Sanità e industria farmaceutica: la difficile rivoluzione digitale

1072645_98618032

Tutto in due giornate. Questa poche parole riassumono al meglio l’inizio del mese di maggio caratterizzato da una serie di appuntamenti che in soli due giorni hanno visto realtà diverse fra loro come settore di appartenenza o come natura della loro mission essere protagonisti di tutta una serie di eventi e convegni a Milano. In modo casuale (apparente o no), tali appuntamenti hanno avuto come filo conduttore la rivoluzione digitale che sta caratterizzando il settore healthcare, nonché le sue prospettive di sviluppo futuro sia a livello industriale sia in relazione al sistema sanitario nel suo complesso.

Questi appuntamenti sono stati in ordine cronologico:

  • Il convegno “Sanità digitale: non più un miraggio, non ancora realtà” organizzato dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità che si è tenuto il  maggio presso l’Istituto Farmacologico Mario Negri;
  • Il congresso “Digital disruption in life sciences”, organizzato da Hps-Aboutpharma in collaborazione con Accenture e Key2 People che ha avuto luogo presso lo Sheraton Diana Majestic;
  • L’IBM Business Connection dedicata al Cognitive Computing e a IBM Watson Health organizzata presso lo Studiosuper Più;
  • Il convegno intitolato “Health e Hyper Relevance: quando la multicanalità ridefinisce il concetto di customer” organizzato da Personalive presso il PoliHub.

I numeri del Rapporto OASI 2015 sul SSN

Rapporto Oasi 2015

Come consuetudine, il 2015 si è chiuso con la pubblicazione e la presentazione di molti studi e report riguardanti il mercato farmaceutico e il Servizio Sanitario Nazionale, e fra queste una delle più complete è sicuramente il Rapporto OASI 2015 redatto dal Cergas dell’Università Bocconi di Milano la cui presentazione ha avuto luogo lo scorso 27 novembre presso l’Aula Magna della stessa Università Bocconi.

Vista la loro varietà, districarsi fra i vari argomenti e le numerose informazioni e dati in esso presenti è un’attività che richiede tempo ed attenzione ed è pertanto necessario effettuare una scelta relativa di quali capitoli commentare fra quelli in esso proposti. Con l’attuale contributo si vogliono esaminare alcuni dei contenuti del capitolo intitolato La Struttura  e le Attività del SSN con il quale vengono forniti alcuni dati di “sistema” di molto interesse.

La Nuova Organizzazione del Sistema Sanitario Toscano

Nelle scorse settimane ho pubblicato un post con la descrizione del progetto di riforma della sanità lombarda approvato dalla giunta regionale all’incirca un mese fa. Ma in questo momento non c’è solo la Lombardia ad essere impegnata nella ridefinizione dell’organizzazione del proprio servizio sanitario regionale: anche la Toscana, sotto la spinta del Presidente Enrico Rossi, sta riformando la propria sanità per rispondere al meglio ai tagli alla spesa imposti dallo Stato centrale, cercando tuttavia di mantenere quegli alti standard che le hanno permesso sia nel 2013 che nel 2014 di essere ai vertici delle valutazioni sulla qualità e l’efficacia dell’assistenza ospedaliera redatte da Agenas e dal Ministero della Salute. Inoltre, la Regione Toscana ha sempre adottato soluzioni innovative e d’avanguardia riguardo l’organizzazione del proprio sistema sanitario regionale: nel 2005 è stata la prima regione ad istituire e rendere operativi gli enti di area vasta (Estav) sul proprio territorio (vedi il post “Gli ESTAV – Enti per i Servizi Tecnico Amministrativi di Area Vasta”); e sempre la Toscana è fra le prime regioni ad aver reso disponibile ai pazienti un numero consistente di Case della Salute per garantire un’adeguata offerta di servizi sanitari a livello territoriale.

