogo così tanti accordi di M&A per controvalori così elevati.

Già fra Natale e Capodanno 2013 sono stati conclusi due accordi di modesta entità, con l’acquisizione di Gentium da parte dell’irlandese Jazz Pharma, e l’acquisto di Aptalis da parte di Forest Laboratories. Ma da quel momento in poi ha avuto inizio una serie di operazioni che nella maggior parte dei casi hanno avuto un esito positivo. In ordine di tempo, le maggiori sono state le seguenti:

Il Gaming e il Pharma

Il gioco è un’attività fondamentale che caratterizza la natura umana (e non solo). Attraverso di esso adulti e bambini compiono un’attività ricreativa che permette lo sviluppo di un sfera cognitiva personale, della personalità ed anche, nel caso dei bambini e degli adolescenti, di esercitare un ruolo primario nell’evoluzione affettiva ed umana della persona. Il gioco quindi può rappresentare un’attività di semplice svago dove entrano in campo la fortuna (giochi d’azzardo) e/o la competitività. Ma esso può avere anche una valenza didattica, permettendo così di apprendere tematiche anche complesse in modo creativo e facilmente intuibile dalla mente umana.

Ciò a cui stiamo assistendo oggi è l’impiego del gioco anche come mezzo in grado di rendere più efficace e diretta la propria strategia comunicativa. In realtà non si tratta di una vera e propria novità, poiché tale pratica era utilizzata già in passato, ma l’avvento dell’informatica e dei videogiochi, nonché la diffusione di internet e una connessione alla rete sempre più veloce, hanno permesso di superare i limiti imposti dalla carta stampata e favorito una sua più ampia diffusione. Infine, la nascita e la diffusione dei social network sta rappresentando il volano per questa nuova tipologia di comunicazione, utilizzata soprattutto per far conoscere le caratteristiche di un prodotto, per presentare un’azienda o per informare il pubblico sulla rilevanza di un dato fenomeno o settore.

Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014

 

Nonostante in Italia il 2013 sia stato un anno molto difficile per l’intero apparato produttivo ed industriale nazionale, il settore delle biotecnologie applicate in ambito farmaceutico e medicale è riuscito a confermare una certa tenuta sia in termini di fatturato che di investimenti. Ciò è quanto emerge dal “Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014” redatto da Ernst&Young presentato il 18 giugno scorso dal Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, e dal presidente del gruppo Biotecnologie di Farmindustria, Eugenio Arighieri.

Come prima cosa dal rapporto emerge ancora una volta che il settore farmaceutico nell’ambito biotecnologico gioca ancora un ruolo di assoluto rilievo con ben 176 aziende biotech dedicate al mondo pharma su un totale di 241 imprese dedicate al mondo salute (Red Biotech) e un totale di 422 imprese dell’intero comparto biotecnologico italiano. Nel 2013 il fatturato delle aziende biotech pharma assommava complessivamente 5.939 milioni di Euro pari al 89% del totale fatturato del settore Red Biotech (6.662 milioni) e al 84,2% di quello dell’intero comparto (7.050 milioni di Euro). Percentuali che trovano conferma, seppur in misura leggermente minore, anche nel momento in cui si vanno a prendere in considerazione gli investimenti e gli addetti in R&S dell’ambito biotech pharma (pari rispettivamente a 1.082 milioni di Euro e a 4.658 addetti) che, se raffrontati con il solo settore del Red Biotech, hanno pesato rispettivamente per il 78% e l’89%, mentre, se raffrontati con l’intero comparto, hanno pesato per rispettivamente per il 71.3% e il 70.3%.

Il mercato dei Medical Devices in Italia

Dopo aver dedicato alcuni post ed analisi al mercato relativo al solo prodotto farmaco, è utile dare anche spazio a numeri e considerazioni riguardanti un altro mercato da sempre ricompreso nell’ambito pharma, ma dotato di caratteristiche e dinamiche proprie: il mercato dei Medical Devices.

A tale scopo, da qualche anno Assobiomedica pubblica un rapporto annuale intitolato “Produzione, Ricerca e Innovazione nel settore dei Dispositivi Medici in Italia”, con cui fornisce un quadro analitico e prospettico sull’industria italiana dei medical device in ragione dell’importanza di questo settore nel tessuto economico italiano e nelle ricadute che esso ha anche negli ambiti sociale e della ricerca scientifica ed industriale.

Ciò trova conferma nei numeri che il rapporto rende disponibili: nel 2011 in Italia sono state censite 3037 imprese operanti nel settore dei dispositivi medici, concentrate per quasi il 70% in cinque regioni Italiane: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Lazio. Concentrazione che assume dimensioni ancora maggiori se si prende come fattore di riferimento il fatturato, con un 85% del fatturato complessivo che viene prodotto proprio in queste regioni. In riferimento al tipo di attività, il 59% delle imprese svolge un’attività solamente commerciale, mentre il 37% si occupa di produzione e il restante 4% offre servizi. 

Il digitale nelle aziende farmaceutiche italiane

 

Nonostante il gentile invito del Dottor Mancini a prendere parte al primo Italian Digital Health Summit organizzato da AboutPharma che ha avuto luogo a Milano il 15 e il 16 maggio, a causa di alcuni impegni da me assunti nei giorni precedenti non mi è stato possibile essere presente alla maggior parte degli interventi di questo importante evento.

Tuttavia, l’avere assistito alla tavola rotonda che si è tenuta la mattina del 16 maggio, introdotta da un intervento di apertura di Sergio Liberatore (Managing Director di IMS Health), il cui tema era “Le nuove opportunità della comunicazione digitale per le imprese healthcare”, mi è stato utile per avere un quadro molto più nitido della diffusione del digital marketing nelle aziende farmaceutiche e di dispositivi medici italiane. A questa discussione hanno preso parte, oltre al Dottor Liberatore, anche Flavio D’Annunzio (CEO di Digital for Business), Stefano Zagnoni (Head of Strategic Multichannel and Innovation di Janssen-Cilag), Luca Naponiello (Communication Manager di Merck Serono), Riccardo Chiappani (Responsabile Comunicazione di Medtronic Italia), Daniela Poggio (Direttore Comunicazione Italia e Malta di Sanofi), e Leonardo Frezza (Partner di Frezza & Partners).