La Riforma Sanitaria Lombarda

Vivendo in Lombardia non posso evitare di trattare l’argomento sanità nel momento in cui tale materia sta diventando uno dei temi di maggior attenzione del dibattito regionale, in seguito al progetto di riforma sanitaria approvato dalla giunta Maroni e già anticipato questa estate con la pubblicazione di un Libro Bianco ad essa dedicata. Non è difficile comprendere l’importanza che un progetto di riforma della sanità lombarda riveste non solo per la Regione ma anche per l’intero quadro nazionale. Infatti la Lombardia ha poco meno di 10 milioni di abitanti, pari ad un sesto dell’intera popolazione italiana, ed è la prima regione italiana per importanza economica poiché da sola contribuisce per circa un quinto all’ammontare complessivo del PIL italiano.

Ma in ambito sanitario essa ha un ruolo ancora più rilevante in quanto è la sola regione italiana che fin dalla riforma del 1997 ha adottato un modello di organizzazione di quasi-mercato, riconoscendo al cittadino la “libertà di scelta“, vale a dire la possibilità di rivolgersi indistintamente e senza costi aggiuntivi sia alle strutture pubbliche sia alle strutture private convenzionate con il sistema sanitario regionale attraverso lo strumento dell’accreditamento. Caposaldo che viene ribadito anche nella proposta di riforma approvata dalla giunta regionale, insieme a quello della competitività fra pubblico e privato ed accanto alla presentazione di un rinnovato modello di organizzazione che separa le funzioni di programmazione, erogazione delle prestazioni sanitarie e di controllo, e alla definizione della nuova mission della sanità lombarda tesa a favorire il passaggio dalla “cura” al “prendersi cura”.

La Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2012-2013

In quasi tutte le attività umane periodicamente si fa un bilancio su quanto fatto fino a quel momento, tentando di individuare i punti deboli della strategia adottata nonché gli errori commessi, ed elaborando nuove strategie e/o proponendo delle innovazioni tese a raggiungere gli obiettivi prefissi. Per la sanità italiana tale momento coincide con la presentazione della Relazione sullo Stato Sanitario del Paese, occasione in cui  viene effettuata una riflessione sul sistema sanitario italiano nel suo complesso.

Quest’anno tale occasione si è avuta lo scorso 18 dicembre presso il Ministero della Salute con la presentazione della Relazione sullo Stato  Sanitario del Paese 2012-2013. Vista la complessità e la corposità della Relazione, sarà mia cura esaminarla nel dettaglio nelle prossime settimane e nel caso trarre degli spunti da condividere. Va comunque rilevato che in essa sono state riportate molte delle dinamiche in essere già anticipate e descritte in precedenti relazioni e in diversi studi pubblicati da altri istituti. 

SSN e Sostenibilità: il Rapporto OASI 2014

Una delle principali tesi che ho cercato di sostenere attraverso alcuni miei post sul presente blog in questi ultimi quindici mesi (vale a dire da quando ho dato avvio all’avventura di MioPharma Blog) è quella di ritenere il nostro sistema sanitario nazionale e le prestazioni da esso garantite assolutamente sostenibili. E’ vero che ci sono ancora ampie sacche di inefficienze e sprechi su cui poter intervenire e veri e propri casi di corruzione da dover perseguire, ma in vari studi e pubblicazioni il rapporto della spesa sanitaria pubblica sul PIL risulta essere in linea con la media dei paesi OCSE.

E devo dire di essere rimasto rinfrancato quando ho potuto constatare che anche il Rapporto OASI 2014, redatto da Cergas e SDA Bocconi e presentato lo scorso 24 Novembre a Milano, giunge alla medesima conclusione. Infatti, stando alle cifre e alle percentuali riportate nel rapporto, nel 2013 si è verificato un calo della spesa dell’1,2% rispetto al 2012 pari a 112,6 miliardi di Euro, determinando il calo del rapporto spesa sanitaria pubblica/PIL dal 7,3% del 2012 al 7,2% del 2013. In questo quadro, il disavanzo sanitario si è attestato all’1% della spesa corrente (pari a circa 1-1,5 miliardi di Euro), una percentuale che è rimasta stabile a partire dal 2011.

Over the Horizon: le previsioni di IMS Health sul mercato farmaceutico

In questo periodo sono stati pubblicati e presentati numerosi rapporti ed analisi sullo stato della sanità e dell’industria farmaceutica sia a livello nazionale che internazionale. Questo “ingorgo” non mi ha permesso fino ad ora di studiare l’elevata mole di dati ed informazioni messe a disposizione da queste pubblicazioni, ma gradualmente tenterò di offrire il mio punto di vista sui loro contenuti.

L’argomento del post odierno non si discosta di molto da quest’impegno in quanto  con il contributo di oggi vorrei fornire delle brevi ma significative informazioni rese pubbliche nel corso del convegno “Over the Horizon” organizzato da IMS Health e che ha avuto luogo a Milano lo scorso 12 novembre. Purtroppo non ho avuto la possibilità di prendere parte a questo evento, ma molte delle informazioni e dei dati forniti durante i lavori, di assoluto interesse, sono disponibili in rete, principalmente sul magazine on-line di IMS Health Italia.

SSN: che percezione ne hanno i cittadini?

Qual è la percezione che i cittadini italiani hanno del Servizio Sanitario Nazionale e dei vari attori che gravitano intorno ad esso? Quali i problemi che lo affliggono? E quali potrebbero essere le possibili soluzioni in grado di permettere ad esso di essere sostenibile?

Queste sono parte delle domande che sono state trattate nell’indagine intitolata “La sostenibilità della cura” condotta da Doxa Marketing Advice in collaborazione con Value Relations, e commissionata da TEVA, la cui presentazione è avvenuta a Milano lo scorso 30 ottobre. I risultati evidenziano una percezione generale del SSN abbastanza impietosa, con giudizi in termini di efficienza e performance estremamente severi (fatto comunque già segnalato in buona parte nel post Gli italiani e il loro giudizio sul SSN).

Il sistema sanitario tedesco


Il weekend appena trascorso è stato abbastanza faticoso per me in quanto mi sono recato in Germania per partecipare (per la terza volta nella mia vita) all’Oktoberfest di Monaco di Baviera. E come ogni volta, ai miei occhi l’efficienza e l’organizzazione tedesca sono sempre, nel bene e nel male, fonte di ammirazione.

Ed è mia opinione che sia del tutto scontato che anche il sistema sanitario tedesco sia conforme proprio al principio dell’efficienza. Non ha caso esso, almeno nella sua componente pubblica, è stato congegnato dal cancelliere Otto von Bismarck (tanto che questo modello ne ha assunto il nome) e per decenni è stato il principale modello di riferimento per tutti i sistemi sanitari dei paesi industrializzati (in Italia il modello Bismarck è stato adottato fino al 1978, anno in cui, con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, il nostro paese virò verso il modello Beveridge di stampo inglese).

Indicatori in sanità – Terza parte: Efficacia

1420328_66728359a

Nel precedente mio post relativo agli indicatori in sanità ho cercato di offrire una breve descrizione degli indici impiegati per misurare l’efficienza di un sistema sanitario. Ma l’aver trattato il tema dell’efficienza pone anche l’obbligo di misurare quanto i servizi offerti da un sistema sanitario attraverso le sue prestazioni mediche, diagnostiche, ambulatoriali e ospedaliere, siano in grado di migliorare lo stato di salute dei pazienti. In pratica, occorre misurare la loro efficacia.

Come già osservato in riferimento all’efficienza, anche l’efficacia può essere misurata sulla globalità del sistema sanitario o solamente su determinati aspetti patologici, di sistema e geografici. Infatti, essa può essere analizzata avendo come riferimento il sistema sanitario nel suo complesso, o i singoli servizi sanitari offerti a livello strutturale, o, ancora, le tecnologie utilizzate per l’offerta di una prestazione sanitaria.